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La vita non malata

Ma il business delle malattie inventate in continuo boom

Gio 14 Giu 2012 | di Francesco Buda | Salute

La salute sembra ormai un incidente di percorso, un'improbabile casualità. Il mondo medico sostiene di aver trovato circa 40.000 diverse malattie, sindromi e disturbi nell'essere umano. E per ognuna c'è la pasticca, la puntura, le gocce, il trattamento. Il concetto di fondo è che il sano è un soggetto che non sa di essere malato.

Un po' di nervosismo? Timidezza, preoccupazione, qualche segno del tempo che passa, la maternità, la calvizie o la cellulite? L'esercito dei “curatori” è all'opera per trasformare normali processi vitali, cambiamenti, disagi personali e sociali in malattie. L'imperativo è vendere. La ricetta è collaudata: mezze verità, dati gonfiati o sottaciuti, sondaggi e ricerche di esperti compiacenti, tanta comunicazione e si arriva ad “epidemie” commercializzate ad arte. In gergo si chiama “disease mongering”, fare business con le malattie. In Italia, dopo Grecia e Austria, abbiamo il maggior numero di medici ogni centomila abitanti, 410 contro i 356 della Germania e i 332 della Francia e la nostra spesa sanitaria è cresciuta del 50 per cento dal 2001 ad oggi, salendo dal 6,3 al 7,6 % della ricchezza prodotta, il Pil. Un mercato immenso. Nel 2011, riporta l’Agenzia del Farmaco, abbiamo speso 14 miliardi e 394 milioni di euro per i farmaci, in media 237 euro a testa, bebè compresi.

PROPAGANDA COME UN VIRUS
Non a caso i produttori di farmaci dirottano gli investimenti dalla ricerca al marketing: 31 miliardi di dollari per la ricerca e 67 miliardi di dollari per marketing e amministrazione, secondo la rivista di business “Fortune 500” del 2003. Ogni giorno, stando al libro inchiesta “Gli inventori di malattie” di Jörg Blech, vengono prodotte circa 5.500 nuove specialità mediche. La linea guida è “inventare farmaci per gente sana”, per dirla con Henry Gadsen, ex direttore di un'industria farmaceutica. Si fa pubblicità alle malattie, più che ai medicinali. «Alcune decine di anni orsono - ricorda ad Acqua & Sapone il Prof Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerca “Mario Negri” - la politica dell’industria farmaceutica era sotto la responsabilità dei medici, oggi invece è il marketing che decide, la medicina è diventanta un business. Così i farmaci anziché essere “strumenti di salute” sono divenuti “beni di consumo”. Si inventano le malattie: basti pensare a quello che si è fatto con il Viagra, convincendo la gente che questo farmaco avrebbe aumentato le loro performance, cosa non vera nei soggetti normali». Oppure certi dolorini alla schiena: «La fibromialgia - dice Garattini - è un nome che si dà ad una serie di cose che in realtà non sono codificate».

PSICO-EPIDEMIA: TUTTI MATTI?
Qualunque esperienza, disagio o sensazione può dare lo spunto per inventare nuove malattie. Così ciò che da sempre caratterizza la femminilità diventa una patologia da neutralizzare artificialmente. Le nostre nonne non avrebbero mai immaginato di essere affette da “sindrome disforica premestruale”. Con questo nome hanno inserito nel Dsm, il Manuale statistico della malattie mentali made in Usa, quella tensione e il nervosismo tipiche del ciclo mestruale. Guarda caso, da quando è scaduto il brevetto di un celebre psicofarmaco, gli americani trattano questa presunta sindrome con quella pasticca. è bastato cambiarle nome e colore. Poi però, la professoressa Linda Cosgrove dell'Università del Massachussets ha scoperto che la maggior parte dei membri della commissione che inserì quel disturbo nel Dsm aveva rapporti finanziari e professionali con i produttori della pasticca. Un caso isolato? No. Nel campo psichiatrico c'è stato uno spaventoso boom. “Insonnia del turno di notte”, la nuova forma depressiva “Sindrome di Sissi”, in realtà una bufala diffusa come al solito da un'agenzia di stampa e smascherata dai ricercatori del policlinico tedesco di Münster, oppure la “sindrome della tigre in gabbia”, affibbiata a quei papà litigiosi che non riescono a prendere decisioni. Agli australiani hanno raccontato che oltre un milione di loro soffriva di “sindrome distruttiva dell'anima”! La malinconia è stata classificata come “difficoltà patologica ad adattarsi alla vita” e la timidezza è divenuta “ansia sociale” da anestetizzare a suon di psicofarmaci. Nel Dsm oggi ci sono 395 malattie diagnosticabili, nella prima edizione del 1952 erano 112. Nel catalogo della Veteran's Administration, erano solo 26 dopo la seconda guerra mondiale.

