acquaesapone Editoriale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Gioventù fumata

Milioni di persone si fanno le canne, ad agosto più che mai: fanno male?

Gio 09 Ago 2012 | di Alberico Cecchini | Editoriale

 

Siamo primi in Europa per consumo di cannabis. Le ferie poi sono tempo di sballo. Io fumavo 20 canne al giorno in adolescenza, poi ho smesso e all’Università avevo tutti 30 in matematica. Secondo me non fanno male al cervello.

Le canne fanno ben peggio, fanno male all’anima. Se il cervello s’intorpidisce, l’anima scompare del tutto. Per esempio diventa impossibile pregare. Non sono proibizionista o bacchettone, io sono per la libertà e parlo di me che già a 15 anni spacciavo, per poter anestetizzare la mia sofferenza interiore. Anche se così non la risolvevo. Oggi so che non ho vissuto la mia adolescenza, sento che mi è stata scippata con un inganno diabolico: chi me la restituirà? Credevo di essere anticonformista; invece, semplicemente, non ero me stesso, annullavo la mia anima. Non c’è da criminalizzare, c’è da comprendere, da entrare dentro i problemi veri dei giovani e le dinamiche perverse che fanno trionfare un inganno in cui spesso cadono i giovani migliori. Il consumo occasionale non è il male più grave, ma io so bene che i miei nervi non vogliono la pace dell’hashish, ma quella della scoperta e dell’espressione della mia persona. 

Se la nascondo dietro boccate di fumo che m’imbecilliscono, nessuno potrà cogliere la mia persona con tutta la sua meravigliosa, irripetibile unicità e la sua immensa potenzialità. I miei genitori e la società non la vedono, non la incoraggiano, non la riconosco neanche io e quindi non la vivo. Ma tutte queste forze inconsce che costituiscono la persona, dentro di noi premono sempre per uscire: da ciò il malessere tipico dell’adolescenza. Oggi trasgredire è scoprire e rispettare la natura vera della propria persona. Sì, che si può.


Condividi su: