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Incontriamoci, per noi e per i bimbi

Vediamoci, vi racconto di persona quanto si sta facendo per aiutarci fra noi italiani

Lun 29 Ott 2012 | di Alberico Cecchini | Italia Solidale

 Per far fronte al male occorre fare il bene. Per chiunque ha a cuore i bambini, volentieri sono a disposizione personalmente per aiutarvi a capire tutto il grande lavoro che i volontari di Italia Solidale fanno per salvare i bimbi. 

Sono anche stato in Africa due volte a vedere di persona. Perciò ho la gioia di  incontrarvi di persona nella sede dell’associazione al centro di Roma. Chi è interessato a partecipare mi invii una mail scrivendo in oggetto “incontriamoci”.   

Madre Teresa diceva che i lebbrosi indiani soffrono tanto, ma le persone sole nella folla di New York ancora di più. Certo che mi ha dato gioia la mia guarigione fisica, ma ancora di più ho gioia nel poter dire alle persone: muoviti, intervieni, ama e non avrai più paura di nulla. Inizia con l'adottare un bambino a distanza e apriti a ricevere un mondo di amore nell'inconscio. 

La cultura che propone Italia Solidale non solo salva i bambini, ma può aiutare a liberare l’immenso potenziale di vita che interiormente tutti abbiamo.    

In passato ho molto sofferto di grande chiusura, il residuo di quella sofferenza credo mi abbia causato anche quel tumore. Grazie al sostegno dei volontari di Italia Solidale, nel tempo ho scoperto che avevo questo immenso potenziale da vivere e che stavo male proprio perché, anche se lo percepivo, non riuscivo a sperimentarlo e lo soffocavo. 

Questo tipo di sofferenza è tanto comune. Io so che questa sofferenza può essere molto più grande di quella procurata dal cancro. E mentre questo spesso riusciamo a curarlo, la sofferenza dell’anima è molto più difficile da curare, ma soprattutto da riconoscere. Tantissime persone ce l'hanno. Spesso sono anche le persone migliori.    

Come riconoscerla? Non hanno mai gioia piena. Ma la gioia piena è possibile viverla. Perciò i volontari di Italia Solidale stanno organizzando piccole comunità anche in Italia, per sviluppare anche qui questa modalità di aiuto alle persone, come nei progetti all’estero dove funzionano tanto.  Incontriamoci, si può fare molto.          


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