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Costanza Miriano: un matrimonio per la vita

La testimonianza della giornalista del Tg3 per riscoprire la gioia della famiglia

Gio 22 Nov 2012 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
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Sposa felice, mamma di quattro figli e giornalista del Tg3, Costanza Miriano si è lanciata nella missione di riaffermare la bellezza e la necessità del sacramento del matrimonio. Due libri, un blog e tante conferenze per testimoniare a uomini e donne in cerca della felicità che vale la pena impegnarsi nella costruzione di una relazione di coppia fondata sull’Amore e aperta alla Vita.

Nel 2011 uscì il tuo primo libro “Sposati e sii sottomessa - Pratica estrema per donne senza paura” (Ed. Vallecchi): come arrivò l’ispirazione?
«Tutto iniziò nel tentativo di aiutare una mia amica a non lasciarsi sfuggire l’uomo che amava: mi accorsi che i dubbi sui quali ci confrontavamo erano comuni a molte nostre coetanee alla ricerca di un senso profondo delle loro relazioni. Il libro è una raccolta di lettere ad alcune mie conoscenti, principalmente sui temi del matrimonio e dell’accoglienza della vita; con tutti i miei impegni di mamma e giornalista mi costò un centinaio di notti insonni, ma ne è valsa la pena: se non altro perché mi hanno scritto molte donne che, dopo averlo letto, sono riuscite a salvare il loro matrimonio. È essenziale recuperare la nostra naturale vocazione, che papa Wojtyla definiva “genio femminile”».

Cosa vuol dire che la donna deve essere sottomessa?
«Significa che la moglie è messa sotto, come base e fondamenta della famiglia: non certo una schiava, ma un aiuto offerto al marito per il bene suo e della famiglia. Come ci insegna Gesù, a reggere il mondo è il sostegno di chi sta sotto, non il dominio e il potere di chi si mette sopra gli altri. Ma per comprendere e accettare questo concetto, già espresso da San Paolo, bisogna essere liberi dalle ideologie e capaci di vedere le falsità propinate dalla cultura corrente».

Ritieni che i media siano responsabili della diffusione degli inganni che tu tenti di svelare?
«Non c’è dubbio. Purtroppo viviamo immersi in una cultura che è contro la Vita in ogni suo aspetto, nelle relazioni, nell’educazione e anche nel lavoro. Si tenta continuamente di convincerci che i limiti morali connessi alla Fede impediscono di raggiungere la libertà e la felicità; contemporaneamente, tutto ci induce a considerare come assoluta necessità il raggiungimento di una fraintesa liberazione sessuale».

Le battaglie femministe hanno contribuito alla formazione di questi miti culturali?
«Dobbiamo essere molto riconoscenti verso tutte le donne che nel passato hanno lottato per la conquista della libertà e partecipo con dolore alle incredibili violenze e disparità che molte ancora subiscono in varie parti del Pianeta. Nel nostro Occidente, ormai, c’è una sostanziale parità tra uomo e donna, soprattutto in una preoccupante immaturità che ha reso molte persone eterne adolescenti. L’apparente liberazione sessuale sta provocando danni enormi nell’esistenza di molti, soprattutto dei bambini, che ormai non riescono neanche più a nascere. L’ideologia femminista è riuscita addirittura a convincerci che per la donna è un diritto compiere l’omicidio del bimbo che porta in grembo: partendo da questo orrore, ogni cosa può essere capovolta. Soffro terribilmente nell’incontrare tante donne che, dopo aver combattuto per l’aborto e averlo praticato, oggi vivono grandi rimpianti e angosce: dobbiamo testimoniare che la felicità e la bellezza passano per una necessaria apertura alla Vita».

Cosa pensi del costante aumento della violenza sui bambini?
«Purtroppo è il frutto di questa società malata e di famiglie spesso allo sbando. Però, oltre che dei vergognosi maltrattamenti fisici, mi preoccupo molto anche di un’altra, gravissima forma di violenza che sembra addirittura lecita: ci sono migliaia di trasmissioni televisive, libri e riviste che vogliono a tutti i costi convincere noi e i nostri bambini che la separazione dei genitori non è una cosa grave, che è normale avere una famiglia allargata, magari anche più divertente se ci sono dei genitori gay! Tutte queste falsità vanno a disturbare la parte più sacra di ogni bambino e a condizionarne pesantemente la formazione dell’identità».

