acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Forte Italia

Siamo ancora ricchi di valori e più veri di quel che si pensa

Gio 05 Lug 2012 | di Francesco Buda | Attualità

Un'Italia più dignitosa di chi la comanda, più avanti e più vera della casta che non è capace di tener fuori dal Parlamento gente sotto processo, mafiosi e condannati. Probabilmente migliore di quello che si è abituati ad immaginare: non solo individualismo e sfrenata corsa ai consumi, ma apertura all'altro, onestà, forza morale, anima. Lo testimoniano la gara di solidarietà per i terremotati dell'Emilia e il portentoso mondo del volontariato, che mobilita un milione e 100mila persone in modo continuo e altre 4 milioni in modo non continuativo. 

Potremmo davvero essere di fronte ad uno scatto interiore per reagire a quello che gli esperti di studi sociali hanno definito “disastro antropologico” nel nostro Paese: meno propensi allo shopping, con una certa tensione spirituale e convinti, oggi più di ieri, di vivere nel posto migliore del mondo, disincantati su miti come l'America, considerata il posto ideale da un esiguo 5,7% degli intervistati (nel 1988 era il 14%). Pilastri del nostro stare insieme sono la famiglia, il valore della bellezza, la qualità della vita, la spiritualità, l'intraprendenza, le relazioni. La nuova fotografia degli italiani emerge da un paio di ricerche del Censis, il prestigioso Centro Studi Investimenti Sociali, che dal 1964 osserva e racconta l'Italia e i discendenti di Dante, Michelangelo e Francesco d'Assisi.  

RISVEGLIO DOPO L’INCANTESIMO 
Una società non più “poltiglia e mucillagine”, come nel Rapporto Censis 2007 sulla situazione sociale del Paese, ma con tanta voglia di riscatto, slanci vitali e punte di positività e senso di responsabilità forse inaspettati. Nell'indagine “I valori degli italiani”, il prestigioso istituto di ricerca socio-economica parla di “scintille di speranza” dopo la “identità di sabbia” e nella ricerca “Prima delle leggi”, i ricercatori descrivono una “Italia conquistata dai 'lucignoli' di turno (l'abbaglio finanziario come l'edonismo reaganiano di ritorno nel nostro Paese o la leadership di un politico affabulatore); e che ora è nella fase in cui, con un misto di allarme e di senso di colpa, si accorge degli errori compiuti e ne teme le conseguenze. Come Pinocchio quando si accorge di essere trasformato in asino per aver dato ascolto a Lucignolo”. 

MENO COSE, PIÙ RELAZIONI
Stanchi di leader fasulli, sprechi e insulsaggini, oltre la metà degli intervistati ritiene che potrebbero consumare di meno e, quasi 6 su 10,s avvertono in famiglia un desiderio meno intenso di acquistare e consumare, indipendentemente da eventuali problemi economici. Del resto, rispetto al 45% del 1988, ora per circa l'82% degli italiani esiste una sfera trascendente o spirituale che va oltre la realtà materiale. 

AMANTI DEL BELLO
7 italiani su 10 affermano che vivere in un luogo bello aiuta a diventare persone migliori. In concreto, mostrando più saggezza dei governanti, nel 41% dei casi ritengono che le meraviglie dello Stivale possano essere la molla che farà ripartire il Paese. Abbiamo infatti un tesoro, meglio del petrolio, costituito dalla nostra storia, cultura, dalle bellezze artistiche e naturali. Se ci si puntasse davvero come si deve, sarebbero una potentissima industria pulita che farebbe girare l'economia italiana. 
Tra i pilastri del nostro convivere c'è proprio l'amore per il bello, indicato da due italiani su 10 come valore nazionale. 

ONESTÀ AL PRIMO POSTO
A gran voce, il popolo tricolore chiede onestà, rispetto per gli altri, solidarietà e serietà. Sono queste le principali cose ritenute necessarie per migliorare la convivenza sociale in Italia. Valori che non vengono richiesti solo agli altri: quasi 9 italiani su 10 dichiarano di prendersi cura personalmente del bene comune (il 35,8% sempre, il 52,6% spesso) e quasi uno su due ritiene che la maggioranza dei propri conoscenti è attenta al bene comune. 
“È la moltitudine silenziosa di belle persone, la forza che muove il Paese: una fiducia reciproca di cui nessuno parla, fatta di piccoli gesti quotidiani e minuti”, scrivono i ricercatori del Censis.
E 7 su 10 pensano che “la forza spirituale degli italiani è ancora accesa”. Una fiamma che dobbiamo vedere, alimentare e far divampare. Non a caso, con i referendum del giugno dell'anno scorso, quasi all'unanimità il popolo italiano ha ri-abrogato l'avventura-bufala del nucleare e ha bocciato sonoramente la privatizzazione dell'acqua, chiedendo che sia preservata come bene universale anziché come merce.

 


Minimum placet
Vera democrazia sarebbe poter decidere di mandare tutti i partiti a casa in un sol colpo. La provocazione è del direttore di Acqua&Sapone Alberico Cecchini. Basterebbe una norma, la legge del 'consenso minimo' o 'minimum placet' che preveda che, in caso di affluenza inferiore al 50%, le elezioni si debbano considerare da ripetere con candidati e formazioni assolutamente nuovi, il cui principale merito sarà non avere avuto nulla a che fare con alcun candidato precedente! A mali estremi, estremi rimedi. Allora il voto riprenderebbe vero valore. Questa sì che sarebbe vera democrazia: d'altronde se i candidati nel complesso non hanno il consenso della maggioranza del paese, non possono rappresentarlo. 

 


Le cifre

57,3% 
avverte in famiglia meno desiderio di acquistare/consumare al di là di eventuali difficoltà di reddito

81,2% 
crede che esista il trascendente oltre la sfera materiale

88,4% 
afferma di prendersi cura personalmente del bene comune

84,5% 
vive il rapporto con gli altri come occasione di arricchimento


17,9% 
ritiene che il rapporto con gli altri è il modo per trovare se stessi 

 


L’Italia chiede guide serie
C’è bisogno di concretezza, pulizia e contatto con la realtà. La recente indagine “Prima delle leggi” condotta dal Censis tra i 50-65enni, rileva che, secondo gli italiani, chi ha responsabilità istituzionali deve: ascoltare i bisogni della gente (57,3%), recuperare giustizia sociale (39%), guardare al futuro (34%). Mentre deve “far sognare” soltanto per l'1,7% degli intervistati. Ai rappresentanti del popolo si richiede che siano seri e onesti (59%), saggi (54,3%), credibili (38,2%), che abbiano forza morale (34%), umiltà e semplicità (20,9%), equilibrio (18,8%), onore (18,4%). “La stragrande maggioranza del campione  ritiene che ci sia bisogno di guide: ma non cercano guide carismatiche”, sottolinea la ricerca, mentre 6 intervistati su 10 affermano che queste guide dovrebbero essere “di specchiata onestà sia in pubblico che in privato”. Morale: “Le delusioni del presente sembrano aver vaccinato gli intervistati – afferma il Censis –. Non è un distruttivo spirito anticasta quello che emerge, è il ritorno alla politica vera, al servizio della società, all'idea del politico come servitore del popolo e del Paese”.

 




 




 




 



Condividi su: