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L’azzardo di stato impoverisce il paese

E' record mondiale! come una roulette russa l’azzardo è un’arma puntata sulle famiglie e sull’economia italiana

Ven 07 Set 2012 | di Francesco Buda | Soldi
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Insieme al traffico delle sostanze stupefacenti, è uno dei pochissimi settori che non conosce flessioni: il cosiddetto “gioco” d'azzardo in Italia continua a succhiare il midollo al Paese, specialmente a chi ha meno, dando alle casse statali le briciole.
Nei primi sei mesi del 2012 è stato sfondato il tetto dei 40 miliardi di euro scommessi, arrivando a 44,7 miliardi. Nuovo record mondiale di spesa procapite per questi “svaghi”. Significano il 12% dei consumi complessivi degli italiani, un fiume di denaro sottratto agli acquisti, alle cure mediche, ai viaggi, a ogni altro settore sano dell'economia. Ci potevamo comprare auto, libri, cibo, relax e un'infinità di prodotti e sostenere l’occupazione. E invece chi governa ha innescato e continua a diffondere uno dei peggiori virus in circolazione. Ormai è un'epidemia. Il tesoro sperperato dal 2004 ad oggi raggiunge i 420 miliardi di euro, e le stime parlano di milioni di italiani colpiti da questa nuova droga, l'unica che rende dipendenti senza sostanze, come hanno recentemente ricordato psicologi, psichiatri, operatori sociali alla Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

UN BRUTTO AFFARE PER LO STATO
Altro record negativo è che gli introiti per lo Stato sono al minimo storico: da gennaio a giugno, un ridicolo 9,2%, ancora più risicato del già magro 10,8% dell'anno scorso (nel 2004 era quasi il 30%). «Ma a fine anno, continuando così e considerando i conguagli e i soliti picchi di dicembre, la quota trattenuta dallo Stato sarà inferiore al 9% del volume lordo, a fronte di 100 miliardi “giocati”, 20 in più rispetto al 2011», ci spiega il Prof Maurizio Fiasco, tra i massimi esperti in materia ed ha elaborato questi dati, sulla base di quelli ufficiali dei Monopoli di Stato, per la Consulta nazionale antiusura.
Come già spiegato su Acqua & Sapone, maggiori guadagni per lo Stato come giustificazione per autorizzare sempre nuovi azzardi è una favoletta che si sgretola: gli italiani spendono sempre più tentando la fortuna, ma il prelievo erariale è crollato. La Corte dei Conti lo ha certificato l’anno scorso (Rapporto sul coordinamento della Finanza pubblica), sottolineando che «il consumo dei giochi interessa prevalentemente le fasce sociali più deboli». A parte il Superenalotto, tutti i “giochi” hanno un'imposta inferiore all'Iva (da un anno aumentata al 20%). Addirittura le slot chiamate videolottery, gli skill games, i casinò on line, il poker cash subiscono un prelievo erariale inferiore alla tassa sul pane (4%)! In particolare dilagano le macchinette e le varie forme via internet che sono a bassissimo rendimento per lo Stato e si riducono quelle che fruttano di più alle casse pubbliche (lotto e superenalotto). è la bisca  tascabile: basta un qualunque cellulare o un tablet (i computer portatili “tavoletta” all’ultimo grido) per per dissanguare il portafogli o il salvadanio. 
In ogni caso la spesa per lotterie, scommesse, slot machine, videopoker, casinò on line cresce in modo continuo e costante, e il Paese ci perde sempre più. Sia perché sono fiumi di denaro bruciato, sottratto ai consumi sani, che non genera alcun ulteriore movimento economico né indotto; sia perché gli introiti fiscali continuano a ridursi. È tutto studiato, è la strategia della casta al potere: dagli anni ’90 lo Stato biscazziere ha avviato la detassazione dell'azzardo. Per far ingrassare questo business malato, lo Stato è diventato anoressico con la lobby delle scommesse. 

TG E POLITICI incentivano il far west
Un impoverimento, che invece in tv viene presentato come opportunità della vita, come modo per fronteggiare la crisi, a cominciare dai Tg pubblici pagati col canone, cioè con le tasse. «Potrei mostrarvi un servizio andato in onda su RaiDue – ha ricordato ai deputati della Commissione Affari sociali Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d'azzardo – in cui un giornalista del telegiornale parla del “Si vince tutto” del Superenalotto dicendo: “Abbiamo qualche speranza in più, ci sono buone notizie, vince anche chi non azzecca il 6, c'è molta più possibilità, era ora, visti i tempi che corrono”». «L'inarrestabile sete di gioco ha suoi rappresentanti anche nel mondo parlamentare – ha detto alla stessa Commissione il coraggioso monsignor Alberto D'Urso segretario della Consulta nazionale antiusura – che attraverso autorevoli apostoli interessati a diffondere il fenomeno hanno avanzato 84 proposte di legge per arricchire il territorio nazionale di nuovi casinò (almeno uno per regione), giustificando la richiesta con il fine di assicurare lavoro, promuovere il turismo, combattere la disoccupazione».