Come sono cambiati i rapporti tra i due sessi?
«L’esistenza di due sessi è un’evidenza naturale che non può essere ridotta alla presenza o meno di alcuni organi sessuali: uomo e donna sono due diverse incarnazioni dell’Amore di Dio. La donna in questi ultimi decenni ha spesso gradualmente rinunciato alla sua nobile vocazione di sostegno al risveglio e alla crescita dell’anima altrui: è soprattutto lei che per natura accoglie l’esistenza del bambino, s’impegna per lo sviluppo dei suoi talenti e mette in relazione con dolcezza le varie esigenze familiari. Rinunciare a questo vuol dire perdere la vera bellezza che fa risplendere anche lo smalto o il rossetto! Pure la figura maschile è sotto attacco, forse più violentemente: ogni giorno è svilita e messa in discussione l’identità dell’uomo, la sua autorevolezza, il suo ruolo familiare e sociale. Ad esempio, in una famiglia, dopo il necessario confronto, l’ultima parola dovrebbe essere quella del padre che deve sapere pronunciare i sì e i no al momento giusto. È significativo che nel mio blog ci sia una netta maggioranza di interventi maschili, probabilmente perché si sente la mancanza di figure femminili autentiche».

Cosa dici a quelli che “il matrimonio è una roba antica”?
«Oggi ci sono molte difficoltà pratiche ed economiche per formare una famiglia, però questa è una scelta necessaria per avvicinarci alla felicità. Spesso noi cristiani non siamo molto credibili nel testimoniarlo, ma nel matrimonio s’incontrano due persone che s’impegnano ad affrontare e superare le proprie e altrui immaturità senza rinfacciarsele; consapevoli che l’unico vero Amore che ci soddisfa senza mai deluderci è quello di Dio, colonna indispensabile di ogni famiglia. Anch’io ho commesso molti errori nella mia esperienza familiare, ma me la sono cavata con l’aiuto e l’esempio di Maria, Donna e Madre per eccellenza».

Qual è il messaggio che lanci a noi maschi nel tuo ultimo libro ”Sposala e muori per lei. Uomini veri per donne senza paura”?
«L’uomo ha il suo modo speciale di perdere la vita: muore prendendo su di sé i colpi, a scudo di quelli che gli sono consegnati. A volte muore tutto insieme, il più delle volte a fettine, a briciole anche. Questo è il messaggio che ho voluto dare agli uomini, mariti delle spose sottomesse, con un libro che dicesse agli uomini come noi donne li vogliamo: nobili, pronti a dare la vita, generosi ed eroici. Perché la vera virilità, come ci ha testimoniato Gesù, è la capacità di morire a se stesso per far vivere gli altri».

Come vivi il Natale alle porte?
«La nascita di Gesù è un’occasione importante per riflettere e impegnarci a migliorare la nostra vita. Ma non è facile: hanno sfrattato il Padrone di casa di questa festività, trasformandola in un fiera del consumismo. Tra i mille impegni dovuti anche al successo dei libri e del blog, con mio marito, cercherò di condividere con i figli la liturgia dell’Avvento: forse dovrò rinunciare a qualche allenamento per le mie maratone e dedicare più tempo alla preghiera in aggiunta alla Messa quotidiana»                                    

 



costanzamiriano.com
Costanza Miriano è nata a Perugia 41 anni fa. Laureata in lettere classiche, lavora come giornalista al Tg3 della Rai, oltre che collaborare con il quotidiano Avvenire e la rivista Il Timone. Mamma di quattro figli, ha un passato da sportiva e una grande passione per le maratone. Il suo primo libro “Sposati e sii sottomessa” (2011, ed. Vallecchi) la fa conoscere al grande pubblico, mentre a settembre è uscito il nuovo “Sposala e muori per lei” (ed. Sonzogno). Il suo blog è www.costanzamiriano.com
 



Il regalo che le donne aspettano
“L’uomo s’innamora perdutamente quando ha al suo fianco una donna profondamente bella, che non fa la maestrina, che non si lamenta, che non lo critica cercando di cambiarlo; una donna spiritualmente profonda, che lo faccia innamorare nella più completa libertà, una donna capace di accoglierlo in tutto, che si fida della sua virilità nell’affrontare il mondo. Quello che arriva in cambio è straordinario: dedizione totale e disponibilità al sacrificio da parte dell’uomo. Quale regalo migliore potremmo desiderare?” (Costanza Miriano, tratto da Il Timone)


 


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