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Patti Smith: “siate voi il cambiamento”

Ciò che conta è l'amore

Gio 09 Ago 2012 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Spettinata, con un paio di occhiali da sole che le coprono gli occhi, una maglia a strisce ed una giacca, troppo grande per lei. Ma a Patti Smith, la sacerdotessa del rock, senza la quale la musica non sarebbe stata quella che noi conosciamo, si “perdona” tutto. E ciò che rimane sono i sorrisi che le si aprono continuamente sul volto. E se ti emozioni perché le stai si fronte, lei ti risponde: «Sono solo io. Nella vita incontrerai persone e situazioni ben più importanti di me!». Patti Smith ti sa stupire, affascinare grazie a quelle parole che hanno emozionato generazioni. E sa incitare, dare forza e far credere che davvero un mondo migliore è possibile, solo se lo vogliamo. Perché c’è un potere enorme in ognuno di noi e, soprattutto, nei giovani. Loro hanno la forza di avere tutta la vita davanti e di poter dire “fack you” ai Governi, di ribellarsi e scegliere.
A maggio ha pubblicato “Banga”, una raccolta di inediti che è un susseguirsi di omaggi a personaggi del passato e del presente: Amerigo Vespucci, Francesco D'Assisi, una dedica alla popolazione giapponese colpita dallo tsunami e un accurato requiem per Amy Winehouse.

Lei è spesso in Italia: cosa la affascina?
«La pasta (Ride - ndr)! Io ho realizzato i più grandi concerti in Italia. È una terra piena di cultura, di fascino straordinario. Trovi caffè, pasta e Santi! E poi sono sempre stata ben accolta. C’è uno spessore culturale talmente forte, a partire dai ragazzini, per non parlare della scuola senese, di Giotto, del buon cibo e del cinema. E poi i Santi che sono ovunque. Cammini in un paesino e trovi in una nicchia una edicola votiva: senti questa forza del cristianesimo molto presente. E poi Totò e Pinocchio, uno dei miei racconti preferiti!».

Che rapporto ha con la religione?
«Credo in un ordine più alto e rispetto tutte le religioni, anche se non sono una religiosa in senso stretto. Per esempio ho sempre avuto una grande ammirazione per Papa Luciani: avrebbe potuto cambiare l’ordine delle cose del mondo. Ma lo ammiravo come persona, non perché Papa».
 
Che rapporto ha con la felicità?
«Sono felice quando vedo la gente felice, quando sento l’energia, quando vedo i miei figli sorridenti. Quando leggo un libro. E sono felice ora. Divento felice molto facilmente. Sono felice quando ai miei concerti vedo la gente felice. Sono felice anche quando vedo questo succo di frutta davanti a me con questo bel colore!».

Che rapporto ha con i “maestri”?
«Per quanto riguarda gli insegnanti, dico che mia madre mi ha insegnato moltissimo, è stata una persona di grande ispirazione. E anche mio padre. Ma ogni persona che incontro mi insegna qualcosa. Anche il negoziante. Bruce Springsteen è stato fonte di ispirazione. Ma perché ciò accada devi essere molto ricettivo. Mia figlia, che ha 25 anni, è la mia più grande maestra!».

Come è cambiato in questi 50 anni il suo approccio alla musica?
«Ho vissuto 50 anni di rock, prima avevo un atteggiamento più fisico nei confronti della musica, ma non penso oggi siano cambiate le emozioni, forse è cambiato l’atteggiamento verso di lei».

I video musicali, secondo lei, hanno cambiato qualcosa?
«La cultura è in continua evoluzione e i video sono la tendenza degli ultimi anni. Ma ci sono anche artisti che fanno e facevano cose che andavano al di là della cultura del momento, dei soldi, della fama odierna. Se ti poni contro la cultura corrente, se non ti omologhi, devi essere pronto a non essere famoso, a non essere riconosciuto, ma devi anche avere la forza di andare avanti. Non c’è una cosa giusta ed una sbagliata. Ognuno sceglie. Ma non bisogna lasciarsi dominare troppo dalla cultura dominante».

Ha cominciato come poetessa: come si fa a dar voce alla propria voce interiore?
«Dopo anni continuo a lottare. Se sei artista, devi cercare l’essenza delle cose, togliere le cose inutili, andare al cuore. Se si vuole diventare poeti, bisogna essere pronti a soffrire».

C’è ancora una speranza per i giovani di potersi ribellare a ciò che non va?
«Certo! Penso che ogni nuova generazione ha la possibilità di creare il cambiamento. Io spero nelle nuove generazioni. Negli anni Settanta io non avevo mai tenuto un microfono in mano, ero scrittrice, ma non mi piaceva ciò che stava succedendo nel mondo del rock e allora dissi “che si vadano a far fottere”. Volevo entrare in quel mondo. Ma è importante che con un solo accordo facciate sentire la vostra voce. Non ho mai preso soldi dai Governi, che vadano a farsi fottere! Io ho 65 anni ed ho tanta speranza nel futuro: come fate a non averla voi? Voi potreste usare la tecnologia per cambiare il mondo. Non vi aspettate nulla da nessuno: abbiate fiducia in voi stessi! Siete giovani, avete la natura, l’amore e avete potere. Potete cambiare tutto il sistema politico. Milioni di voi. Non pensate che le cose dipendono dagli altri: dipende tutto da voi».

Cosa ha imparato dalla beat generation?
«Ho conosciuto alcuni della beat generation e li ho conosciuti come esseri umani e mi hanno insegnato ad amare, ad essere me stessa. Ma sono cose che mi hanno insegnato anche i miei genitori. C’è chi non conosce la beat generation e chi non conosce Shakespeare. Ma lo dice anche Gesù nella Bibbia: amatevi. È questo che conta. Tutto il resto conta poco!».   

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LA POETESSA

Nata a Chicago nel 1946, è conosciuta come la sacerdotessa del rock. è stata consacrata alla storia della musica grazie al successo “Because the night”. A maggio ha pubblicato il nuovo album “Banga”. Ha collaborato con i Rem e spesso è stata ospite del Festival di Sanremo. Ama l’Italia per il cibo, i Santi, la cultura e per i concerti.               


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