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Gratta e (ti) perdi

Italia prima in europa e terza al mondo per il gioco d’azzardo. Ecco come lo stato fa soldi a nostre (e sue) spese

Mar 28 Feb 2012 | di Angela Iantosca | Soldi
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Tempo di crisi e di ridimensionamento per l'Italia. Si taglia sulla cultura, sulla salute, sui viveri, sulla macchina e anche sulla solidarietà. Ma sulla Dea Bendata si continua ad investire. Ebbene sì: non siamo solo un popolo di poeti, santi e navigatori, ma anche di accaniti giocatori che ripongono con fiducia il proprio futuro nelle mani delle slot machine, del poker on line, del gratta e vinci e degli innumerevoli giochi di nuova generazione che ogni giorno il nostro Nume tutelare, lo Stato, pensa bene di "offrirci" a pagamento. Una "attenzione" che ha il sapore del "panem et circenses" che gli imperatori Romani offrivano ai propri sudditi per distrarli da altre problematiche drammaticamente reali.

Spendiamo 1.260 euro a testa
Ma veniamo ai numeri. Secondo "Azzardopoli", il dossier presentato dall'Associazione Libera, ogni anno, a testa, compresi i neonati, spendiamo circa 1260 euro tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. Il fatturato legale è stimato in 76,1 miliardi di euro. è un settore che offre lavoro a 120.000 addetti e muove gli affari di 5.000 aziende e mobilita il 4% del Pil nazionale con il contributo di circa 30 milioni di italiani.
E l'Italia con questa cifra occupa il primo posto in Europa e terzo posto tra i paesi che giocano di più al mondo. Con un sottofondo illegale stimato di almeno dieci miliardi di euro. Ma questa è un’altra storia.
 
Il guadagno dello stato
Lo Stato italiano si annette il 50% medio degli incassi del gioco, di cui un 14% viene girato all’Erario. Sugli apparecchi automatici il 12,6% viene girato al Preu (Prelievo erariale unico), uno 0,8% all’Amministrazione autonoma Monopoli di Stato, più una percentuale al gestore di rete che cura i collegamenti online. Da 23 dicembre 2000 è il Comune a rilasciare una licenza per vendere le scommesse. Sufficiente, quindi, una denuncia di inizio attività. Lo Stato, dunque, incentiva nuovi giochi per avere un guadagno immediato, senza considerare la spesa sociale che il dilagare dei giochi sta determinando e determinerà sempre di più.

Quando diventa una malattia
Secondo la Ricerca nazionale sulle abitudini di gioco degli italiani curata dall’Associazione “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” e coordinata dal CONAGGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo), di fine novembre 2011, volta ad indagare le abitudini al gioco d’azzardo della popolazione italiana, è possibile fare un’ipotesi sul numero della popolazione patologica in Italia. In considerazione del fatto che ci sono 47.5 milioni di italiani maggiorenni e che il 71% di questi si stima avere giocato e che fra i giocatori ve ne siano il 5,1% a rischio e il 2.1% patologico, si stima che sono più di 800 mila i dipendenti dal gioco d’azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio.

Più uomini che donne
Il gioco d’azzardo è più maschile che femminile: i maschi che giocano sono il 76,4%, mentre le femmine che giocano sono il 67,6%. Il gioco d'azzardo aumenta con la diminuzione della scolarizzazione. La maggior parte di chi ha una scolarizzazione medio-bassa gioca d'azzardo (il 75,7% di chi ha la licenza elementare e l'80,3% di chi ha la licenza media); poi con la licenza scolastica superiore la percentuale scende al 70,4% e cala ulteriormente fino al 61,3% dei laureati che dichiarano di giocare d'azzardo. I giocatori patologici dichiarano di giocare oltre tre volte alla settimana, per più di tre ore alla settimana e di spendere ogni mese dai 600 euro in su, con i due terzi di costoro che addirittura spendono oltre 1.200 euro al mese.

Pericolo adolescenti
è sempre maggiore il numero degli adolescenti di età comprese tra i 12 e 17 anni che spendono 30-50 euro al mese in Gratta e Vinci, scommesse sportive, Lotto e Superenalotto. Dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che ha giocato in denaro almeno una volta in un anno è aumentata dal 40% al 47%. L'aumento maggiore è stato fra le ragazze, passate dal 29% al 36%, mentre i maschi sono saliti dal 53% al 57%. In testa alla classifica per regioni al primo posto c'è la Campania con il 57,8% di studenti “giocatori”, cui seguono Basilicata (57,6%), e Puglia (57%). Vengono poi Sicilia, Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna, Calabria e Umbria, tutte oltre il 50%. Agli ultimi posti ci sono Trentino (35,8%), Friuli Venezia Giulia e Veneto (36,3%). I posti preferiti per giocare sono bar e tabaccherie (32%), case private (20%) e sale scommesse (12%).

