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Quando le parole non contano più

Il silenzio come reazione al ripugnante spettacolo della campagna elettorale

Gio 31 Gen 2013 | di Alberico Cecchini | Editoriale

 Non vedo l’ora che arrivi marzo, non ne posso più di politica. 

Tutti che vogliono salvarci con il cuore in mano, scaricando barili sugli altri, fra promesse, falsità e menzogne. 
 
Ci fanno litigare fra noi e poi si accordano sottobanco, dividendosi il bottino. 
Pensa alle due tre cose di cui hai bisogno davvero… ecco sicuramente c’è qualcuno che te le prometterà per avere il tuo voto. Tutti ti vogliono convincere di questo e di quello e ciò mi nausea.
Non voglio scrivere altro: ho paura di diventare l’ennesima persona che vuole convincerti di qualcosa. 
In certi momenti, l’unico modo per essere davvero rispettosi delle persone è il silenzio.
 
Come molti di voi, non me ne lavo le mani, ma partecipo e soffro per amore di tutti gli italiani. Come si fa al cospetto di un malato molto grave. Senza dire nulla. 
 

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