CREATIVITÀ PATOLOGICA
è inguaribile la farma-immaginazione. Studi più del previsto? Hai la “iperidrosi” e devi prendere le medicine, secondo una clinica tedesca. Vai in vacanza nei Paesi Bassi? Attenzione! Un prof dell'università di Tilburg sostiene che in Olanda il 3% della gente si ammali per il troppo tempo libero. Nel 2002 in Germania un gruppo di urologi ed endocrinologi presentò la “sindrome dell'uomo che invecchia”. Si trattava di preparare il lancio del gel al testosterone per la neonata “menopausa maschile”. Sarebbe in pratica «la medicalizzazione del normale processo d'invecchiamento dell'uomo», ha poi chiarito il dottor McKinlay del New England Research Institute di Boston. Un'azienda americana ha diffuso la notizia che la caduta dei capelli causa panico e problemi emotivi e riduce la possibilità di trovare lavoro. Per le donne la fantasia del marketing pseudoscientifico ha partorito la “disfunzione sessuale femminile”, sbugiardata dal British Medical Journal: “Ultimo e più eclatante esempio di come l'industria farmaceutica sappia sponsorizzare la creazione di un malattia”. In effetti «molti dei problemi delle donne intervistate» erano solo una «risposta del tutto appropriata dell'organismo alle provocazioni e allo stress», ammise lo stesso capo dell'équipe di ricerca che creò quella “disfunzione”. Per i più piccoli, assopita la moda di togliere tonsille e polipi, è esplosa la campagna allarmistica per far credere a insegnanti e genitori che un bimbo agitato e distratto potrebbe avere l'ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Lo sanno che il metilfenidato, la metanfetamina base dei prodotti usati per l’ADHD, inserita in Italia nella tabella degli stupefacenti dallo stesso Ministero per la Salute, lascia tracce durevoli nel cervello? Poi però i bambini crescono. Arriva la DDAI, il Deficit da attenzione degli adulti. Da curare con psicofarmaci, ovviamente.

UNTORI DI PAURA
Tecnica molto usata dai moderni untori per spargere finte pesti, è far passare un comune fastidio per qualcosa di molto grave. Ad esempio, il British Medical Journal ha rivelato che una società di comunicazione – pagata da una ditta farmaceutica – stava lavorando per far ridefinire il colon irritabile «come una vera e propria malattia, credibile e frequente» anziché come disturbo psicosomatico . “Sono riusciti a far passare il messaggio che, se si lascia andare questa malattia, il reflusso può, con il tempo, diventare cancro dell'esofago”, racconta il documentario “Inventori di malattie”, andato in onda su Rai Tre. Caso emblematico è lo spauracchio del colesterolo: «L'ipercolesterolemia è diventata una delle principali paure per la salute di milioni di persone, le quali spaventate dal rischio di infarto si sono riversate in farmacia facendo diventare il Lipitor, con vendite per dieci miliardi di dollari l'anno, il farmaco con obbligo di ricetta medica più venduto di tutti i tempi – dice il Prof Garattini -. Ma il colesterolo alto c'entra pochissimo col rischio di infarto che tutti temono! Quanto più si abbassano i livelli di normalità, tanto più si allarga il numero di persone che può ricevere prescrizioni di farmaci. Se diciamo che il colesterolo dev’essere il più basso possibile, finiamo per “curare” tutti con le statine. Non a caso da quando i valori/soglia considerati un tempo normali per glicemia, colesterolo o pressione arteriosa sono stati progressivamente abbassati, è cresciuto a dismisura il numero di persone cui prescrivere i medicinali», avverte Garattini, che mette in guardia dagli integratori alimentari: «è l’esempio più evidente per medicalizzare l’esistenza: vengono orientati verso specifici problemi: per la vecchiaia, per rafforzare l’immunità, come preventivi di malattie cardiache ,eccetera. Tutte indicazioni prive di validità scientifica».

