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Cosa dico di Grillo

Tutti mi chiedono cosa ne penso di lui, ma il vero punto Ŕ che occorre cambiare tutti in un sol colpo

Mer 01 Ago 2012 | di Alberico Cecchini | Editoriale

 

Anche un bambino di 10 anni capisce che più aumentano le tasse meno cose compriamo. Se tutti compriamo meno, tante aziende chiudono e non pagano più le tasse. E aumentano i disoccupati, che non comprano più né pagano più tasse. 

Risultato: se lo Stato aumenta troppo le tasse, incassa meno tasse. Soprattutto però innesca un circolo tremendo di povertà che non si riesce più a fermare, fino al fallimento dello Stato, di quasi tutte le aziende, le banche e le famiglie, senza più lavoro, né pensioni. Con proteste, violenze e repressioni. Per amor del cielo, fermiamoci prima, già siamo troppo oltre. La soluzione? Tagliare le spese. 

100 miliardi all’anno di sprechi, privilegi e follie. Monti, abbassa subito le tasse almeno del 20%, altro che IMU! Così riparte l’economia. Ossigeno per persone e imprese. Perché non si fa? Perché non conviene ai partiti! La distribuzione furba di quei soldi è la fonte del loro potere. Con tv, giornali e servetti al seguito. Tutti a salvare la patria. Ecco, salvatela davvero: andatevene tutti all’estero.   

Occorre mandare tutti a casa in un sol colpo. Il dopo mi fa un po’ paura, ma l’oggi ancor di più. A Grillo tempo fa avevamo dedicato cinque pagine d‘intervista con copertina. Perché noi siamo indipendenti davvero. Ma, Grillo o no, perché io ho difficoltà a credere perfino in Dio, l’importante è cambiare tutto prima della catastrofe e della violenza. 

Pensiamo a noi, non al gossip & company. 

Alberico Cecchini

 

 


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