acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Quando i santi fanno le veci della chiesa

Francesca Romana scelse l’amore e non solo guarì dall’anoressia, ma divenne il faro del suo secolo

Ven 01 Mar 2013 | di Daniela Gurrieri e Fabio Carini | Interviste Esclusive
Foto di 4

I veri Santi non sono supereroi o extraterrestri. Sono persone comuni che però rimangono indipendenti dalla cultura dominante, non si vogliono adeguare a ciò che non corrisponde alla loro natura profonda, anzi cercano di 'tornare bambini' cioè di a. Infatti santo vuol dire sano.

La nobile Santa Francesca Romana stava morendo di anoressia, perché non accettava il fatto che nessuno rispettasse il suo desiderio di farsi monaca: né la sua famiglia di origine, né quella acquisita, tantomeno il suo confessore, tutti la spinsero a sposarsi... a 12 anni! Poi però iniziò un'opera di carità che la rese una delle figure più amate della storia di Roma. L'importante non è sposarsi o no, ma rispettare la propria natura vivendo nell'amore. Santa Francesca Romana, pur nella condizione di moglie, scelse di vivere nell'amore totale verso tutti e guarì. E divenne una guida per tutta Roma in un periodo in cui la Chiesa, come oggi, era dispersa nelle lotte interne e nella corruzione. Perché la vera Chiesa è la persona in Dio. E così fu strumento di Dio ben più potente della monaca di clausura che desiderava essere.

Alessandra Bartolomei, docente della Gregoriana, la maggior studiosa della nostra santa, ci aiuta a sintonizzarci su quell'epoca: «Se chiudiamo gli occhi e pensiamo a quello che era Roma nel '300, dobbiamo pensare a tanti piccoli insediamenti rurali disseminati a distanza l'uno dall'altro, con orti, pascoli, vigneti. Per esempio a metà del '400 nell'antico Foro Romano, ci stavano le pecore e i buoi e le mucche a pascolare indisturbati».

Roma di quest'epoca ha appena 17 mila abitanti fra cumuli di rovine. Ma perché tanta decadenza?
«E' il periodo avignonese: per sfuggire all'ingerenza delle potenti famiglie romane, viene eletto un cardinale francese che sposta la sede del papato ad Avignone, nel sud della Francia.
Parlare di Santa Francesca Romana vuol dire parlare di un movimento di donne mistiche, profetesse, che in quel periodo, tra XIV e XV secolo, attraversa tutta l'Europa. Ricche e nobili, ma anche semplici popolane, che hanno visioni, compiono miracoli, resuscitano cadaveri e osano parlare, gridare ai potenti della terra. I quali le ascoltano!»

Professoressa, lei è chiaramente innamorata di queste figure di sante che illuminarono le tenebre medioevali...
«Per le coscienze più sensibili il vero problema di Roma era proprio il suo declino spirituale. Ed è intorno alla metà del ’300, che a Roma arriva dalla Svezia questa principessa del Nord, Brigida. Ha una visione, Cristo le dice: “Vai a Roma, dove le strade sono lastricate del sangue dei martiri”, perché Roma è la Città Santa. E tramite gli scritti di Brigida abbiamo il quadro di una Roma allucinata e deserta, una Roma dove gli altari sono vuoti, perché i monaci e i frati sono corrotti e perché il Papa non c'è. E quando un fulmine cade sul campanile della Basilica di San Pietro, che era il vecchio San Pietro, “...e tutto lo cucurullo arse” dice l'Anonimo Romano, Brigida lo legge come un segno apocalittico e dice “Dio è morto e il signor Papa se n'è andato”. Cioè lei legge nella vacatio della sede apostolica un fatto gravissimo. Quindi il Papa deve tornare a Roma e soltanto se il Papa riempie questo trono vuoto ci può essere una speranza per l'Europa».

