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Copenaghen: Siamo i più felici

La capitale danese tra primati, biciclette e ottima cucina

Ven 28 Set 2012 | di Angela Iantosca | Mondo
Foto di 5

 Partenza da Fiumicino ore 13.40 con Norvegian.com. A Roma è estate, ma in Danimarca sono previsti almeno 10 gradi in meno e un po’ di pioggia. Sono i primi giorni di settembre. Lascio l’Italia, sorvolo il mare e supero le nuvole. Dopo due ore di volo, durante le quali posso anche navigare su internet grazie alla linea wifi offerta dalla compagnia aerea, dall’alto inizio ad intravedere il mar Baltico.

Copenaghen: la città dei mercati 
È la capitale del Paese più felice del mondo, dicono. Sarà la qualità della vita, sarà quell’ordine, sarà che i ciclisti hanno più diritti degli autisti, sarà per l’aria tersa e l’assenza di rumori, sarà che è abitata solo da 500mila abitanti, Copenaghen è il trionfo della pulizia. Ogni angolo, ogni via, ogni statua, ogni barca è esattamente dove dovrebbe essere. La gente cammina composta per strada, stretta nei propri cardigan e nei cappotti. Le ragazze pedalano veloci: le gote rosse, i capelli biondi legati, i pantaloncini, le calze pesanti e le ballerine ai piedi. Gli uomini si dirigono verso gli uffici, sempre in bici, vestiti con giacca e cravatta. Qualche bici è dotata di carrelli e sono moltissimi gli angoli della città dove lasciare questo mezzo. Non vedi una macchina in divieto di sosta. E se le trovi, non vi è dubbio che è opera di qualche straniero. In danese il suo nome significa "città dei mercanti”. Sorge sulla riva orientale dell'isola di Sjælland, a pochissima distanza dalla costa svedese. Alla città di Malmö, in Svezia, Copenaghen è collegata dal 2000 con una strada di 16 km, parte in galleria sottomarina e parte su un ponte, che attraversa l'Øre Sund, lo stretto di mare che mette in comunicazione il Mare del Nord con il Mar Baltico. Dall’alto, quando stiamo per atterrare, si vede distintamente a strada: una parte all’esterno e poi una parte nascosta dall’acqua. In lontananza i mulini a vento. La fortuna di Copenaghen si lega proprio alla sua posizione strategica che ha consentito alla città di regolare la navigazione tra i due mari. Il suo porto, ancora oggi, è il principale punto di scambio marittimo dei paesi che si affacciano sul Mar Baltico.

La città dei pedoni
Abitata sin dall'Età della Pietra, solo dopo il Mille si ha notizia di un vero centro abitato. Nel Quattrocento diventa capitale di un regno che comprendeva Danimarca e parte della Penisola Scandinava e nel 1479, con la fondazione dell'università, ne diventò anche la capitale culturale. Dalla prima metà del Seicento Copenaghen ebbe un grande sviluppo urbanistico, con la costruzione di nuovi quartieri, nuove mura, palazzi e giardini. Nel Settecento furono costruiti i più importanti edifici, in stile rococò (come i palazzi reali intorno alla piazza ottagonale di Amalienborg) e in stile neoclassico (come la cattedrale e il Museo di Thorvaldsen). È nel 1800 che la città va incontro ad una notevole crescita, quando la città comincia a industrializzarsi, le mura vengono trasformate in passeggiate e parchi pubblici. Copenaghen è stata la prima città al mondo a riservare alcune vie e piazze del centro ai pedoni e oggi quasi tutto il centro storico è pedonale. La mia prima visita a Copenaghen la faccio a bordo di un battello. Ce ne sono molti che solcano il mare e attraversano i canali. Durante la “navigazione” passo accanto alla Sirenetta. La famosa Sirenetta che – lo ammetto – mi ha delusa per le sue dimensioni: così piccola, rivolta verso la terra, me la devono indicare perché non sfugga al mio sguardo. Il tempo di fotografarla ed è già sparita. Poi scendiamo e proseguiamo a piedi: passeggiamo sul lungomare, raggiungiamo il parco Tivoli, con giochi d'acqua, il giardino zoologico, la secentesca Torre Rotonda, uno dei più antichi osservatori astronomici europei; il Museo nazionale e la chiesa di Grundtvig. Ogni tanto facciamo tappa in qualche localino per un caffè, rigorosamente espresso. 

Guidare a Copenaghen
Questa volta ho deciso di avventurarmi per la città anche con la macchina. Prima di prendere il mio mezzo e di avventurarmi per la città, mi spiegano che i limiti di velocità vanno rispettati. Massimo 50 all’ora. E questo significa che non si può andare a 55-60. Quando poi si vede arrivare una bicicletta, è inutile accelerare. Meglio fermarsi e lasciar passare chi ha più diritti di te. Difficile trovare traffico, nessuna macchina che ti supera a destra o che procede zigzagando, come sul Grande Raccordo Anulare romano. Ad accompagnarmi lungo il percorso i canali dove sono parcheggiate moltissime barche, ma anche velieri, barche di legno con le vele spiegate.                     

Carne, formaggio e aringhe
Ce n’è per tutti i gusti. E il mio consiglio è di assaggiare le ricche pietanze danesi che accontenteranno gli amanti della carne e del pesce. Oltre alla carne, assaggiate le ricche tartine servite con il pane di segale e il burro, oppure con formaggio, uova, gamberetti e altro ancora. Tra i formaggi c’è il Maribo, un tipo di emmenthal, il Danablu, tipo gorgonzola e l'Havarti, che viene in genere spalmato sulle tartine. Tra i dolci c’è il Krasenhage (una torta sfoglia con la frutta), la Bondepige Med Slør, con la crema di mele e pezzi di cioccolato, il Kleiner un dolce al limone e fritto e i biscotti aromatizzati con cannella e zenzero. Tra i pesci, provate le aringhe e il salmone con patate al cartoccio con una salsa a base di aglio. E per bere c’è solo l’imbarazzo della scelta: ottimi i vini e le birre nazionali.

 


 

UNA CITTÀ DA PRIMATI 
Copenaghen terra felice anche perché gode di una serie di primati. Il suo aeroporto principale, il Kastrup, ha vinto ben quattro volte il premio come "miglior aeroporto d'Europa", e due volte come "miglior aeroporto del mondo". Il suo è uno dei porti da crociera migliori al mondo ed è città amica delle biciclette, con un 32% di persone pendolari che vanno al lavoro in bicicletta. E per chi non ne possiede una, nessun problema: la città dispone di biciclette pubbliche che possono essere trovate in tutta la zona centrale e utilizzate con un deposito restituibile di 20 corone. E per chi ama mangiare, qui trova anche il ristorante migliore al mondo: il Noma (Nordisk Madhus). E per finire, entro il 2025 sarà la prima città al mondo ad emissioni zero. E c’è da scommetterci che sarà così! Come non può essere la terra degli uomini più felici della Terra?


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