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One Day on Earth

Il 22 aprile in tutto il mondo proiezione del film che racconta la vita della terra in un giorno

Ven 06 Apr 2012 | di Manuela Senatore | Media

“Se osservata dal punto di vista dell’universo, la Terra è una particella di una particella di una particella”. Con queste parole, e con l’immagine delle costellazioni, comincia “One Day on Earth” (Un Giorno sulla Terra), il primo film fatto in ogni paese del mondo nella stessa giornata: il 10 ottobre 2010. Segnando un nuovo primato, il documentario sarà proiettato in tutti i paesi del mondo il 22 aprile per celebrare la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day). Il regista, Kyle Ruddick, ebbe l’idea nel 2008, guardando un festival di musica sacra dove musicisti provenienti da tutto il mondo suonavano insieme per la prima volta: dopo la stranezza del primo brano eseguito, le diversità si trasformarono in sorprendente armonia.

Vive la différence!
Il concetto di armonia nelle differenze è una legge del presente. “Nel mondo attuale – osserva il Dalai Lama in un discorso che appare nel film – tutte le diverse mentalità, tutti i diversi pensieri e i diversi punti di vista sono interconnessi”. Quattro anni dopo, l’idea scaturita dal concerto ha dato vita a un film, a due giornate di riprese mondiali (10.10.10 e 11.11.11) e a un archivio globale che contiene video provenienti da tutto il mondo (è certamente la raccolta più completa di eventi terrestri avvenuti nella stessa giornata). Tutto è nato con il sito One Day on Earth – un social network per cineasti e appassionati di cinema che raccoglie più di 28.000 iscritti ed è sostenuto da oltre sessanta organizzazioni internazionali e non governative. Tra i partner di prestigio ci sono le Nazioni Unite, la Croce Rossa, il WWF e la Banca Mondiale, che hanno offerto il supporto logistico durante le due giornate di riprese. Il film, che nasce dal 10.10.10, è stato prodotto grazie ai risparmi personali del regista e del suo produttore esecutivo, Brandon Litman, e ai contributi dei membri della comunità, che a migliaia hanno acquistato il DVD prima che il montaggio del film fosse iniziato.

Quello che conta è la causa
La novità del progetto sta nell’intento di creare una comunità pronta a condividere video su temi importanti a livello globale e locale, con la speranza che questo serva a migliorare la comprensione reciproca tra paesi e culture. Il coinvolgimento delle comunità consente di dar voce a persone di solito trascurate dai media tradizionali e prive della possibilità di raccontare la propria storia. “Ogni giorno che viviamo ci sono milioni di storie non dette; questa è la storia di un giorno sulla Terra”, dice significativamente uno degli slogan del film. Il film nasce dal materiale che è stato girato e inviato dai partecipanti per un totale di 3000 ore di filmati.

One Day on Earth e le Nazioni Unite
Ci sarà anche un 12.12.12? Il piano è quello. Le Nazioni Unite, che hanno partecipato al progetto e l’hanno sostenuto fin dall’inizio mobilitando i loro uffici in tutto il mondo, si sono impegnate a partecipare fino al 2015. «Grazie al loro aiuto – dice il regista – siamo riusciti a spedire minitelecamere in tutti i paesi in via di sviluppo via corriere diplomatico, riuscendo a raggiungere paesi dove i social media non sono ancora arrivati e a raccogliere filmati da luoghi dove Internet manca o funziona poco». Il vantaggio è reciproco: grazie alla partecipazione di centinaia di uffici locali, questa iniziativa è stata per le Nazioni Unite il più grande sforzo mediatico complessivo della storia ed è stata anche un’opportunità per documentare il progresso degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
 



PER VEDERE IL FILM                                  
Anche se mancano poche settimane è ancora possibile organizzare o partecipare alla proiezione. Per sapere come visita:

www.onedayonearth.org/screening
 


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