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Spacciatori di azzardo

L’incredibile campagna dei Monopoli di Stato nelle scuole italiane: “Non scommetti mai? Sei un bacchettone”

Ven 28 Set 2012 | di Francesco Buda | Soldi
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 Agghiacciante. Coi soldi dei genitori, lo Stato ha raccontato ai ragazzi nelle scuole italiane che l'azzardo fa parte dell'evoluzione, è segno di vivacità, vanta nobilissime origini culturali, è un modo per mettersi alla prova e affrontare gli ostacoli con forza e personalità. Slot machine, scommesse, videopoker, casinò on line, poker e così via, sono solo dei semplici “giochi”. Bruciare tempo e quattrini alle “macchinette” o al tavolo verde è una cosa normale, avvincente, simpatica. Basta che sia legale e responsabile. E chi non ci pensa proprio a buttare i soldi nell'azzardo è un “bacchettone”. 

Propaganda imbrogliona
Questa è la sostanza della cosiddetta campagna di prevenzione somministrata dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato a 70.000 adolescenti tra i 16 e i 19 nelle scuole secondarie, nel triennio 2009-2011. Il titolo: “Giovani & Gioco”. Ma quale “gioco”? Pochi conoscono quanto si è consumato tra  i banchi degli istituti scolastici italiani. «È divertente, gratificante e ti fa guadagnare un bel po' di soldi senza fatica», dice un ragazzetto  all'amico. «È un modo come un altro per passare il tempo, non c'è nulla di male, l'importante è rispettare le regole». Così narra il video della campagna targata Monopoli. Con la scusa di fare prevenzione ed informazione, hanno contaminato intere classi con un sottilissimo, pretestuoso e pericoloso spot pubblicitario dello Stato biscazziere. Propaganda subdola e sfacciata a favore del settore che sta dissanguando moltissime famiglie, che negli ultimi 8 anni ha sottratto all'economia sana almeno 440 miliardi di euro. È la nuova droga che ha infettato il Paese con stime raccapriccianti: si parla di almeno 3 milioni di italiani a rischio azzardo patologico.

Danno culturale
L'operazione è molto brutta, anche perché fa coincidere il giocare con lo scommettere. Senza mai usare la parola giusta e vera – azzardo – la campagna dei monopoli parla sempre e soltanto di “gioco”. Una specie di orrido catechismo per indottrinare i giovanissimi ed avviarli alle scommesse. “Un supporto di chiaro valore educativo – dice l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato – rispettoso delle esigenze psico-pedagogiche dei destinatari”. Sentite qui cosa racconta il loro accattivante video: “Il gioco, a tutte le età, è una via alternativa all'apprendimento tradizionale, un'opportunità di riflessione, analisi, scoperta... un grande contributo alla maturazione della propria personalità”. “Spesso non ci rendiamo conto – rammenta la campagna – che con il gioco ci si mette alla prova, si stabiliscono relazioni con noi stessi e con gli altri e si trasmettono idee sui nostri valori e la nostra cultura”. Difficile riuscire ad insozzare peggio di così la vera anima, il senso sano e bello del giocare.

Come ti allevo all'azzardo
E ancora, i materiali “didattici” dei Monopoli citano filosofi come Platone (“Il gioco è la forma più giusta di vita”) o Schiller (“Il gioco è in grado di equilibrare la bilancia di istinto e ragione, permette all'uomo di essere libero”). Ammiccano ricordando gli antichi Romani accaniti giocatori: “Nerone, Caligola e Claudio, per esempio, adoravano scommettere, soprattutto sulle corse dei cavalli” o i Carolingi, “primi a vivere il gioco nelle piazze, sotto i portici e nel bel mezzo dei mercati”. Ma anche la scienza: “Il rischio del gioco è sempre stato una componente essenziale della vita, dopotutto anche il meccanismo dell'evoluzione della specie è un insieme di rischio e selezione!”, esclama il video. Che spara subito dopo, a caratteri cubitali: “Si evolve chi si prende una 'giusta dose' di rischio, mentre è punito chi non rischia mai o chi rischia troppo!”. Nessun ritegno ad usare il padre della lingua italiana: “Dante, per esempio, nella Divina Commedia non parlava solo di Paola e Francesca, di Beatrice, Virgilio o del Caronte dagli occhi di brace... i temi del gioco, della fortuna e della sorte si ritrovano in ogni canto!”.  

Istigazione subdola
Leggete ancora qui: “Che soddisfazione ci sarebbe se ci concedessimo ciò che ci piace ogni giorno? Nel raggio di qualche settimana, finiremmo per non apprezzarlo più e perderemmo il 'sapore' che deriva dalla saltuarietà di quell'azione! Essere consapevoli di questo significa essere appassionati, ma in-dipendenti... Essere un giocatore responsabile è più facile di quanto si pensi...”. Sono altri brani tratti dal “vangelo” dei Monopoli di Stato professato nelle scuole italiane con “uno stile comunicativo caratterizzato da contatti semplici – scrivono gli autori -, animazioni dinamiche e grafica accattivante, di alto impatto, in linea con i gusti degli adolescenti, perché ripresa da quella dei programmi televisivi e delle riviste più amate dai giovani”.
«Al giovane vengono proposte due opzioni, la porta del “gioco” legale e quella del “gioco” illegale – osserva Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d'azzardo, ogni giorno alle prese coi malati di scommesse  –: non c'è una terza porta, non viene detto ai giovani che possono scegliere di non “giocare”». 

