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Antonella Clerici: Garanzia di serietà

Tra fornelli e bambini che cantano, è la regina di Rai Uno

Ven 28 Set 2012 | di Alma Pentesilea | Interviste Esclusive
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 È tornato l’autunno e immancabile è tornata Antonella Clerici con la sua “Prova del cuoco” e con “Ti lascio una canzone”, mentre si prepara per il 2013 a condurre una versione Rai di “Masterchef” (così si vocifera).
In attesa di questa novità, ogni sabato sera, la Clerici è in compagnia dei “suoi” bimbi.
«Siamo alla sesta edizione di “Ti lascio una canzone” e sicuramente qualcosa di diverso è stato necessario introdurre. L’ho sempre sostenuto: soprattutto i conduttori di lungo corso devono aver voglia di apportare delle modifiche. Anzi siamo noi a dover rischiare di più proprio perché abbiamo una lunga esperienza. Detto questo, io mi diverto sempre moltissimo e mi continuo a stupire del talento di questi bambini. Certo il merito è di Leonardo De Amicis, Direttore artistico e musicale, che è il fautore dell’emersione delle loro doti. È lui che d’estate si sottopone alla selezione di migliaia di provini per scegliere i migliori».

Da mamma cosa non vuole che accada nel suo programma?
«Si tratta di un talent, ma non nel senso a cui siamo abituati: non è una cosa “cruenta”. Io ho visto tanti format tv con i bambini e, poiché sono mamma e sono donna, non mi piace vedere i bambini che piangono, vanno dai genitori e sono disperati. Non sono cose che mi piace fare, non sarebbero nelle mie corde e, credo, non sarebbero neanche nelle corde dell’Azienda per la quale lavoro».

Quale è la vostra idea di programma?
«L’idea è quella di fare una gara simpatica, ma senza che nessun bambino venga mai eliminato. Noi abbiamo 12 canzoni in gara con un vincitore di puntata che va a sfidare il podio. È un podio reale, alla pari. Il bambino che vince la puntata decide chi sfidare del podio, per sostituire chi è lì o per tornare, se sconfitto, in gara con gli altri. Quindi è una sorta di gara simpatica dove non vinceranno solo le canzoni, ma anche le qualità del bambino.  Deve essere però sempre un gioco con la piacevolezza di 12 puntate passate insieme. Mi piace che i bambini, come negli anni precedenti, vivano tutto come una esperienza straordinaria. I ragazzini del Volo, che oggi sono star internazionali, hanno rappresentato un caso, magari ce ne saranno altri, altrimenti sarà una esperienza straordinaria da vivere come bambini e da ricordare per tutta la vita. Questo è lo spirito che cerco di infondere loro. Per me è un programma molto pulito, molto carino. È chiaro, tutto può essere opinabile… è un programma in linea con la Rai e credo che la mia conduzione, dopo tanti anni, sia garanzia anche di serietà. Non farei mai una cosa che possa mettere a disagio i miei bambini o che crei situazioni nelle quali io stessa non vorrei trovarmi come mamma».

E se capita che una bimba piange...
«Quel che è successo mi ha ferito molto. Non mi ha fatto certo piacere veder piangere una bambina. Starò ancora più attenta d’ora in poi, parlerò ancora di più con i bambini e con i genitori, spiegando loro che si tratta di un gioco e che, se c’è un bimbo troppo emotivo, devo saperlo per evitare episodi come quello accaduto».

Il sabato sera ha “contro” Maria De Filippi: come vive le sfide?
«Con tranquillità. La sfida del sabato sera è difficilissima e lo è sempre stata. Dico sempre che gareggiare contro il nulla è facile! Conta solo quando si gareggia con grandi campioni, quando si gioca in Champions. È importante giocare nel massimo campionato. Poi si vince o si perde… Anche il Barcellona, per me la squadra più forte del mondo, ogni tanto perde, ogni tanto vince. Io, comunque, non gareggio mai contro qualcuno: io gareggio per me, per la mia squadra, per vincere». 

Meglio questa sfida che quella contro Scotti e il suo “Io canto”?
«Ho sempre pensato che fosse scorretto verso il pubblico mandare in onda nello stesso periodo dell’anno gli stessi prodotti, lasciando perdere le polemiche sui motivi per i quali quei prodotti erano uguali».

Si parla di bambini: ma cosa vuol far da grande la tua piccola Maelle?
«Lei, che ha 3 anni e mezzo, ama molto la cantante Emma. Ma da grande vuole fare la ballerina! Quando sente Britney Spears, comincia a muoversi… è portata per il ballo, forse è la sua parte africana che viene fuori. Io preferirei che facesse l’architetto, l’astronauta, il dottore: qualsiasi altro lavoro che non avesse a che fare con lo spettacolo! Comunque l’importante è che faccia bene qualsiasi lavoro scelga, perché ha talento e non perché è mia figlia».

E de "La Prova del cuoco" che dire? 
«Dopo tredici anni per me è come il caffè e il cappuccino della mattina. è come stare nella cucina di casa mia quando mi metto a preparare un risotto per gli amici. Non è un programma di cucina tecnico. è in diretta, non è montato, non è tagliato, non è post prodotto. Ci sono delle belle novità quest'anno: le casalinghe d'Italia sfidano la Moroni!».

Che rapporto ha con la popolarità?
«Mi piace essere popolare e, se faccio questo lavoro, non posso lamentarmi dell’essere riconosciuta e della gente che mi viene incontro. E lo stesso con i paparazzi. L’estate scorsa, però, ero in spiaggia con mia figlia e ad un certo punto mi sono girata e dietro di me ce n’erano una decina. Sono andata da loro e gli ho chiesto di scattare per poco tempo, di dare anche una ritoccatina alle foto e poi di lasciarci sole. Più che altro per la bimba: non è giusto neanche rispetto agli altri bambini».

 


 

MAMMA IN CARRIERA
Antonella Clerici, nata a Legnano il 6 dicembre del 1963, dopo aver debuttato negli anni Ottanta in reti minori, è divenuta nota al pubblico passando in RAI e conducendo diversi programmi sportivi. 
Dopo una breve esperienza in Mediaset, dal 2000 conduce “La prova del cuoco”. Per RaiUno ha condotto “Il ristorante”, “Il treno dei desideri”, “Ti lascio una canzone” e il Festival di Sanremo 2010. Dal 2008 convive con Eddy Martens, dal quale ha avuto una figlia, Maëlle.


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