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Una dieta… fantastica!

Di moda negli Usa, consiste nel mangiare… da un piatto vuoto. E intanto Londra processa le diete che non funzionano

Ven 15 Giu 2012 | di Sabrina Protano | Salute

La prova costume? Quest’anno sarà una passeggiata, soprattutto per chi nei mesi scorsi ha provato a seguire quella che ormai è stata definita la dieta immaginaria. Sono stati i ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, negli Stati Uniti, a sperimentarla e a pubblicare i risultati della ricerca sulla rivista scientifica “Science”.

Mens sazia… *-in corpore vuoto
Insomma, secondo i ricercatori statunitensi, per riempire lo stomaco basterebbe la fantasia, come hanno dimostrato i volontari che si sono sottoposti all’esperimento. Funziona così: bisogna pensare intensamente al nostro cibo preferito, raffigurarlo nella mente, arrivare a sentirne il buon odore; e poi bisogna immaginare di mangiarne a volontà e di assaporarne il gusto. Ebbene, i volontari che, durante l’esperimento, hanno seguito queste indicazioni, quando poi, qualche minuto più tardi, si sono trovati veramente davanti al loro cibo preferito, anziché ingurgitarne con avidità hanno solo sbocconcellato. Ad altri volontari, invece, è stato chiesto di immaginare di mangiare cibi meno golosi (come un’insalata). Il risultato? Una volta di fronte al piatto prelibato, ci si sono tuffati sopra e ne hanno mangiato una quantità decisamente superiore a quella degli altri volontari.

È il cervello che comanda?
La spiegazione dei ricercatori americani è la seguente. Immaginando di mangiare ciò che più ci piace, si genera nel nostro cervello una sovrapposizione tra astrazione e realtà, che produce un’assuefazione (a loro parere) del tutto concreta. In sostanza, anziché aumentarne il desiderio, l’immaginazione del cibo preferito dà alla nostra mente un senso di appagamento, che riduce poi il consumo effettivo del cibo anche della metà. Praticamente, per il nostro cervello, immaginare un atto e compierlo veramente sono due azioni in parte sovrapponibili.

Scienza o coincidenza?
Difficile rispondere. È vero che mente e corpo sono strettamente collegati: infatti, facendo il più banale degli esempi, se guardiamo la finale del campionato di calcio seduti sul nostro divano (a patto che ci appassioni!), può capitare di muovere le gambe come se fossimo noi a dover tirare il pallone. Ma non dimentichiamo che il nostro cervello è furbo, e il nostro stomaco pure: immaginare di mangiare forse può darci solo un lievissimo aiuto per avere un po’ meno appetito, ma poi la pancia va riempita. Altrimenti a ringraziarci, vista la ridotta quantità di cibo ingerito, sarà soltanto il nostro portafogli, ma non la nostra salute e il nostro benessere. E tantomeno la nostra mente.

Stop alle diete che ci illudono!
Nel frattempo, a Londra nei mesi scorsi è iniziato un processo contro le diete che non funzionano. Il Parlamento inglese, infatti, ha aperto un’inchiesta sui programmi dimagranti che illuderebbero le persone con l’unica finalità di privarle dei loro soldi, più che dei chili di troppo. L’obiettivo, in altre parole, è di accertare se l’industria delle diete nasconda una frode ai danni dei consumatori. Il dubbio è legittimo, considerando che una persona su tre segue diete per perdere peso, soprattutto quelle che “affollano” le riviste e i magazine di tutto il mondo, fallendo nel 95% dei casi. Il sospetto è che molte industrie abbiano l’interesse a lanciare appositamente diete inefficaci, perché gli insuccessi sono proporzionali ai guadagni.

Magri risultati, grassi affari
Insomma, molte delle aziende della dietetica farebbero affari proprie perché le loro cure non funzionano e non consentono di ottenere i risultati promessi. Infatti, l’unico risultato, nel 95% dei casi, è quello di vedere tramutati i propri sacrifici in ansie e nevrosi. Sì, perché, anche se la pancia inizia a snellirsi, a dieta interrotta ritorna presto alla… forma originaria; e questo avviene nella maggior parte dei casi. Molte volte le persone, dopo le diete, arrivano persino a pesare più di prima. 

Pubblicità ingannevole
Detto questo, ricordiamoci che l’industria della dieta è sempre più spesso accusata di  pubblicità ingannevole: parla sempre di perdita di peso senza sforzi, ottenuta senza la privazione di cibo e senza esercizio fisico; sostiene che la perdita dei chili di troppo comporterà enormi benefici a livello fisico, psicologico ed interpersonale, descrivendo le persone grasse come non attraenti, pigre e deboli, e quindi incapaci di avere successo nella vita privata e nel lavoro; si serve di termini come “miracolosa, esclusiva, unica”, con il solo obiettivo di farci il lavaggio del cervello; usa testimonianze di “clienti soddisfatti”, che sono spesso pagati profumatamente per dichiarare delle non-verità.

La scelta giusta
E ricordiamo che i trattamenti dimagranti non seri, o addirittura fraudolenti, possono provocare gravi danni alla salute, come disidratazione, aritmie cardiache, aumento dell’uricemia, perdita di massa magra, forti carenze vitaminiche, anemia, danni ai reni, depressione. Solo per citarne alcuni. Quindi, prima di intraprendere una dieta, chiediamo sempre informazioni sulle competenze specialistiche di chi ce la propone, sui risultati a breve e a lungo termine e sui rischi per la salute. Non facciamoci imbrogliare!


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