Viva le slot e l’isolamento su internet
Ai minori dei 18 anni è vietato l'azzardo e il premuroso kit “educativo” dei Monopoli di Stato lo spiega e sottolinea che il gioco illegale non va bene. Il codice penale punisce chi agevola l'azzardo e raddoppia la pena se la vittima è minorenne. Siamo però arrivati al punto che non solo lo Stato-croupier favorisce tutti i tipi di scommesse, specialmente quelle che rendono meno alle casse pubbliche quasi azzerando le tasse sugli introiti da azzardo on line. Ma è ormai lo stesso Stato a favorire l'azzardo e lo fa anche tra i minori. In nome della legalità. L'Italia è ormai un grande casinò, soprattutto con i “giochi” via internet, che oltre a togliere soldi, tempo, occasioni di vita vera, rattrappiscono la persona e la isolano. Su queste trappole virtuali il Fisco ha quasi tolto del tutto la tassazione. E i Monopoli, che fanno capo al Ministero dell'Economia e delle Finanze, li decantano come attività fichissime, frutto del progresso e all'ultima moda: “Ci si attacca alla rete, al cellulare, alle slot machine e ai videopoker nei bar per dare risposta al primordiale bisogno di vincita che l'essere umano ha in sé. Non c'è bisogno di cercare compagni di gioco, come si faceva da bambini perché questo gioco è spesso solitario e decontestualizzato”, spiega il solito video “Giovani & Gioco” con il sigillo della Repubblica. Secondo un'analisi dell'Associazione contribuenti italiani il 34% delle scommesse è fatto da minorenni. Sarà un caso?       

 


 

LA RIVISTA ACQUA&SAPONE TI DICE COME VINCERE SICURO UNA BMW SERIE 1
Stefania e Eugenio di via Candia a Roma hanno vinto. E si godono la nuova fiammante Bmw Serie 1. «Ce l'abbiamo fatta, lo abbiamo letto su Acqua&Sapone e funziona – racconta raggiante la moglie -, è bastato non “giocare” d'azzardo».  Ognuno di loro due ha infatti smesso di giocare quei 1.800 euro in media all’anno che si spendono nel Lazio in grattini, slot, poker e altre scommesse. «Abbiamo fatto un patto e lo abbiamo rispettato – dice orgoglioso il coniuge, appassionato di motori – ed oggi ci godiamo la nostra Bmw 2.000 a benzina, 4 cilindri, 143 cavalli». Infatti mettendo da parte 3.600 euro per circa 6 anni sono arrivati alla cifra necessaria.  

 


 

Non scommetti? Sei un bacchettone
Il test psicologico dei Monopoli così etichetta gli studenti “integerrimi”  

Niente slot machine e videopoker? Sei un bacchettone. Parola dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Durante la loro campagna sull'azzardo “Giovani & Gioco”, nelle scuole secondarie, hanno fatto fare un test agli studenti. Ecco il profilo psicologico appioppato ai ragazzini che rispondevano che non scommettono mai, anche se hanno soldi, e che mettono da parte quei soldi, o che telefonano alla Asl e cercano aiuto se il papà ha problemi di “gioco”: “Ti manca solo una frusta tra le mani... lo spirito bacchettone aleggia sulla tua testa! Per te non esistono colori, tutto è bianco o tutto è nero. Il gioco è rischio ed a te i rischi non piacciono, meglio aggirare gli ostacoli. Così facendo, però, perdi tutte le sfumature della vita. Integerrimo... o semplicemente rigido come un ghiacciolo appena tolto dal freezer?”. 
Giudizio ridicolizzante sbandierato in classe davanti a tutti “affinché la classe possa ironicamente confrontarsi sulle personalità emersa”. Se invece l'adolescente scommette ogni tanto, viene fatto passare come uno equilibrato, sveglio, che sa apprezzare i piaceri della vita: “Sei un po' di qua e di là, potresti sembrare una bandiera al vento, ma in realtà non è così. Tutto sommato hai una buona idea di cosa sia il gioco, non sei un fanatico, ma non ti fai mancare una partitella ogni tanto, giusto per tenerti in allenamento. Il tuo motto: 'Poco non fa male nemmeno il veleno'”. «Questo è il motto dei Monopoli di Stato – avverte Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d'azzardo -. Sarei curioso di vedere cosa accadrebbe facendo nelle scuole una campagna sulle droghe con questo stesso motto. Il messaggio ha forti rischi di promozione del “gioco” d'azzardo». 
Questa delirante e pericolosa campagna di reclutamento di polli da spennare si è conclusa quest'anno. «Ma non perché sia stata bloccata dalla politica - precisa Iori -, bensì in quanto è giunto a compimento il progetto triennale prestabilito. Sembrava addirittura che il progetto dovesse proseguire per il 2012». La casta sapeva. Ma non ha fatto nulla. Anzi, ha autorizzato altre migliaia di sale scommesse.    


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