acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Elena Sofia Ricci: La scuola italiana la migliore

Alle prese con il lavoro e le sue due figlie, la scuola e la perdita dei suoi pap

Gio 25 Ott 2012 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 11

 Arriva di corsa dopo aver lasciato il set della fiction nella quale interpreta suor Angela. Sono passati un po’ di anni da quando ci incontrammo nella sua casa romana: aveva da poco avuto una bambina, la sua secondogenita, e mi confessava, ridendo davanti ad una tazza di te, di essere perennemente a dieta. Oggi, dopo essersi presa una pausa, è tornata nella squadra de “I Cesaroni”, dove veste i panni di mamma Lucia. A convincerla, il presidente della Publispei, Carlo Bixio, scomparso qualche mese fa, 
«Io volevo fermarmi alla terza serie, come ho fatto quasi sempre. Anche di “Orgoglio” ne ho fatte solo due. Sono allergica a ripetere troppo i personaggi. Dopo un po’ mi stufo. Ma Carlo Bixio, che è stato per me un amico molto caro, un padre, un giorno in ufficio si inginocchiò, chiedendomi di tornare nel cast. Gli dissi di sì, ma chiedendogli di darmi un anno e mezzo di tempo, perché avevo altro da fare, come il film di Ozpetek».

 

Sei affezionata al personaggio di Lucia?
«Sono affezionatissima a lei, perché è come una donna di oggi che si dà da fare e che ha un milione e mezzo di figli e, soprattutto, deve amministrare una famiglia allargata, sempre più frequente nel nostro Paese. Mi piace raccontare questo personaggio. Mi piace, attraverso lei, poter dare voce e vita alle donne, a quelle mogli che si separano, che sono ferite. Vorrei dire loro di non usare i figli per portare avanti la propria guerra contro i mariti. Non è così che si esce dalle situazioni difficili: così si fa del male solo ai figli. Si può, pian piano, cercare di smettere di amare l’uomo con il quale  non si va più d’accordo, ma continuare a volergli bene, perché senza di lui questi figli non li avremmo fatti. E si deve, soprattutto, amare i figli. È normale che c’è il periodo doloroso di odio, ma è un problema dei genitori, nel quale non devono entrare i figli».

Quanto ti identifichi con il personaggio?
«La cosa nella quale mi ritrovo è la fatica di riuscire a controllare e sistemare tutto, a fare in modo che tutti stiano bene, che tutto sia a posto. Ho due figlie, una di 8 e una di 16 anni e mezzo e, lavorando, faccio fatica a stare dietro a tutto, alle esigenze dell’una e dell’altra. È una lotta contro il tempo. Ci vorrebbero giornate di 36 ore. Per riuscire ad accontentare tutti e ad essere presenti con tutti. Questo è l’affanno di Lucia e mio».

Tu sei mamma: cosa ti insegnano le tue figlie?
«Tantissime cose! Prima di tutto mi ricordano di quando io avevo 16 anni e di quando ne avevo 8.  Grazie all’esperienza con loro, spero di aver imparato a dire “scusa, ho sbagliato”. Anche perché, solo così, loro si sentiranno libere di poter sbagliare, perché siamo umani e la perfezione non è di questo mondo. Credo sia fondamentale saper sollevare i propri figli dall’ansia di essere perfetti a tutti i costi, i migliori a tutti i costi. Faccio questo tipo di esercizio quotidiano con loro. Delle volte sono sorpresa della maturità, della determinazione, del carattere che dimostrano».

Gli attori più di ogni altro viaggiano attraverso i personaggi che interpretano: che rapporto hai con il viaggio?
«Amo viaggiare ed è una delle cose che mi manca di più quando sono impegnata in lunghe serie che ti portano fuori uso per tanto tempo. Io ho viaggiato molto e spesso anche per lavoro e credo che questa sia la cosa più bella, perché si vanno a trovare e vedere posti che non vedrai mai in quel modo». 

