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Essere licenziati a 38 anni

Anche se ti sei reinventato 10, 100 volte, la mazzata arriva sempre

Mer 25 Lug 2012 | di dalla nostra lettrice Delia Esposito | Io Giornalista

Trovarsi a 38 anni licenziato con due figli e un mutuo da pagare, senza nessuna soluzione davanti e gonfiare le file dei licenziati, dei numeri che si sentono al telegiornale ogni giorno: esodati, precari, in cerca di lavoro, licenziati.  Disperati che da un momento all’altro hanno perso il lavoro. Ascolti i numeri, le statistiche, mentre mangi seduta a tavola e, fino a che non ti tocca da vicino, ti dici: povera gente, come faranno a sopravvivere in questa giungla consumistica senza uno stipendio? Ma poi un giorno tocca anche a te, a chi ti sta vicino e allora il mondo ti crolla addosso: tutto cio che avevi pianificato e costruito convinta che fosse durato per sempre svanisce davanti ai tuoi occhi, il già esiguo conto in banca si assottiglia ogni giorno di più e sai che, se non trovi qualcosa, la rata del mutuo salta, come il calcio dei bambini e il dentista. E tutto il resto: quando resti senza lavoro e tutto il tuo mondo salta con te, allora ti metti in cerca, non resti certo con le mani in mano, chiedi a destra e a manca se qualche conoscente puo farti lavorare, qualsiasi cosa pur di portare un po’ di soldi a casa. Ma niente, a 38 anni se si viene licenziati è finita… Eppure ti sei reinventato 10, 100 volte, mettendoti in discussione e partendo da zero ogni volta; ci hai messo tutto te stesso senza mai risparmiarti e ora che sembrava la volta buona, un buon incarico in una attività avviata, proprio ora che ti sembrava che finalmente le cose andassero per il verso giusto, é arrivata la mazzata. Un bel giorno ti accorgi che non ci sono neanche più i soldi per la benzina per portare i tuoi figli a scuola e allora una mattina gli dici: «Amore, oggi si fa un bel gioco, papà vi porta a scuola in bici», e il più piccolo ti salta al collo per la gioia, ma quello più grande capisce che c’è qualcosa che non va, anche perché da un po’ di sere si cena con il latte… E ti guarda dritto negli occhi e tu abbassi lo sguardo per non fargli vedere le lacrime che a fatica rimandi indietro.


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