acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Georgia Luzi: sono un caterpillar

Ogni giorno su raiuno a contatto con le “storie vere”

Ven 27 Gen 2012 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 9

Mai un pettegolezzo, una frase fuori posto, una foto rubata. Quando l'ho incontrata la prima volta anni fa, la parola che mi è venuta in mente è stata “trasparenza”. Con quell'aria da adolescente, lo sguardo limpido, l'aspetto di una bambina che da poco ha aperto gli occhi sul mondo. Eppure Georgia Luzi ha tutta la grinta di una donna che negli anni ha convinto grazie al suo impegno, alla sua onestà, alla voglia di dimostrare che è possibile arrivare e realizzare i propri sogni anche senza scendere a compromessi. «è stato difficilissimo arrivare fino a qui e lo è ancora. La fatica non è finita. Tutti i giorni è una lotta e, mi dispiace dirlo, è anche colpa un po' di noi donne che abbiamo permesso questo. A volte bisogna saper dire "no" e fare in modo che si guardi al di là del corpicino e far capire che prima di tutto c'è una testa pensante e che per lavorare c'è bisogno di essere capaci. Gli anni, l'essere uomo o donna non contano niente. Purtroppo in questo ci hanno distrutto gli uomini che pensano di comprare con poco e le donne che si sono fatte comprare con poco».

Pensi che ci sia ancora discriminazione tra uomini e donne in questo ambiente?
«Penso che ci sia in generale, non solo in questo ambiente. Mi confronto con i mie amici che fanno altri lavori e vedo che c’è discriminazione soprattutto a livello di pregiudizio mentale e di atteggiamento. C’è sempre quando fai un colloquio di lavoro, c’è una diversità nel comportarsi quotidianamente. C’è chi si prende delle libertà eccessive».

Nel 2011 è nato in Italia il movimento delle donne "Se non ora quando?": ti senti vicina a quel modo di pensare?
«Credo che sia quello il modo giusto. Purtroppo all'ultima manifestazione non ho potuto partecipare per motivi di lavoro, ma ho cercato e cerco di manifestare la mia solidarietà. Io mi sento donna in quel senso. E trovo sia necessario andarlo a gridare anche in piazza, visto che sino ad ora non siamo state ascoltate. Intanto cerco di far sentire questo grido ogni giorno, attraverso il mio comportamento, le mie scelte, il mio lavoro».

Qualche anno fa mi avevi confessato il desiderio di condurre un programma di attualità, per dialogare con la gente. Ed ora sei alla conduzione di "Storie Vere", ogni giorno su RaiUno dalle 10.
«Uno Mattina sembra fatto apposta… Sentivo il bisogno di fare un programma che creasse un rapporto quotidiano con il pubblico, cosa che la prima serata non ti dà. Ogni giorno io e Savino Zaba affrontiamo un tema diverso e interagiamo con la gente e le loro storie».

Ti hanno cambiato questi incontri?
«Mi hanno colpito soprattutto le storie di donne che hanno saputo rialzarsi. Ne ho conosciute tante che hanno vissuto e continuano a vivere situazioni drammatiche e che, nonostante questo, lottano quotidianamente. Grazie a loro ho imparato a vedere tutto in modo relativo. I problemi si ridimensionano e tutto riacquista un senso…».

Come è il gruppo di lavoro che c'è dietro "Storie Vere"?
«Siamo una ventina di donne e ci sono solo 3 maschi! Poverini, vengono massacrati e, quando scegliamo gli argomenti, si devono far sentire. Comunque, anche se si dice che le donne si fanno la guerra, nel nostro gruppo c'è molta solidarietà, c'è voglia di confrontarsi. è un programma che  cerca di seguire ciò che accade».

Quale è la risposta del pubblico?
«Bellissima, soprattutto da parte delle donne! Anche quando vado a fare la spesa, mi fermano e mi dicono che in me, quando conduco, vedono interesse verso le storie e si identificano in questa mia "attenzione"».

Cosa avresti voluto fare quando eri bambina?

