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Parla come mangi

Un elenco delle espressioni più usate in usa

Ven 06 Apr 2012 | di da New York - Manuela Senatore | New York

L’espressione “parla come mangi”  esprime bene il rapporto tra una cultura e la sua lingua. Gli italiani amano la cucina semplice e parlare dovrebbe riflettere lo stesso criterio. Similmente, i modi di dire americani riflettono i valori di una società basata su efficienza, competizione e tecnologia. Ecco un elenco pratico delle espressioni più sentite da queste parti.
Se si ha l’entusiasmo di cominciare un’attività, meglio avere a jump on it (cominciare al volo) per avvantaggiarsi rispetto alla concorrenza; quando ci si impegna al massimo per raggiungere un risultato, siamo disposti a going the distance e anzi, persino a fare qualche passo in più, walking the extra mile (percorrere un miglio in più).
Per superare se stessi e innovare bisogna push the envelope. La ‘busta’ in questione non è il contenitore per le lettere, ma un concetto matematico definito come il luogo di ultima intersezione di curve consecutive: una nozione facile da capire perché in fondo it’s not rocket science (non è  astrofisica). Per trovare la soluzione basta solo connect the dots (collegare i punti) e basarsi sull’esperienza passata senza cercare di reinvent the wheel (reinventare la ruota).
Quando siamo oberati di impegni e abbiamo too much on our plate (il piatto pieno), diventa difficile tenere tutto sotto controllo e le cose cominciano a slip through the cracks (scivolare tra le fessure). Allora, per non stressarsi il modo migliore è  play it by ear (decidere in base all’ispirazione del momento). Terremo a mente qualcosa, se we have it on our radar (ce l’abbiamo sul radar); forse qualcosa will ring a bell (suonerà un campanello d’allarme) per avvertirci di una dimenticanza.
Per non sprecare tempo bisogna evitare di spinning our wheels (girare le ruote a vuoto); per essere creativi bisogna guardare oltre e soprattutto think outside the box (pensare fuori dagli schemi). A volte non c’è il tempo di sedersi e bisogna think on our feet (pensare in piedi), ma nonostante gli sforzi qualcuno ci dirà che we are missing the point (perdiamo di vista l’obiettivo).
Per lavorare in gruppo è  necessario to be on the same page (essere sulla stessa pagina); se qualcuno rimane indietro o all’oscuro degli eventi, bisogna portarlo up to speed (a velocità) o keep him in the loop (mantenerlo nel “cappio”, ovvero informato). Per evitare imbarazzanti errori è meglio documentarsi prima di parlare off the top of our head (dire la prima cosa che ci viene a mente).
Forse pensavamo di uscire prima dal lavoro, ma guardando i colleghi chini sul computer ci ripensiamo in un classico esempio di peer pressure (pressione dei simili).
Tanti modi di dire vengono dagli sport: prendere contatto si dice touch base (conquistare la base); il vero campione dimostra sempre to be clutch (essere impassibile) nei momenti decisivi, non sbaglia mai quando si trova davanti uno slam dunk (punto scontato) e si trova sempre on top of his game (in partita).
In deciso svantaggio sono gli sprovveduti che si trovano behind the eight ball (dietro la palla n.8) e così pure i ritardatari che pospongono tutto at the 11th hour (all’undicesima ora). Non se la passano meglio quelli che partono in quarta jumping the gun (prima del segnale di partenza).
Gli USA hanno una vera passione per gli acronimi: IM per instant message; QC per quality control; DIY per do it yourself (fai da te); ASAP per as soon as possible (il prima possibile).
TGIF Thanks God Is Friday (per fortuna è  venerdì): allora si va in un ristorante dove si può BYOB (bring your own bottle) portare da bere; è  il sistema migliore per ottenere bang for your buck (valore per il denaro speso).   


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