Il governo Berlusconi e il gioco
Lo scorso agosto, Maroni nella Manovra economica in un unico articolo potenziò molti giochi d’azzardo in grado di coinvolgere nuovi target di giocatori: dai giovanissimi alle anziane casalinghe. Il decreto legalizzava il gioco d’azzardo online senza alcuna limitazione di gioco e inseriva nuove possibilità di gioco. Istituì il gioco del Bingo a distanza, l’apertura di ben mille sale da gioco, con tornei di poker dal vivo; è stata data la possibilità di aumentare il numero delle VideoLottery fino al 14%; si è data disposizione per l’apertura di 7mila nuovi punti vendita di scommesse ippiche e sportive.

La tassa Monti
Nuova stangata dal Governo Monti: ci sarà d’ora in poi un prelievo del 6% sulle vincite superiori a 500 euro, ossia in pratica su chi vince a Superenalotto, Gratta e Vinci o Win for life. Per far capire con un esempio pratico quanto sia grande questa tassazione, se si applicasse alla vincita più alta mai registrata in Italia, 178 milioni di euro (con il Superenalotto dell’ottobre 2010), la trattenuta fiscale sarebbe stata di 10,6 milioni di euro! Tassate anche le vincite-rendite, come quelle di Win for Life, che passeranno da 6000 euro a 5640 euro. La nuova tassa si applicherà anche ai contratti acquistati nel 2011. Riguardo ad un possibile calo delle scommesse Lottomatica ha spiegato che comunque il 95% delle vincite dai propri concorsi sarà esente dalla tassazione, per cui la tassa sulla fortuna non dovrebbe influenzare la domanda di gioco.  

 



LOTTOMATICA E SNAI CONDANNATE
La Corte dei Conti ha condannato a pagare 2,5 miliardi i dieci concessionari di giochi d’azzardo online: Lottomatica, Snai, Sisal, Cirsa, Codere, Cogetech, Gmatica, Gamenet, Bplus, Hbg. Sanzioni anche per l’ex direttore Generale dei Monopoli di Stato Giorgio Tino, e per il Direttore dei Giochi Antonio Tagliaferri. La condanna è stata pronunciata al termine di un’inchiesta sui videopoker e la loro istallazione illegale fra il 2004 e il 2006.

 



LE MANI DELLA MAFIA SULL'AZZARDO
Sono 41 i clan che gestiscono “i giochi delle mafie” e fanno saltare il banco. E i nomi sono quelli dei Casalesi, dei Bidognetti, dei Mallardo, dei Santapaola, dei Condello, dei Mancuso, dei Cava, dei Lo Piccolo, degli Schiavone. Sono dieci le Procure della Repubblica
direzioni distrettuali antimafia che nell'ultimo anno hanno effettuato indagini; 22 le città dove nel 2010 sono state effettuate indagini e operazioni delle Forze di Polizia in materia di gioco d'azzardo con arresti e sequestri direttamente riferibili alla criminalità organizzata. L'ultima inchiesta risale al 30 novembre a Milano coordinata dal pool di Ilda Boccassini che ha messo a nudo e fotografato i “giochi di mafie”. Il clan Valle-Lampada, impegnato secondo gli investigatori anche in Calabria in affari con i Condello, tramite quattro società aveva collocato slot machine e videopoker in 92 locali di Milano e provincia, per un totale di 347 macchinette. Con ricavi tra i 25 mila ed i 50 mila euro al giorno, di cui una parte consistente doveva finire nelle casse erariali. Ma di fatto le macchinette installate erano fuori norma e al Monopolio venivano trasmessi dati falsi. La sanzione dell'AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) in questi casi è di mille euro al giorno. Per il clan Valle-Lampada pagare un mese di sanzione, pari a 30mila euro, equivaleva ai proventi illegali di un solo giorno. Nel 2010 sono state 6.295 le violazioni riscontrate della Guardia di Finanza: oltre 8mila le persone denunciate, 3.746 i videogiochi irregolari sequestrati, alla media di 312 al mese e 1.918 i punti di raccolta di scommesse non autorizzate o clandestine scoperti (più 165% rispetto al 2009). (Fonte: Dossier “Azzardopoli”).
 



COMINCIAMO DALLA SCUOLA

Un fisico e un matematico collaborano con le Asl per informare sui danni del gioco d’azzardo

“Sensibilizzare si può o si potrebbe, anche se spesso il primo a ostacolare, o meglio, a non far nulla per aiutare è lo Stato, che è il principale fornitore di slot-machine, poker on line, gratta e vinci e chi più ne ha più ne metta! Anzi: i giochi d’azzardo con tutte le loro declinazioni sono sistemi creati ad hoc per dare ossigeno alle casse insanguinate dello Stato”.
A parlare così i responsabili del progetto “Fate il Nostro gioco”, Diego Rizzuto e Paolo Canova. I due studiosi da anni lavorano con le scuole e con le Asl per informare sui pericoli del gioco e, soprattutto, per far capire che è il banco a vincere sempre e non il giocatore!

