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La moda di far la spia al fisco

Boom di denunce non anonime al 117. Ma quanto durerà? Meglio un fisco più semplice ed equo che la polizia fiscale

Ven 06 Apr 2012 | di Armando Marino | Soldi

Di recente la Guardia di Finanza delle Marche ha diffuso una notizia che pare davvero un segno dei tempi: nel 2011 c'è stato un boom di denunce al 117, il numero al quale si possono fare segnalazioni su evasione fiscale o scontrini non emessi. In particolare, i militari al call center hanno raccolto, con loro stessa sorpresa, ben mille segnalazioni non anonime. Sembra un segno chiaro che abbiamo cambiato atteggiamento nei confronti dello sport nazionale, far sparire i guadagni dalle dichiarazioni dei redditi. La riprovazione sociale verso questo atteggiamento ha raggiunto un apice ben diverso, spezzando la complicità che è alla base dell'evasione fiscale. Chi vuol ingannare l'erario ha bisogno di complici: società che scambiano false fatture, commercialisti compiacenti, a volte anche finanzieri disposti a chiudere un occhio, ma anche il semplice cittadino che accetta il pagamento in nero pur di accaparrarsi uno sconto. E non parliamo di delinquenti: si tratta di pratiche diffuse. Non voglio qui fare il solito discorso, dar la colpa allo Stato che ci attanaglia con una pressione fiscale record, che ci controlla poco, che per anni ha basato la propria stessa esistenza su un patto politico non scritto, ma chiarissimo: io lascio evadere alcune fasce di popolazione, in cambio non ti garantisco la qualità di certi servizi. è tutto vero, in realtà. Ma di certo non giustifica chi fa dell'evasione una pratica costante, chi occulta milioni di euro, si spaccia per povero e poi magari incassa pure i sussidi dallo Stato, come è stato di recente scoperto, ad esempio, in alcuni casi in Veneto. Per non parlare della fabbrica dei falsi invalidi in Campania: non evadevano il fisco, ma rubavano all'erario risorse destinate a vere persone svantaggiate. Vampiri. Eppure l'enfasi che c'è in questo momento sulla lotta all'evasione non mi convince del tutto. è vero che c'è da dare una raddrizzata e i blitz a Cortina servono a far capire che si fa sul serio. Ma sono convinto che non sia un problema di educazione civica. Gli italiani sanno quanto i tedeschi che evadere è sbagliato, se lo fanno è semplicemente perché per anni le possibilità di essere beccati sono state minime. Dicono che i tedeschi abbiano più senso civico di noi. Io credo semplicemente che siano stati abituati alla responsabilità: se sbagli, paghi. Sono meno corrotti nel Dna? Di recente si è scoperto che il loro presidente della Repubblica aveva accettato favori sconvenienti da imprenditori e poi ha cercato di impedire alla stampa di scriverlo. Dunque i geni del primo cittadino di Germania sono uguali a quelli di tanti nostri politici. La differenza è che lui è stato beccato e si è dovuto dimettere.
Allora via ai blitz, permettiamo allo Stato di scrutarci nel conto corrente, invogliamo a spiarci l'un l'altro? Secondo me così è troppo. E soprattutto, rischia di essere una moda passeggera. Tra qualche mese non sarà più al centro delle nostre preoccupazioni e le azioni spettacolari cesseranno insieme all'interesse dei media. Meglio un fisco più semplice da gestire ed equo, che non ci lasci alibi e ci faccia dannare meno per pagare. E controlli costanti. Anche senza comunicati stampa e titoli dei Tg.


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