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Alta Normandia: la campagna di Parigi

Storia, cultura, arte, religione nel nord della francia

Ven 01 Mar 2013 | di Testo e foto di Valerio Barbieri & Beatrice Caldovino | Turisti non per caso
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Guardandosi intorno, immersi in un paesaggio idilliaco, fatto di pittoresche casette dai tetti di paglia e rigogliosi prati popolati da paciose mucche pezzate e candide distese di meli in fiore, si stenta a credere che queste terre siano state funestate per secoli da guerre sanguinose: dall’invasione dei Vichinghi nel X secolo; dalla Guerra dei Cent’anni; dalla seconda Guerra mondiale, con lo sbarco delle truppe alleate che nel 1944 avviarono da qui il cammino verso la liberazione dell’Europa dal nazismo.

LA CAMPAGNA DI PARIGI
Con il tempo,  data la sua vicinanza con la capitale,  l’Alta Normandia è diventata un po’ la campagna di Parigi: un luogo così meraviglioso da togliere il fiato, perché qui si ritrovano tutti i piaceri del buon vivere. Natura incontaminata e placide distese coltivate convivono serenamente, così come vanno a braccetto aspre scogliere dai picchi inaccessibili con mondane località balneari, mentre la tradizione gastronomica contadina si sposa con la raffinatezza delle ostriche e di formaggi prelibati. Non è facile stabilire quali siano i luoghi più belli da vedere dell’Alta Normandia, perché il fascino impareggiabile di questa regione non è nelle singole città o in particolari monumenti, quanto nell’atmosfera d’insieme, in cui ogni elemento, anche il più piccolo, contribuisce alla perfezione del tutto, come nell’ingranaggio di un orologio. Non è un caso se proprio qui nacque la corrente artistica dell’impressionismo, in cui non sono i dettagli che contano, quanto l’insieme che ne deriva.
Fin dall’inizio il capoluogo della Normandia  fu la città di Rouen, la cui posizione, a 90 km dalla costa, non ne ha impedito lo straordinario sviluppo, anzi le ha consentito di diventare, addirittura, il quarto porto francese per grandezza.
Le sue origini risalgono al periodo romano e, nonostante gli incendi, lo sviluppo industriale e i bombardamenti, si merita ancora a pieno titolo l’appellativo di “Ville Musèe”. La città, infatti, mantiene intatte deliziose strade medioevali su cui si affacciano, perfettamente conservate, le tipiche case a graticcio del XV secolo, che convivono con architetture moderne, come ad esempio la chiesa di Santa Giovanna d’Arco, costruita alla fine degli anni ’70 nell’antica piazza del mercato dove la pulzella d’Orleans fu bruciata viva nel 1431.
A partire dal XIII secolo, quando la regione entrò a far parte del Regno di Francia, ebbe inizio la costruzione del simbolo della città, la cattedrale di Notre Dame, la cui torre centrale con i suoi 152 metri è il più alto campanile di Francia. 

DOVE LA SENNA INCONTRA IL MARE
Altro gioiello dell’Alta Normandia è certamente Honfleur, che si trova proprio dove la Senna incontra il mare: la sua bellezza però non è dovuta a grandiosi monumenti o superbe opere d’arte, bensì semplicemente ai suoi colori.  La sua luce, il perfetto disegno delle sue stradine e dei suoi vicoli medioevali  racchiusi intorno al piccolo porto,  circondato da casette con sfumature multicolori, compongono un suggestivo labirinto in grado di ammaliare da oltre un secolo pittori, scultori e scrittori, che con la sua atmosfera senza tempo essi riescono sempre a trovare la giusta ispirazione. Si tratta, infatti,  del meglio conservato tra i vecchi porti della Normandia  e non è molto diverso dal  pittoresco villaggio bohémien che nella seconda metà dell’800 attirò moltissimi artisti, anche se oggi non è più così facile viverci, dato che i prezzi degli alloggi, vista l’altissima affluenza, sono ben più alti della media.

META DI TURISTI
Un’altra rinomata  ed elegante  località  balneare dell'Alta Normandia, che contende a Honfleur le prestigiose frequentazioni di nobili, ricchi e artisti, è senza dubbio il piccolo villaggio di Etretat, di cui il mondo parigino cominciò ad innamorarsi verso la fine del XIX secolo. Una pietra preziosa incastonata tra le maestose falesie d’Aval e d’Amont, candide pareti rocciose a picco sul mare, alte un centinaio di metri - che  hanno fatto meritare al litorale l’appellativo di Costa d’alabastro - dalle quali si staccano due immensi archi naturali che si gettano nelle acque  perennemente agitate. Anche  Etretat, prima di diventare una delle mete turistiche più famose della Francia per il suo panorama mozzafiato,  diede ospitalità a numerosi artisti, come Monet, Courbet, Matisse, Offenbach, Maupassant e Maurice Leblanc (il creatore del ladro gentiluomo “Arsenio Lupin”).

STAZIONE BALNEARE
La stazione balneare normanna per eccellenza è tuttavia un’altra, la celeberrima Deauville, frequentata dal  jet-set internazionale fin dai primi del novecento grazie a un mix irresistibile di elementi che ne hanno decretato il successo, come la lunga spiaggia di finissima sabbia dorata punteggiata da una miriade di ombrelloni multicolori, i lussuosi alberghi a 5 stelle, le ville faraoniche in cui si svolgevano feste di gala in puro stile Hollywoodiano, il sontuoso casinò e il mondanissimo ippodromo. Dopo queste città meravigliose, sulla strada del ritorno verso Parigi, che dista soli 50 km, vale sicuramente la pena di trascorrere mezza giornata a Giverny, un minuscolo villaggio disposto su una collina lungo la Senna, per visitare l’ultima dimora di Claude Monet.

TUTTA COLPA DI MONET
Se non fosse stato per Monet, probabilmente oggi nessuno sentirebbe il bisogno di parlare di Giverny, che invece è una delle mete turistiche più famose di tutta la Normandia, anche se in inverno, quando la casa di Monet è chiusa, tutto il resto sembra cadere in letargo. La vera attrazione, tuttavia, non è la casa in cui visse - un delizioso palazzetto rosa con le imposte verdi dagli interni sorprendentemente modesti, in cui è possibile respirare ancora l'atmosfera che viveva l'artista, con tutti gli arredi e gli oggetti nelle stesse posizioni come lui li aveva sistemati, oltre allo studio in cui videro la luce molti dei suoi capolavori -, ma il meraviglioso giardino che la circonda e che il maestro creò completamente dal nulla, riempiendolo di piante di tutti i tipi, archi di rose multicolori, ombrosi pergolati ed alberi esotici. E, soprattutto, il lussureggiante giardino in stile giapponese con al centro un laghetto artificiale sormontato da ponticelli, costellato di quelle famose ninfee di cui Monet dipinse ben 250 versioni, le stesse che ogni anno centinaia di migliaia di turisti tentano invano di riprodurre con le loro macchinette fotografiche, dimenticando però il “dettaglio” che per gli impressionisti non era importante rappresentare il paesaggio, quanto la sensazione in loro evocata dal paesaggio stesso. E dato che questa regione trasmette così tante emozioni, intense e contrastanti, è facile capire perché l'Impressionismo sia nato proprio qui e non altrove…


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