ANCORA VIETATO, MA DILAGA
“Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un gioco d'azzardo o lo agevola è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a duecentosei euro. Se il colpevole è un contravventore abituale o professionale, alla libertà vigilata può essere aggiunta la cauzione di buona condotta”. Così recita il codice penale della Repubblica, all'articolo 718. Ma a colpi di concessioni, con la scusa di far fare cassa al Tesoro, governi e parlamenti italiani sono stati capaci di far lievitare il flusso di cassa in entrata ai signori delle scommesse, nei primi sei mesi di quest'anno, ad una media di circa 250 milioni di euro al giorno. Nessuno di loro è stato arrestato per questo far west, né multato. Eppure dagli anni ’90 ad oggi deputati, senatori, ministri, sottosegretari, tecnici e gran commis sono soggetti che sempre hanno agevolato l'azzardo, creando un disastro sociale ed economico a migliaia di famiglie. Tre milioni di  italiani a rischio patologico, fa sapere il ministro della Salute, Renato Balduzzi, cioè il 5% dell'intera popolazione sono dei potenziali drogati di slot, poker e altre trappole. Secondo un'analisi di Contribuenti.it il 34% delle giocate è fatto da minorenni. Pazienza se  l'inapplicato codice penale prevede anche l'aggravante nel caso che il pollo sia un ragazzino. Il Ministro della Salute a fine agosto ha proposto di fare come già avviene nelle province di Trento e Bolzano: vietare le sale dell’azzardo nel raggio di 500 metri da scuole, asili, ospedali, chiese e altri luoghi sensibili. Ma la lobby dell’azzardo è così potente e prepotente che la proposta ha trovato forti resistenze nel Consiglio dei Ministri, quello dei tecnici “sobri” e moralizzatori.
Da dicembre partiranno le slot machine on line... e ci si potrà “giocare” così tra i banchi di scuola, via cellulare.
Nel frattempo, sono passati 32 anni da quando il Gioco d'azzardo patologico (erroneamente chiamato “ludopatia”) è stato inserito come malattia nel Dsm, la “bibbia” degli psichiatri. Una patologia per l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma non per le autorità del Paese dove si scommette di più sul pianeta, l'Italia, trasformata. Uno Stato, per dirla con mons. D'Urso, «che da una parte invita i cittadini ad alimentare la cultura della legalità e della sobrietà, e dall'altra si impegna in prima fila nella promozione di sempre nuove possibilità di “gioco”, dando vita alla cultura dello spreco del danaro, che ha uno stretto rapporto con tante tragedie personali, familiari, commerciali, con il mondo dell'illegalità, alimentando nelle persone più fragili o più avide speranze quasi sempre frustrate o sogni di un avvenire baciato della fortuna».                                                    

 



Ora devono curare i drogati di  azzardo
Il Tar impone il Piano nazionale di prevenzione e assistenza rimasto bloccato

C’è voluta una sentenza del Tar per obbligare il governo ad applicare la legge e a fare quello che deve:  il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha deciso che entro 60 giorni i Ministeri della Salute e delle Finanze, con i Monopoli di Stato, devono preparare e avviare un Piano per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo. I 60 giorni decorrono dalla notifica della sentenza, che è arrivata al Ministero della Salute il 13 agosto. Quindi il Piano va fatto entro metà ottobre.
Questo era stato previsto a dicembre 2010 nella legge finanziaria per il 2011 e la norma è rimasta inapplicata. Ma hanno continuato ad autorizzare migliaia di sale d'azzardo e altre diavolerie succhia-soldi: nel 2011 è nato un nuovo Bingo a distanza, hanno aperto 1.000 sale di poker dal vivo, sono cresciute le macchinette videolottery e sono stati inaugurati altri 7.000 punti scommesse e il “Si vince tutto” aggiuntivo al Superenalotto. Ora la Repubblica dovrà occuparsi di quell'esercito di italiani ammalatisi di poker, slot, casinò, ecc., ormai molto più numerosi dei tossicodipendenti.  Sono circa 2 milioni e 327 mila i consumatori di droghe, sia occasionali che con dipendenza, secondo l’ultimo Rapporto nazionale sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia, divulgato dal Governo lo scorso luglio. Sono invece 3 milioni, afferma il Ministro della Salute Balduzzi, i consumatori di azzardo a rischio patologico. Secondo recenti stime, i tossicodipendenti in Italia sono 393.000, contro 800.000 “giocatori” patologici. La sentenza del Tar ora apre anche la porta a possibili richieste collettive di risarcimento danni da parte delle vittime della dipendenza da azzardo, come accaduto ad esempio in Usa per il fumo di sigarette. Chi pagherà?                                                          


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