Il tuo viaggio più bello?
«Sono stata in Messico 6 mesi e là ci ho lasciato il cuore! Era il 1986 e tu non eri neanche nata (mi dice ridendo – ndr), però là ho vissuto con la gente del luogo: ero l’unica italiana in tutto il film. Dopo 6 mesi sognavo in spagnolo, pensavo in spagnolo. Quello un po’ mi manca. Certo quello non lo potrò più fare, almeno fino a quando le mie figlie non saranno grandi. Finché sono piccole, hanno bisogno di me vicino e, quindi, non scelgo più lavori che mi portino troppo a lungo fuori casa». 

Hai due figlie che vanno a scuola: cosa pensi della scuola italiana?
«La scuola italiana rispetto a quelle internazionali dà una formazione molto più forte. Infatti le mie figlie frequentano la scuola italiana pubblica, soprattutto la grande ha scelto, con grande coraggio, un ottimo Liceo Classico di Roma ed è capitata, sotto richiesta mia, nella classe più tosta! Sapevamo che era la sezione migliore, ma non immaginavamo che fosse così dura. Lei ce la sta facendo molto bene e riesce ad essere promossa a giugno tutti gli anni con grande impegno. Sono orgogliosa ed apprezzo il tipo di formazione che la scuola dà. L’unica cosa che mi dispiace è che non siano padrone totali di un’altra lingua. La più grande tutti gli anni va in Inghilterra, ma vorrei che entrambe lo parlassero bene. Non avrei mai scelto per loro una scuola che non fosse quella italiana perché non potevo pensare che le mie figlie non studiassero la nostra storia, la nostra letteratura, il nostro bagaglio culturale e artistico, era una cosa che non potevo sopportare. Da questo punto di vista i Licei sono le scuole più formative. Poi, per la specializzazione, sono più forti gli americani. Ma, come cultura di base, la scuola italiana, rimane la migliore. Sono contenta anche di come sta affrontando il Liceo, anche se arriva a giugno come se fosse un sopravvissuto allo sbarco in Normandia! Ma io credo che la vita sia fatta di impegno, per questo sono molto esigente. La vita è faticosa, se ti alleni a lottare e combattere, sei allenata e preparata ad affrontarla!».

Durante le riprese de “I Cesaroni”, qualche mese fa, hai perso il papà: come hai affrontato questo?
«La morte di mio padre è stato un calvario duro e doloroso, perché è stato colpito dal tumore alle ossa. Vedere ridotto così un uomo che ha scalato tutte le montagne italiane e poi quelle americane, non è stato facile. Vederlo inchiodato ad un letto per 6 mesi è stato dolorosissimo. Eppure, quello che mi ha lasciato è stato il suo essere sempre positivo, allegro. Diceva: “guarda come è interessante la vita, io sono qua, non mi posso muovere, io che ho scalato le montagne… guarda quante cose interessanti posso vedere da questa prospettiva, vedo il mondo dei medici, dei macchinari. Papà lo avevo perso da bambina, quando i miei si erano lasciati. Poi, 9 anni fa ho perso il padre che mi aveva cresciuta, Pino Passalacqua, il marito di mia mamma. Ora ho perduto di nuovo mio padre, ma questa volta l’ho perso solo fisicamente, perché me lo porto dentro, perché in realtà chi se ne va non ci lascia mai».           

 


 

30 anni di carriera

 

Attrice di teatro, cinema e tv, è stata protagonista di molte serie popolari come “Orgoglio”, “I Cesaroni”, “Giovanni Falcone, l'uomo che sfidò Cosa Nostra”. Tra i film ricordiamo “Impiegati” (1984), di Pupi Avati; “Io e mia sorella” (1987) di Verdone; “In nome del popolo sovrano”, di Luigi Magni, “Ne parliamo lunedì”, di Luciano Odorisio. Nel 2009 è nel cast di “Ex”, di Fausto Brizzi. Nel 2010 in “Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso”, di Giovanni Veronesi, e “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek.000887-15.jpg

 

 

 

 


Condividi su:
Galleria Immagini