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Malika Ayane: finalmente la consapevolezza

Malika Ayane tra integrazione, musica, cinema e trasformazione, ai suoi figli insegna il rispetto per se stessi e gli altri

Mer 02 Gen 2013 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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A settembre è uscito il suo nuovo album, “Ricreazione”, che negli ultimi mesi ha portato in giro per l’Italia. A febbraio partecipa al Festival di Sanremo, dove molti la danno per favorita. A noi, in attesa dell’Ariston, Malika Ayane racconta la sua evoluzione musicale e personale degli ultimi anni.

Sei giunta al terzo album: quale è stata l’evoluzione?
«Il primo album è stato il momento sorpresa, il secondo il surf su una vita che va velocissima e il terzo la consapevolezza. Ecco perché la voglia di ricrearmi, nel senso di divertirmi e anche di rielaborare e trasformare».

Tua madre è milanese e tuo padre marocchino: è stato difficile vivere in Italia?

«Quando ero piccola, era raro vedere figli di marocchini o cinesi. Soffrivo, quando venivo considerata diversa. Poi, ho deciso che, rigirando la cosa a mio favore, avrei potuto essere felice. E così è stato. Oggi vedo tanti bambini nati in Italia da genitori di ogni parte del mondo e mi piace pensare a una società con milioni di tratti somatici e tradizioni, ma un solo sentimento nazionale».

I tuoi genitori come ti hanno supportato nel tuo cammino musicale?
«Lasciandomi libera di sbagliare...».

Nei tuoi esordi c’è la Scala di Milano.

«Quando ero piccola facevo parte del coro delle voci bianche della Scala. Ricordo il pavimento della sartoria, l'ascensore lento, i corridoi lungo i quali mi perdevo pomeriggi interi, mentre tra una prova e l'altra avevo i compiti da fare».

Da madre quale sei e donna cosa pensi del ruolo delle donne oggi in Italia?

«Penso che siamo degli individui con una missione personale che deve essere vissuta con passione. dobbiamo dare dei sani principi ai nostri figli e insegnare loro che il rispetto per se stessi e gli altri è il centro di una società che può progredire in modo sano».

Dopo il film “Tutti i rumori del mare” di tuo marito Federico Brugia, hai nuovi progetti che riguardano il cinema?

«Ultimamente sono stata sempre in giro tra promozione e tour. Ma sto seguendo un laboratorio di Stanislavski, perché penso sia meglio della terapia di gruppo!».

Dove ami rifugiarti?
«In macchina con un bel disco!».            
   



DI PADRE MAROCCHINO
Nata a Milano il 31 gennaio del 1984, ha pubblicato Malika Ayane (2008), Grovigli (2010), Ricreazione (2012). Info: www.malikaayane.com

 

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