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...e non ci ammaleremo più

Se il vero sviluppo è liberarci di questa cultura di oggi che confonde la nostra vera natura

Ven 21 Dic 2012 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Rispettare la persona è come rispettare l’ambiente. Significa comprenderne profondamente la vera natura e quindi l’immenso valore. Anche economico. Ad esempio, tutta l’energia consumata nel mondo in un anno è pari a quella che la Terra riceve dal Sole in un’ora! E non inquina.

Cosa succederebbe ad un popolo se rispettasse pienamente la sua vera natura? Sono certo che saremmo tutti più ricchi economicamente, ma soprattutto spiritualmente. Ci sarebbero gioia, pace, solidarietà e come conseguenza nessuno si ammalerebbe più. La vita si allungherebbe fino a 140 anni con tanto di parità fra uomini e donne.
Non è una teoria è esattamente ciò che succedeva al popolo analfabeta degli Hunza finché vissero isolati a 2.000 metri di altitudine nel Nord del Pakistan. Ne parlo a pagina 76. Poi negli ultimi decenni sono arrivati, anche lì… lo “sviluppo” e la “cultura” a contagiare la tempra di questi individui pieni di buon umore, sempre, anche durante il loro semi-digiuno di due mesi a dieci gradi sottozero.

Di questo “sviluppo” e di questa “cultura” depressa che viviamo oggi forse dovremmo liberarcene come da una gabbia, salvando poche cose per ritrovare la vera cultura di vita, quella che è scritta dentro la nostra natura. Mi sto convincendo che forse siamo come uccelli vissuti sempre in gabbia che devono scoprire a cosa servono le ali.


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