«Fino a qualche tempo fa ti avrei risposto che, alle elementari, pensavo di diventare una ballerina. Poi, durante un trasloco, ho ritrovato dei vecchi diari ed ho scoperto che il mio sogno era diventare una segretaria! Alle superiori è nata la passione per il mondo dello spettacolo: soprattutto frequentando i villaggi turistici con i miei genitori, ho scoperto la magia del palco!».

Dove sono cresciuti i tuoi sogni?
«In una famiglia che mi ha supportata e sopportata. Mentre coltivavo il sogno della tv, ho studiato e mi sono laureata in Sociologia!».

Avresti voluto fare la sociologa?
«Sì, l’ho sempre pensato… è stata sempre la mia via di fuga eventuale. Se questo lavoro non mi avesse portato a niente. C’erano materie che mi interessavano. Mi sono laureata con una tesi sul marketing e la pubblicità, settore che mi piace molto. L’alternativa alla tv sarebbe stata lavorare in un’agenzia pubblicitaria».

Quale era la tua trasmissione preferita da piccola?
«Sono cresciuta a pane, Nutella e Bim Bum Bam! Oggi guardo molto la tv: la faccio e voglio vedere ciò che accade. Non credo a chi fa questo mestiere e dice di non guardarla: è come se tu non leggessi i giornali! Seguo “Le Iene”, i talent e i programmi di intrattenimento. Amo Bonolis, la Carlucci, la Clerici. E poi vado matta per le serie tv: da “Cold Case” a “Criminal Minds”!».

Quale è il luogo nel quale ami rifugiarti, sia fisico che mentale?
«Niente è come la mia casa… Quando stacco dal lavoro, spengo il cellulare e smetto di essere rintracciabile. Spesso non viene capito da chi fa parte di questo mondo…  Ma io, finito di lavorare, penso solo agli amici, alle mie cose, alla famiglia. Penso che il lavoro è una cosa… la vita è un’altra cosa!».

Il tuo rapporto con la fede?
«Ho un rapporto conflittuale e mi dispiace e mi arrabbio perché sono una che si rivolge a Dio, a questa Entità, ma che poi si scontra con alcune cose che la Chiesa dice e che non riesco a condividere».

Anche la tv, come l’Italia, sta attraversando un momento di crisi. Tu come ti prepari ad affrontare tutto questo?
«Mi chiamano caterpillar! Farò fatica ad arrendermi. Credo, tuttavia, che la tv debba fare una grande autocritica! Io darei una possibilità in più ai giovani autori: ce ne sono tanti con tante idee e troppo spesso si dice che non ce ne sono. Ma lo dicono coloro che non vogliono lasciare il posto a favore di una ventata di novità. Noto che c'è poca voglia di fare...».

Come è Georgia nella quotidianità?
«Sono rompiscatole da morire, pigra e mi avvito nei miei pensieri. Sono anche molto indipendente!».

Ci sono iniziative alle quali sei legata?
«Sto sostenendo alcune attività, ma preferisco che rimangano mie iniziative private. Sicuramente nel mio cuore, da sempre, ci sono i bambini».     

                 



LE SUE “STORIE VERE”
Nata a Roma nel 1976, dopo essersi laureata in Sociologia, Georgia Luzi nel 2000 viene scelta per condurre il programma “Giga” (Rai Sat Ragazzi). Ha recitato ne “Il bello delle donne”, “Don Matteo 2”, “Carabinieri 2”, “Incantesimo 7”, “Giorni da Leone 2”. Ha lavorato per RaiDue, Sat 2000, All Music e Rai Gulp. Nel 2009 ha partecipato a “Sabato & Domenica Estate” su Rai Uno. Nel 2010 ha condotto “I raccomandati”, con Pupo, e “Uno Mattina Estate”, su RaiUno. Da marzo 2011 ha condotto il programma “7+”, su RaiUno. Nel 2011 ha condotto “Unomattina Estate” su RaiUno. Da settembre 2011 conduce “Unomattina - Storie vere” con Savino Zaba.


Condividi su:
Galleria Immagini