acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Claudio Amendola: Che coraggio mettere su famiglia!

La crisi, le elezioni, la sinistra, il ridimensionamento di Mediaset, la prima volta da regista

Ven 28 Set 2012 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 4

 Romano di Roma, sia nella vita reale che nella fiction, Claudio Amendola da sempre va fiero della sua appartenenza a quella Roma antica, a quei colori, il giallo e il rosso di cui ama circondarsi. La passione per il calcio e la serie A è ancora presente, ma da qualche tempo, ha deciso di dedicarsi ad un altro amore, il golf: «da quando le mie performance calcistiche non sono più quelle di una volta...».

Sei una persona che non nasconde il proprio atteggiamento critico verso la situazione che stiamo attraversando. Ne “I Cesaroni”, giunti alla quinta serie, fate riferimento alla realtà?
«Purtroppo no! La situazione politica e dell’Italia ci ha colto di sorpresa. Abbiamo finito di girare ormai più di qualche mese fa e la situazione è un po’ precipitata negli ultimi tempi. Non che fosse meglio prima. Però non abbiamo sfiorato problemi riguardanti il Paese in questo momento e credo che non sarebbe stato neanche giusto. Credo che sia più giusto trattare argomenti seri, ma in maniera molto scherzosa. Intendo problematiche più intime e personali, piuttosto che temi generalizzati che affrontiamo come cittadini».

 Nella serie sono presenti molto le storie dei giovanissimi: quale è il tuo approccio da padre e da attore?
«Sono cresciuti i ragazzi e ci sono tante storie adolescenziali. Sono storie importanti. Il mondo dei giovani lo abbiamo sempre affrontato, sempre da Cesaroni, però! Molta gente mi ha detto di aver trovato le parole giuste da usare in situazioni analoghe, ispirandosi al mio personaggio. Perché il problema del parlare con le figlie soprattutto di sesso e sessualità è tipico dei padri italiani! Per me è stato semplice trovare le parole giuste nella fiction, perché le ho sempre trovate anche nella realtà (Amendola ha due figlie avute dalla prima moglie, e un figlio, Rocco, avuto da Francesca Neri, con la quale si è sposato nel 2010 - ndr)».

Oltre alla tv hai altri progetti?
«A metà novembre comincio a dirigere la commedia sul curling “La mossa del pinguino”. Sarà pronto per la prossima primavera. Distribuito dalla Disney, racconta di quattro pazzi che decidono di andare alle Olimpiadi Invernali del 2006».

Quanto coraggio ci vuole oggi a mettere su famiglia?
«Tanto! Non riesco ad essere positivo: credo che sia un momento terribile  per il nostro Paese. Quello che doveva succedere con questo Governo Monti non è successo, perché le forze politiche hanno fatto dei balletti e continuano a fare delle cose meschine rispetto al dovere che avevano di fare una legge elettorale civile e di fare quelle piccole modifiche costituzionali che avrebbero permesso di dimezzare i parlamentari e di fare tante altre cose di cui il Paese ha bisogno. Questo non è stato fatto. Purtroppo dobbiamo augurarci che Monti resti ancora un po’. Perché i sacrifici sono terribili, lo capisco, ma il Paese rischia una paralisi culturale e sociale. Non vedo nessuno al quale poter dire “beh, ti posso dare fiducia”. Non c’è. Non ce l’ho e mi fa orrore questo, perché ho sempre avuto la possibilità nel bene e nel male di avere una piccola spinta per scegliere qualcuno, per fidarmi, per esprimere l’unico diritto che abbiamo che è quello del voto. Non vale quasi più la pena di votare ed è terribile. Mi fa molto male questo».

Pensi che un Monti bis possa risolvere qualcosa? È la soluzione meno dolorosa?
«Forse sì. Ma se deve esserci un Monti bis, le forze che lo sostengono è necessario che siano convinte di quello che fanno senza il ricatto morale del “domani mattina ti voto contro se non fai determinate cose...” Ciò che manca è la coscienza della nostra classe politica».

Lo sgretolamento del Pd ti fa paura?
«In realtà il problema è che la sinistra sta dando una chance enorme alla destra, creandogli la possibilità – cosa impossibile 6 mesi fa – di poter vincere le prossime elezioni, proprio grazie alla sinistra… come sempre negli ultimi 20 anni. E questo ti fa domandare: con chi me la devo prendere? Io mi sono stufato di prendermela con gli elettori di destra. Loro fanno il loro. È la sinistra che non fa il suo da sempre, ormai!».

Mediaset dopo Berlusconi ha subìto un forte ridimensionamento.
«I tagli ci hanno colpito: l’azienda che non aveva mai licenziato nessuno, ha cominciato a farlo. Però la crisi c’è, è vera, i risultati in tv sono diversi rispetto a 10 anni fa, gli investitori non investono come un tempo. Lo vedo anche io che ne ho fatta di pubblicità. Io non sono una azienda, ma le cose che arrivano sono molto meno corpose di qualche anno fa. Certo i costi che Mediaset aveva erano esagerati: siamo stati tutti pagati troppo e per troppo tempo e anche con troppo poco merito in alcuni casi, era una situazione che andava rivista. Anche perché chi continua a lavorare per Mediaset ti assicuro che non muore di fame!».

Da padre quanto spingeresti i tuoi figli ad andare fuori dall’Italia?
«Sto spingendo moltissimo mio figlio ad andare fuori e spero di riuscirci. Ma lui ha una bella inclinazione, quindi io spero che lo farà».

 


 

 

30 ANNI DI CARRIERA
Nato a Roma il 16 febbraio del 1963, figlio di Ferruccio, il noto doppiatore, prima di debuttare come attore, ha lavorato come commesso e manovale. A 19 anni ha sposato Marina Grande, da cui ha avuto due figlie. Ha iniziato con le commedie italiane negli anni Ottanta, per poi passare a personaggi più drammatici (“Soldati - 365 all'alba”, “Ultrà”, di Ricky Tognazzi, “Mery per sempre”, di Marco Risi) e alle fiction. Negli anni si è affermato anche come conduttore di  “Scherzi a parte”, “Let's dance”, “Le iene”. Da metà settembre è tornato su Canale5 con “I Cesaroni”.

 


Condividi su:
Galleria Immagini