acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Finalmente la felicità

Nonostante la crisi, nel mondo prevale il buonumore. L’Italia? Un po’ musona…

Ven 06 Apr 2012 | di Maurizio Targa | Attualità

Per alcuni può essere il sorriso di un bambino, per altri l'atto d’acquisto di una villa con piscina. Un matrimonio, la scalata dell'Everest o magari la vincita dei mondiali. Nel Terzo Mondo, la felicità ha il volto di una ciotola di riso, mentre nei paesi ricchi quello di una fiammante auto di lusso: due emozioni non comparabili, ma che possono determinare lo stesso stato d’animo, quello a cui tutti umanamente aneliamo, proprio la felicità. Un bene ormai raro? Neanche troppo: nonostante la crisi imperante, nel mondo l’indice di soddisfazione tende sorprendentemente al rialzo. Coloro che si dichiarano felici, infatti, sono il quadruplo di quelli che si dicono scontenti. Questi i risultati di una indagine Doxa condotta in 58 Paesi attraverso 52.913 interviste, i cui risultati sono per certi versi singolari e meritano un’analisi attenta: il 53% della popolazione mondiale si dichiara felice, solo il 13% afferma sconsolatamente il contrario; il terzo restante del campione (34%) galleggia in una sorta di limbo sospeso tra gioia e mestizia.

Italia musona, Spagna solare
Se il risultato è abbastanza soddisfacente su scala mondiale, mettendo sotto lente il dato italiano le risposte non dipingono il nostro come un paese troppo lieto: meno allegri rispetto alla media planetaria, solo il 35% degli intervistati tricolori si dichiara felice, il 10% non ha difficoltà a dirsi infelice, mentre oltre la metà preferisce non sbilanciarsi. Un “prodotto nazionale felice” (inteso come percentuale di felici meno percentuale di infelici) pari al 25%, dato simile a quella di Bulgaria, Cina, Kenya, Libano e Turchia e inferiore alla media del 40% dei paesi del G7. Tra i risultati più curiosi quelli di Cina e Spagna: per i cinesi, nonostante una situazione economica meno difficile rispetto alla media generale, la felicità netta è solo del 25%; mentre gli spagnoli, tra i più colpiti dalla crisi economica, dichiarano sorridenti un indice di felicità netta pari al 55%.

Non si compra, come la fede
La mancanza di un nesso tra ricchezza economica e felicità dichiarata emerge con chiarezza anche dalle ripartizioni continentali. Infatti, sentenzia lo studio, i continenti più felici sono l'Africa (66%) e l'America Latina (63%), seguiti dall'Europa dell'Est (50%), mentre i meno felici sono i Paesi arabi (20%), l'Europa Occidentale (25%) e il Nord America (31%): un vero e proprio testa-coda rispetto al reddito pro capite. Guardando le fasce d'età, i meno felici sono, a livello mondiale, gli individui tra i 51 e i 65 anni (33% di felicità netta), i più contenti i giovani fino a 30 anni (44%) e gli over 65 (43%). Anche il dato mondiale rispetto all’appartenenza religiosa merita una sottolineatura: coloro che si dichiarano non appartenenti ad alcuna confessione denunciano una felicità netta decisamente inferiore (27%) rispetto ai cristiani cattolici (54%), protestanti (54%), ebrei (50%), hindu (43%) e musulmani (42%).

Donna e marchigiana
Secondo le ricerche gli italiani felici sono circa 18 milioni sui 50,8 milioni di persone dai 15 anni in su. Prevalgono le donne, oltre il 64% dei “contenti” dichiarati, cui lo studio attribuisce il pregio di una maggiore maturità sin dall’adolescenza rispetto ai loro coetanei maschi, una migliore predisposizione all’invecchiamento e persino il reggere meglio all’eventuale vedovanza. L’ignoranza sfavorisce, mentre l’essere diplomati o laureati (a pari merito) consente un buon grado di soddisfazione esistenziale. L’Italia “felix” si concentra tra Piacenza e Ascoli Piceno: le regioni con più persone dichiaratamente felici sono le Marche, seguite dall’Umbria, dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. E non perché siano regioni opulente: anche qui da noi la felicità ha poco a che fare con i consumi e, più in generale, con gli aspetti materiali dell’esistenza. Al primo posto troviamo i nipoti (per i nonni) e i figli, seguiti dalla famiglia e dalla propria casa, che di essa è il territorio privilegiato. Poi gli amici e le relazioni interpersonali in genere, gli ideali e le attività di volontariato.