Come sta procedendo il vostro progetto?
«Dal 2012 è nata l’idea di far partire un progetto per le scuole articolato in tre punti: l’analisi della malattia, che portiamo avanti con l’aiuto delle Asl e degli assistenti sociali; l’analisi matematica, che è il nostro ambito, con un lavoro di informazione e sensibilizzazione; e last but not least analizzare l’aspetto delle mafie che stiamo progettando di portare avanti con Libera. Grazie a questa operazione, che in realtà stiamo avviando in Piemonte - la nostra Regione è particolarmente ricettiva -, spieghiamo come guadagnano, chi c’è dietro alcune delle società di gioco… Pensa che una delle società che gestiscono le slot sarebbe riferibile a Antonio Corallo, figlio di Gaetano Corallo, amico di Nitto Santapaola condannato in primo grado all’ergastolo per la strage di Capaci…».

In quali scuole andrete?
«Il progetto è finanziato dalla provincia di Torino e riguarda le scuole superiori. Il punto è che le richieste ci vengono dai singoli, dalle Associazioni, dalle Asl o dai Sindaci. Ma non c’è una volontà centrale di risolvere il problema. Abbiamo notato che le amministrazioni locali incontrano non pochi problemi nel tentativo di arginare il gioco dilagante, perché in questo campo la competenza è ministeriale e il Ministero non intende chiudere… Anzi!».

Rispetto ad un anno fa come è cambiata la situazione?
«è drammaticamente peggiorata: il numero di euro giocati dagli italiani è cresciuto. Da 61 miliardi, adesso sono più di 70 miliardi. Negli altri Paesi d’Europa è un po’ diminuito. Da noi no. Passeggiando, in una panetteria ho letto “si fanno panini economici”: ecco, pure sul panino si risparmia. Però poi si investono 5 euro per un gratta e vinci! Si è convinti che non ce la si fa con il lavoro e allora ce la si può fare con i gratta e vinci. Un intervento è sempre più urgente. Il gioco non è la via per guadagnare o risolvere i problemi...».

Nuovi giochi in arrivo?
«Tanti purtroppo: a luglio è stato introdotto legalmente il poker on line. E pensiamo che non si sia compreso come questo abbia creato una emergenza adolescenti. Ora basta una carta di credito ricaricabile e un maggiorenne che ne sia il titolare per permettere ad un minorenne di giocare on line… Alla domanda “sei maggiorenne?” come risponderanno i minorenni? La cosa drammatica è che anche i genitori sono spaesati e non sanno cosa fare o a chi rivolgersi quando scoprono che i figli spendono centinaia, in alcuni casi anche migliaia di euro on line! Non c’è un filo diretto tra la scuola e le Asl, o meglio, nessuno sa che il giocare troppo è una malattia! E poi c’è il “cominciamo bene”: vai al bar, prendi un cappuccino, un cornetto e un gratta e vinci che ti dà l’idea di “cominciare bene” la giornata… In realtà la colazione ti verrà a costare 8 euro! E in cambio non avrai niente! Il problema di gratta e vinci et similia è che quando giochi una volta, poi non ne sai fare più a meno! Hanno anchr inventato il Superenalotto “Si vince tutto”. E, poiché è andato bene, si continua! Il Superenalotto si gioca il martedì, il giovedì e il sabato, il “Si vince tutto” ogni ultimo mercoledì del mese!».
E intanto la vecchia cara lotteria perde sempre più appeal!
«Quest’anno hanno venduto solo 8milioni di biglietti. Un tempo ne vendevano 32!». 
 



COME VINCERE AL 100%
Il metodo per vincere sicuro? “Acqua & Sapone” l’ha già svelato e due nostri amici, Franco e Gina, l’hanno messo in pratica aggiudicandosi una bella Volkswagen Golf 1.600 Tdi. L’hanno “vinta” semplicemente non spendendo i 1.260 euro che mediamente ogni italiano scialacqua in lotterie, scommesse e altri azzardi inutili in un anno. «Io e mia moglie prima giovamo moltissimo, poi nel 2005 abbiamo smesso, evitando così di giocare quel gruzzolo – dice Franco – e ci siamo comprati questo gioiellino». «La possibilità di fare “6” al Superenalotto è di una su oltre 622 milioni – interviene la moglie Gina - ci è bastato non buttare al vento quei soldi, che molti pensano di investire, per vincere la nostra fiammante autovettura!».


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