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Quello che c'è dietro al gossip

Nascondere i fatti parlando di meteo, sport, delitti e soprattutto gossip

Gio 05 Lug 2012 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Ormai si vendono solo giornali di gossip. È il risultato di una precisa strategia che ha trasformato le edicole, in pochi anni, da punti di distribuzione dell'informazione a punti di distrazione dall'informazione. Esattamente come i canali televisivi e i tg.

Giornali assurdamente uguali, con foto enormi e pochissimo testo, perché leggere è troppo faticoso: meglio limitarsi a guardare, anzi a sbirciare. Con direttori pettegoli esperti nella distrazione dalla realtà. 

È questo quello che serve agli italiani oggi? Chiacchiere di un'idiozia imbarazzante, su un esercito di “vippame” che sgomita per apparire. Un delirio del nulla, alimentato dalla tv spazzatura che spaccia superficialità a livelli mai raggiunti nella storia umana. 

Tutto finalizzato al gestire il potere: Murdock insegna. Così hanno ridotto l'informazione. Ma il peggio è che riducono la persona all'esteriorità e alle sue frequentazioni. A potere, soldi, corpo e sesso. Il gossip è la telenovela che alimenta, e non solo racconta, l'era della grande prostituzione dei nostri tempi. Con il mito della bella vita che tutti dovremmo desiderare, per essere meglio controllati e spolpati anche nell'anima.

Ma la vita è sacra e chi non la vive o la prostituisce, la perde. Si può però non vivere e prostituire in mille modi. Nella passività e nella prostituzione non c'è mai amore, quindi non c'è mai reale libertà e felicità. Tutto è falso e apparente, freddo e senz'anima. Ciò che nutre davvero è solo l'amore, senza il quale siamo morti, tristi e succubi dei nostri vizi e quindi dei potenti. Qui ci vuole anima e carattere per dire sì, sì, no, no! Altro che pettegolezzi!


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