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I bimbi da pubblicità

Sfruttare o no la bellezza dei nostri pargoli?

Gio 26 Apr 2012 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
Foto di 2

Il mio piccolo aveva degli splendidi boccoli dorati e gli occhi chiari. Uno di quei bimbi che ti fermano per strada per guardarlo, oggi si dice un bimbo da pubblicità. Intendendo ovviamente che potrebbe girare uno spot pubblicitario, visto che è così bello. La bellezza è sempre transitoria, ma nei bambini lo è ancora di più, perché loro cambiano alla velocità della luce: il colore degli occhi, perfino quello dei capelli. Qualche parente insisteva: portalo a fare dei provini, fagli fare delle fotografie. E io: ma gliene ho fatte di fotografie! E loro: ma no, da un fotografo, o in tv! Potrebbe avere una carriera, guadagnare bene. L'altro giorno leggevo su Repubblica il racconto di una mamma. Vi riporto il passaggio essenziale: “Ho dato a un´agenzia la somma di 10mila euro per book fotografici della mia bambina. Mia figlia Emily, mi dicevano, era addirittura idonea sul piano internazionale e mi hanno fatto fare la bellezza di 800 foto per coprire tutto il campo, promettendomi contratti su contratti. A luglio mi hanno detto che era arrivato il primo lavoro e che quindi avrei dovuto versare la cauzione di 3mila euro. Fatto sta che sono passati 7 mesi e del lavoro niente. Neanche un contratto da firmare. Niente di niente. Ho contattato altre agenzie per farmi dare dei consigli. Tutte sono dell´idea che sono stata pesantemente truffata”. Ecco, non mi scatta alcuna empatia verso casi come questo. Non solo perché la truffa qui era evidente: 10.000 euro? E tremila euro per lavorare? Da quando si paga per lavorare? Certo, questo è un caso estremo. Ma in generale io non riesco a mettermi nei panni di queste mamme che spingono i bambini a entrare nel circuito dello spettacolo, della tv, della moda. Per i ragazzi più grandi è diverso: loro hanno la speranza di una carriera e, anche se non è quella che sogno per i miei figli, se davvero fosse il loro sogno, perché dovrei proibirglielo? Ma per i bambini piccoli è diverso. Poiché la loro bellezza cambierà, aver fatto degli spot o dei servizi fotografici a tre anni non è certamente garanzia di proseguire la carriera da adulto. Certo i soldi che guadagneranno potranno far loro comodo in futuro. Ma qual è il prezzo da pagare? Servizi fotografici, spot o film sono un lavoro vero, che comprende casting, lunghe attese, stare sotto forti luci, essere truccati. Anche tra i bambini che hanno sfondato davvero ci sono casi drammatici di ragazzi che, sottoposti a competizione e a forti stress, hanno avuto conseguenze psicologiche devastanti. Vi ricordate Macaulay Culkin, lo splendido bambino di “Mamma, ho perso l'aereo”? Il padre ha sperperato tutto il denato che ha guadagnato e lui ha avuto la vita devastata dalla lite giudiziaria tra i genitori per accaparrarsi la gallina dalle uova d'oro. E Lindsay Lohan? L'ex bimba prodigio della Disney ha iniziato a recitare a 11 anni, ora è famosa per gli eccessi e i ripetuti arresti per guida in stato di ebbrezza. Forse sono io la mamma cattiva, perché ho precluso al mio piccolo boccoli d'oro la gioia di godere del suo proverbiale quarto d'ora di fama o forse per colpa mia non sarà mai una star. E magari gli esempi famosi che ho citato sono solo casi sfortunati. Ma continuo a pensare che per la maggior parte delle mamme e papà in fila ai provini dei figli vedere i propri bambini sullo schermo sia soprattutto un modo di ottenere una rivalsa per i successi che avrebbero desiderato per se stessi. Piccolo mio, mi spiace. Ma l'unico film in cui comparirai, finché non sarai abbastanza grande per decidere diversamente da solo, sarà il video che ti ho girato col telefonino mentre giocavi sul gatto. E te lo prometto: non lo posterò su Youtube! 


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