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Concorso Io Giornalista per una volta

Ecco i due articoli premiati con un iPad

Ven 27 Gen 2012 | concorso iPad

SPLENDIDO COME IL SOLE

Grazie ad un professore di Firenze oggi mio figlio ha 2 anni

Articolo ricevuto dal nostro lettore Marco Nesti

Mi chiamo Marco Nesti e vi scrivo da Pistoia per un motivo ben preciso. Poter condividere la mia gioia con tutti voi e tutte le persone a cui vorrete condividere questa lettera. Nel 2009 mia moglie scopre di essere in dolce attesa, una notizia che attendevamo da tempo e con tante difficoltà. Al 6° mese di gravidanza purtroppo scopre una malattia che la manda nel baratro più completo... mancava così poco tempo al parto ed i medici dicono che è meglio abortire per curare lei nel migliore dei modi. Ma io, da perfetto testone, non mi arrendo: passo giorni e giorni a cercare il modo per poterla curare più velocemente e senza perdere il bimbo perché è questo che avevamo scelto insieme. Passano giorni che sembrano anni. Attendevo ogni rintocco di orologio in attesa di un risultato clinico, di una telefonata di un medico che ci potesse dare una speranza. Ed ecco il miracolo: finalmente troviamo un Professore di Firenze che la prende a cuore e che, sin dal primo istante che la visitò, disse: "state tranquilli che porterete alla nascita il bimbo". Ci siamo fidati. Dio quanto amo questo ottimismo che rende forti anche le persone più deboli o impaurite! Grazie a tutto ciò, oggi lei sta continuando le cure, ma è considerata guarita ed il nostro cucciolo compierà 2 anni il 25 ottobre. Concludo con una frase dedicata al nostro cucciolo che ci ha dato la speranza di continuare e la forza della vita: "Quando avrai bisogno di me, io ci sarò e ti terrò sempre nella mia mano. Sei splendido come il sole, mio dolce Gabriel, e questa foto (sopra) scattata stasera te ne darà un'idea".                                                       




IL CORAGGIO DI VIVERE

A tutte le mamme e i papà per i quali i figli sono una benedizione

Articolo ricevuto dalla nostra lettrice Daniela Cassano

Gabriele ha 20 giorni e non sa che deve avere coraggio. Lo sa la sua mamma, che è forte e ha sempre lottato per sé e per lui. Lo cercava da anni e lo ha avuto.
Un viaggio lungo 9 mesi, una strada solo in salita, consumata tra le corsie di ospedali e le lacrime, le paure e lo sconforto di tante minacce d’aborto.
Quante notti insonni a stringere nei pugni un paio di scarpine blu, senza sapere se le avrebbe mai indossate. Notti di disperazione e singhiozzi, di preghiere a denti stretti “non andare via”.
E poi un vagito strozzato, la vita che stava scivolando via, portando nel baratro madre e figlio. Infine il miracolo, la vita che respira e inizia ad ingranare.
Gabriele è nato e ha vinto.
È nato e dorme tranquillo nella sua culla, una testolina stropicciata e tanti capelli neri, 1.4 kg di tenerezza e il pugno stretto in segno di vittoria.
Dorme aggrappato ai sogni di tante cose che farà da grande e sua mamma piange ancora, di gioia per quel miracolo che la cerca e ogni tanto le sorride e di dolore perché Gabriele sta male.
È nato e deve già trovare il coraggio di vivere, la forza di mantenersi in equilibrio, di non farsi travolgere dalle intemperie che si abbatteranno su di lui.
Valeria lo ha portato con sé per mesi, l’ha sentito crescere nella sua pancia, ha sorriso anche se stravolta dall’ennesima nausea mattutina. Già lo vedeva muovere i primi passi, correre e sbucciarsi le ginocchia, piangere per i capricci, imparare ad andare in bici, da solo.
Valeria vuole davvero vederlo così. Piange ma non si arrende, lo tiene stretto a sé e gli sussurra “coraggio, non smettere di lottare” e Giulio le bacia la fronte: “è tuo figlio, ha il tuo coraggio”.
C’è chi i figli li mette al mondo senza volerli, li cresce dentro di sé e poi li butta via, come una scarpa rotta o un vestito smesso.
C’è chi darebbe la vita per vederli diventare grandi, per vederli felici.
A Valeria e Giulio che combattono ogni giorno per la vita del proprio figlio, un atto d’amore che richiede coraggio.
Per tutte le mamme e i papà per i quali i figli sono una benedizione e non uno sbaglio.
E a tutti i Gabriele che combattono e ce la fanno, perché crescendo capiscano e trasmettano agli altri quanto sia prezioso il dono della vita.  


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