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Kenny ”turbo” Moreno

Con l’Acqua&Sapone Volley è risultata la migliore della Serie A

Ven 01 Mag 2009 | di Angela Iantosca | A&S SPORT
Foto di 3

 

Scheda
Nome: Kenny Moreno Pino
Squadra: Acqua&Sapone Volley
Serie: A2
Maglia: numero 12
Altezza: 185 cm
Nata a: Turbo (Colombia)
il 6 gennaio del 1979
Ruolo: schiacciatrice

Ha cominciato a giocare a pallavolo per caso ed è arrivata a detenere il primato di miglior realizzatrice dei Campionati Volley Femminili di A1 e A2 con 709 punti. è nata a Turbo (Colombia), ha 30 anni e da grande vuole fare il medico.
Kenny Moreno Pino, dal 2008 sei nella squadra di volley Acqua&Sapone:

Come è cominciata questa tua avventura?

«Tutto è cominciato lo scorso agosto per avvicinarmi al mio fidanzato, che vive a Rieti. Per questo ho deciso di lasciare il Giappone, dove per due anni ho giocato nel Japan Tabacco di Osaka!».

Come è la situazione degli sport femminili?
«Piano piano ci stiamo aprendo e stiamo conquistando sempre più visibilità, anche in tv».

Sei stata in assoluto la miglior realizzatrice individuale dell’ultimo campionato. Come hai vissuto questo successo?
«Durante la stagione non mi sono mai preoccupata del mio punteggio. Io facevo 35 punti a partita, eppure come squadra perdevamo. Di fronte a questo, la mia vittoria individuale non contava nulla.  Sicuramente, poi, non pensavo di poter far tanto. Venivo dal Giappone, venivo a giocarmela, ma non sapevo come sarebbe andata».

Che differenza c’è tra l’Italia e il Giappone?
«Il loro modo di giocare è molto più veloce ed io, lì, ero la più alta!».

Lo sport può ‘salvare’ i giovani?
«Qualche giorno fa stavo seguendo 'Porta a Porta' e si parlava di sport e di sportivi e di come ultimamente questi ultimi non siano più un esempio positivo da seguire. Questo mi è molto dispiaciuto. Penso che, se si vive lo sport con la mentalità giusta, è utile a “salvare” i giovani. Ma il mio invito è farlo con il cuore e non mollare alla prima sconfitta o al primo rimprovero degli istruttori».

Quando riprendi il campionato?
«Dopo Ferragosto. Ma mi tengo in allenamento con il BeachVolley».

E dopo la pallavolo, cosa farai?
«Vorrei laurearmi, sposarmi, avere dei figli».

Quanto ti manca la Colombia?
«Mi manca il clima, il sorriso della gente, un sorriso che va al di là delle problematiche: la gente lotta e non si ferma alla prima difficoltà. E poi mi mancano il cibo e, ovviamente, la famiglia».

I tuoi miti?
«Michael Jordan, soprattutto per le sue capacità mentali. E poi mia madre Ubaldina».
 


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