Un bene inestimabile
Ma quanto conta essere felici? Per l'85% degli italiani più del denaro: solo il 28% giudica gli altri per il lavoro che svolge o per lo status sociale, mentre un buon 77% apprezza chi riesce a realizzare i propri sogni personali. Ma, soprattutto, come già accennato, il 70% degli intervistati predilige la famiglia al lavoro e ritiene fondamentale passare del tempo con i propri affetti. Un paradosso porre la famiglia in cima alle priorità, proprio quando i single stanno superando le coppie? Aumentano le relazioni di contorno – spiega il rapporto -: si scopre che il vicino di casa, anziché un nemico può diventare un sostegno, gli amici sostituiscono l'ex coniuge e il quartiere si trasforma in un luogo di affetti. In famiglia se i nipoti aiutano i nonni con le tecnologie, i nonni spiegano la storia ai nipoti. E poi il 42% degli intervistati dichiara che per essere felici è fondamentale avere una relazione appagante.

Il piacere di fare del bene
Il ruolo della carità risulta poi cruciale. Le ricerche segnalano che ci sono poche cose nella vita capaci di dare vera gioia quanto far del bene agli altri, dedicarsi gratuitamente a sostenere i deboli, i malati, le persone sole. Di più, sul nostro bilancio della felicità incide positivamente non la semplice generosità, ma proprio l’impegno personale, il dedicare tempo e sforzi agli altri. La felicità è provare ciò che esiste di bello nella vita: non un’emozione oggettiva, ma una capacità individuale. Essere felici non è casuale come un evento del destino, ma una capacità da scoprire ed imparare.                  


 



I PAESI PIÙ FELICI DEL MONDO

Vanuatu
Arrivare in questo arcipelago del Pacifico equivale a stendersi e dondolare su un’amaca tra due palme, mentre l'oceano si infrange su una spiaggia bianca. Vanuatu è il luogo ideale per farlo: l'acqua è incredibilmente blu e pullula di vita; l'interno è lussureggiante e ricco di fragorosi vulcani e di alberi del pane. Ma è il senso di comunità che ne fa un posto felice.

Bhutan
Qui la felicità è statuita per legge: l’approccio alla massimizzazione della Felicità Interna Lorda, proposto dal re Jigme Singye Wangchuck negli anni '70, costituisce il principio guida dello sviluppo bhutanese, un modo per assicurare che la graduale modernizzazione non intacchi la spiritualità buddhista. Le bellezze naturali aiutano: è difficile non sorridere quando ci si trova sulla catena più alta del mondo, circondati da chiazze di neve e bandiere delle preghiere che sventolano ricordando l'applauso di un pubblico soddisfatto.

Danimarca
Questa piccola nazione primeggia, secondo la maggior parte degli studi, per felicità. È facile capire perché: la qualità della vita è altissima, i trasporti sono efficienti; la seconda casa sulla spiaggia è la norma (le coste sabbiose non mancano); città, foreste, valli e paludi sono attraversate da piste ciclabili, mentre i ristoranti servono una delle più genuine cucine dell'Europa del nord.

Malawi
Se hai voglia di ridere senza freni, vai in Malawi, il caldo cuore dell'Africa. Gli abitanti di questo paese, uno dei più poveri del mondo, sono famosi per la calorosa accoglienza che riservano ai loro ospiti. Dai mercati con oggetti di legno della capitale Lilongwe alla savana abitata da elefanti del Liwonde National Park, tutti saranno pronti a sorriderti. Nonostante l'85% degli abitanti del Malawi viva al limite della sussitenza.

Colombia
Sebbene possa sembrare strano in un paese afflitto da sommosse e narcotraffico, coloro che vi sono stati negli ultimi anni parlano di una nazione sempre più sicura e con un’energia che contagia e solleva il morale. Dalla partita di calcio allo spettacolo di danze cumbia sino a una delle tante celebrazioni cattoliche: si può toccare con mano l'allegria che sprigiona questo paese.

Andorra
Se un buono stato di salute è indice di felicità, gli abitanti di questo piccolissimo principato tra Francia e Spagna dovrebbero sfoggiare un sorriso a trentadue denti. Sono infatti i più longevi del mondo, con un’aspettativa di vita di 83,5 anni! Sarà l'aria dei Pirenei (l'altitudine media è di 1996 m) o le attività all'aperto, sci d'inverno, trekking e mountain bike d'estate, oppure il pacifismo: Andorra non partecipa a una guerra da 700 anni!
 


Condividi su:
Ricerche Correlate
felicità crisi buonumore amore