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Il regalo più atteso

Ogni anno risuonano 60.000 “Grazie”: è la voce di chi ha ricevuto un organo donato

Gio 13 Set 2012 | di Laura Argiolas | Io Giornalista
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Quanti regali riceviamo, in media, all'anno? Spesso si tratta di qualcosa di utile, qualcosa di cui avevamo bisogno o che tanto desideravamo, altre volte si tratta di veri e propri “pacchi”, accettati con un finto sorriso, mentre già stiamo pensando a come “riciclarlo” alla prima buona occasione. è così, no? E quante volte invece siamo noi a fare un regalo a qualcuno? Sia che si tratti dei doni dettati dalla consuetudine (per il Natale, i compleanni), sia che siano frutto della spontaneità, dietro a qualsiasi regalo c'è una base comune: il pensiero per chi lo riceverà. 
“Gli piacerà o no?”, “Ne avrà davvero bisogno?”, “è il regalo giusto per lui?”. 
Ogni dono porta con sé gioie, emozioni, per le quali spesso un semplice “Grazie” è troppo poco. Specialmente quando il dono è talmente grande da chiamarsi “Vita”. Ogni giorno tante persone attendono di ricevere quel regalo che potrà permettere loro di mettere da parte ansie e preoccupazioni: c’è chi attende un cuore, chi un rene, chi un fegato, c’è chi ha bisogno semplicemente di un po’ di sangue. Sembrano realtà distanti, eppure intorno a noi c’è tanta gente che si trova (o si è trovata) in questa situazione, persone apparentemente “normali” (perché tali sono!), ma che portano sulla propria pelle le cicatrici della vita. Una vita che però, proviene da un’altra vita. Spezzata, a volte troppo presto. 
E qui sta racchiuso l’assurdo: di quel “Grazie” così semplice ma allo stesso momento immenso, di una morte che può trasformarsi in nuova vita, di un dono dal valore incommensurabile e dal nome ormai famoso: trapianto. Ogni anno al mondo risuonano circa 60.000 “Grazie”, di cui 3.000 solo in Italia. 
E' importante da questo punto di vista l’attività di sensibilizzazione portata avanti dai diversi ambiti sociali con il fine di diffondere la cultura del trapianto e di incrementare il numero dei donatori. Lo slogan dell’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) recita “Un donatore moltiplica la vita”, ed è bello pensarla così anche per tutti coloro che hanno deciso di compiere questo importante gesto. Diventare donatore non “compromette” la propria vita, anzi la arricchisce di significato: perché si vive con la consapevolezza di “non morire” e di poter essere un “moltiplicatore di vita” per qualcuno che avrà una nuova opportunità per dire il suo “Grazie”.    


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