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Finti quiz, le tv ingannano il proprio pubblico

Domande facilissime, rispondi con sms... e ti appioppano un contratto per scaricare inutili e costose suonerie. Ora anche le tv nazionali sono complici

Mar 28 Ago 2012 | di Francesco Buda | Soldi

La pubblicità è l'anima del commercio. Ma se i mercanti perdono l'anima, la pubblicità è una trappola per spremere il pubblico. Da anni sulle tv locali italiane impazzano vendite, a caro prezzo, di suonerie e loghi per cellulari mascherate da quiz. “Cosa producono le api?”, “Quale di questi è un felino? A: Criceto B: Grillo C”, domanda lo spot.
Il telespettatore invia la banalissima risposta con sms convinto di conquistare i premi in palio e gli appioppano un abbonamento per scaricare un fiume di suonerie.
Un giochetto bugiardo e vile sbarcato anche sulle tv nazionali, dove, mentre scriviamo, va in onda una pubblicità di un “quiz” con domande stupide e facilissime che rifila suonerie per cellulari al costo di 24 euro al mese, con le condizioni del contratto e del “gioco” scritte in miniatura. Perché un editore televisivo permette questo? Perché vende spazi pubblicitari a chi propina questi inganni nei quali cadono soprattutto ragazzini e anziani? 
I padroni delle reti televisive davvero sono così in crisi da doversi attaccare a simili business che svuotano il salvadanaio di nonni e nipoti? 
Già più volte la Guardia di Finanza, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e l'Antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato) hanno smascherato e multato queste trappole. A gennaio scorso il tribunale amministrativo del Lazio ha bollato come “pubblicità ingannevole” una trasmissione che rifilava suonerie a prezzi salati senza far capire in modo chiaro di cosa si trattasse, cioè di una offerta commerciale, e come funzionava. Ma le tv anche nazionali si prestano a tutto ciò, non si fanno problemi ad ospitare spot ed operazioni di questo tipo, tradendo la fiducia del loro pubblico anziché averlo a cuore e rispettarlo. L'inganno è innanzitutto delle reti televisive. Sono complici e amplificatori di tante fregature, spesso ai danni di persone sprovvedute, bambini e di chi proprio nel piccolo schermo trova una compagnia quotidiana e si fida. E in tempi come questi la cosa è ancora più grave e si assomma ai danni della maleodorante e florida selva di maghi, stregoni, fattucchiere e cosiddetti “giochi” d'azzardo che affollano i mass media. Acqua & Sapone non accetta questo e non lo respinge solo a parole. Non abbiamo mai pubblicato pubblicità di queste cose. “Striscia la Notizia” in varie occasioni ha fatto i suoi “blitz” e messo alla gogna chi infetta con queste bufale, compreso un canale televisivo con il vizio del finto quiz truffaldino. Andranno da Italia Uno che sta bombardando la gente di spot con “quiz”, che affibbiano suonerie a 24 euro al mese? A fine luglio l’Antitrust ha sbugiardato chi spaccia queste esche su internet (multa di 100mila euro  alla società dei quiz stupidi e 80mila al gestore telefonico complice) con “messaggi pubblicitari che, nel promuovere concorsi a premio, non informano correttamente  sull’oggetto, sulla natura e sull’onerosità della reale offerta”.
I telespettatori bersaglio, oltre che segnalare certe bufale ai magistrati, all'Agcom, all'Antitrust e alle associazioni di consumatori, hanno un potere enorme: non guardare i canali che li ingannano.


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