CONOSCERSI E FIDARSI DI SÉ
«La gente non sa più quando sta bene e quando sta male», dice ad Acqua & Sapone Walter Nicoletti, Professore emerito di Medicina Preventiva e Sociale alla Sapienza di Roma e al Campus Biomedico di Roma. Suo è uno dei manuali di medicina sociale su cui si sono formate intere schiere di studenti italiani. «Tanti esami e presunte cure sono più una moda che altro e non è vero che tutta questa presunta innovazione e ultraspecializzazione porti sempre beneficio».
«Ognuno dovrebbe conoscersi, conoscere i propri ritmi biologici, ogni cosa creata ha i propri, in armonia con tutto il Creato o con il cosmo se preferite – spiega il Prof che da una vita studia lo stato di salute delle popolazioni ed è un pioniere del campo -. Bombardati da certa economia che condiziona la scienza, si arriva invece a non conoscere se stessi, ma la persona non è individuo-numero! La natura farebbe da sola, è la forza spontanea di guarigione della Natura, come dicevano i medici della Scuola Salernitana 10 secoli fa. Il medico è tale ed è completo non solo quando diagnostica e cura, ma quando ti aiuta ad evitare di contrarre e di ricadere nella malattia sostenendo le tue forze, spesso coi rimedi più semplici dei nostri nonni... Ma lo sa che la cipolla lessata è ottima contro il catarro?». Quello che sembra più patologico è proprio la non conoscenza della Persona o l'occultamento delle sue profonde e naturali potenzialità e delle innate capacità di affrontare le difficoltà. Al mercato delle malattie, servono infatti consumatori deboli, da spaventare, coccolare, sedurre.

 

Il “difetto” di essere donne
I periodi critici femminili sono bollati (ingannevolmente) come disturbi clinici

Un certo accanimento nella caccia al morbo, anche quando non c’è, si nota sulle donne. «Tutti i periodi critici che, per motivi naturali, la donna deve affrontare nel corso della sua esistenza sono considerati problemi clinici: la pubertà, la gravidanza, il parto, i giorni che precedono il ciclo mestruale (sindrome premestruale), le mestruazioni e naturalmente la menopausa», racconta Jörg Blech nel documentatissimo libro inchiesta “Gli inventori di malattie – Come ci hanno convinto di essere malati”. E così si è arrivati a commercializzare ormoni che bloccano il ciclo mestruale e capaci di portare il ciclo a 91 giorni. La donna, insomma, sarebbe difettosa e la natura cretina. Condizionando eventi meravigliosi e naturalissimi come la gravidanza e il parto con ansie, paure, esami e controesami. Tanto che in Italia quasi 4 bambini su 10 vengono fatti nascere con il taglio cesareo (con punte di oltre l'80% in certe cliniche private), che tra l'altro è più rischioso del parto naturale e solo una volta su 3 il cesareo è praticato per motivi clinici (l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda il limite massimo del 15% di cesarei). Il cesareo in Olanda e Svezia è praticato solo in 10 – 12 casi su 100. E due bambini su 100 nati col cesareo, nessuno lo dice, vengono sfregiati al volto dal bisturi, come riporta la prestigiosa rivista “The Lancet” n. 356 del 2000. Il danno più grave è l'oscuramento delle immense potenzialità delle mamme, indotte a sentirsi incapaci e inadeguate. La menopausa viene presentata come un disastro carico di rischi per la salute, mentre è una fase naturale della vita di una donna. Obiettivo: vendere ormoni. Nel 1991 medici dell'Harvard Medical School esaltarono i benefici presunti degli estrogeni e gestageni sull'intero metabolismo, ormoni magici utili a curare – si diceva – osteoporosi, morbo di Alzheimer e il cancro all'intestino, rimedio a basso costo per le malattie croniche. Ma dopo qualche anno diverse ricerche hanno iniziato a verificare che era un mito infondato, con vari pericolosi effetti collaterali, complicazioni al cuore, più danni che benefici, compresi infarto cardiaco, colpo apoplettico ed embolo.

 


A volte spariscono
C’è qualche ripensamento nella nuova edizione del Dsm, il manuale statistico che indica le diagnosi psichiatriche, che verrà pubblicato a maggio 2013: cancellata la “sindrome di psicosi attenuata”, marchio che poteva far classificare come malati molti giovani che nell'80-90 per cento dei casi non potevano essere considerati pazienti psichiatrici. Via anche il “disordine misto di ansia e depressione”, estensibile a piacere a milioni di persone. “Graziata” anche la tristezza che prende coloro che perdono una persona cara o il lavoro.
 


Hit parade delle Non Malattie

  • Invecchiamento
  • Lavoro
  • Noia
  • Sacchi lacrimali
  • Ignoranza
  • Calvizie
  • Efelidi (nei)
  • Orecchie a sventola
  • Capelli grigi o bianchi
  • Bruttezza
  • Parto
  • Allegria del XXI secolo
  • Jet lag
  • Infelicità
  • Cellulite
  • Mal di testa dopo la sbronza
  • Angoscia provocata dalle dimensioni del pene / Invidia del pene
  • Gravidanza
  • Accessi d'ira causati dalla circolazione stradale
  • Solitudine

Fonte: R. Smith

British Medical Journal, n. 324, 2002  


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