Certo a riascoltare oggi queste parole, che poi erano le parole di queste mistiche medioevali, un brivido freddo corre lungo la schiena. Perché oggi, e non solo 600 anni fa, la Chiesa è corrotta, il Papa se ne è andato e dulcis in fundo un fulmine è caduto, a poche ore dall'annuncio dell'abdicazione di Benedetto XVI, sulla cupola di San Pietro, quella di Michelangelo questa volta. Un'attualità sconcertante su cui riflettere. Di fronte a tanti mali della Chiesa, Brigida che ha fatto? 
«Lei rimane lì, in attesa che il Papa torni, per tenere occupato quel posto. Quasi una funzione di supplenza che questa donna svolge e che svolgono anche altre donne, nel senso che Roma diventa la meta anche per molte altre figure femminili importanti, la grande Dorotea di Montau, che viene dalle nebbie del Baltico, oppure una mistica inglese Margery Kempe, l'amica di Giuliana di Norwich, e poi soprattutto quella grandissima donna che è S.Caterina da Siena».
In questo contesto in cui delle donne sentono la responsabilità in prima persona di essere faro per la Chiesa, per la Storia dell'Europa, nasce la nostra Francesca Romana, generazione subito successiva, che continua questa missione. Perché nel frattempo il Papa è tornato da Avignone, ma, siccome i mali erano rimasti comunque irrisolti, i cardinali iniziarono ad eleggere più Papi insieme. è la crisi che prenderà il nome di Scisma d'Occidente. Crisi epocale, si dice la più grande che abbia mai attraversato la Chiesa Cattolica (o almeno si diceva prima di questi ultimi tempi). L'Europa si divide in chi segue un Papa e chi un altro. Scoppiano guerre ovunque che portano carestie, fame e pestilenze.

Qui spicca Francesca Bussa, che voleva diventare monaca sin da bambina, come ci ha raccontato padre Roberto Nardin del monastero di Monte Oliveto:
«Francesca all'età di 12 anni fu costretta a diventare sposa e ad entrare nella famiglia Ponziani. Perciò cade in una malattia gravissima. C'è un episodio molto significativo della sua vita, la famiglia cerca di industriarsi con delle fattucchiere per cercare di guarirla, ma Francesca le scaccia in modo risoluto. Ma la cosa importante è che una notte ebbe una visione in cui le viene chiesto “Vuoi guarire?”. Il biografo (il confessore, era un monaco olivetano) annota la risposta: “Voglio solo ciò che piace al Signore”. In questa frase c'è la santità di Santa Francesca Romana, ma possiamo dire la santità di tutti i cristiani: non fare cose straordinarie, fossero anche le più importanti, ma è “voglio ciò che piace al Signore».
Quando ormai è data per spacciata, Francesca improvvisamente guarisce. Lei parla di un miracolo, di un'apparizione, fatto sta che da quel momento la sua vita cambia totalmente. Questa è la chiave della sua vita. A quel tempo era impossibile per una donna farsi rispettare nella propria volontà, nella propria indipendenza. Così inizia ad offrire a Dio il quotidiano che ha di fronte, volgendo ogni cosa a Sua lode. E così lei diventa la nobile signora Ponziani che dona tutto ai poveri, è la moglie fedele che è disposta ad uscire di notte da sola per soccorrere chi ha bisogno. Soprattutto compie una serie senza fine di miracoli: resuscita bambini morti, unisce membra tagliate  da colpi di spada, guarisce piaghe incancrenite.

Per anni sta negli ospedali della città, dandosi a tutti con tutte le forze. Nel periodo di maggior difficoltà per Roma durante un'epidemia di peste, con il marito e il primogenito prigionieri a Napoli, apre le porte del palazzo e ne fa un ospedale. I due figli più piccoli muoiono di peste. Nel palazzo si iniziano a vedere anche presenze demoniache che la perseguitano. Ma lei prosegue e si fa beffe del demonio. Fino all'ultima grandissima opera che compie: fonda un Monastero di Oblate a Tor de' Specchi. Un monastero di tipo nuovo dove lei ha ideato un tipo di vita religiosa in comune per le donne non di clausura e questo non era consentito. Infatti rimane profondamente legata ai valori della tradizione monastica, perché per Francesca era il vertice della vita religiosa, però la realizza in una vita non rinchiusa, cioè in un monastero aperto. Quindi una terza via, una via nuova. All'indomani della sua morte tutta la città chiese a gran voce che fosse proclamata Santa. Si dovette perfino nascondere il corpo per paura che si continuasse a portarne via pezzi come reliquie, perché i miracoli, le guarigioni continuarono anche dopo la morte.                                         

__________________________

PER APPROFONDIRE

Il 9 marzo 2013, giorno di Santa Francesca Romana, presso la casa dove visse in Trastevere, in via dei Vascellari 61, alle 18,00 si terrà un approfondimento sulla sua figura, a cura di Alessandra Serra e p. Antonio Interguglielmi. Sarà inoltre proiettata la docu-fiction “Santa Francesca Romana” che sarà anche trasmessa lo stesso giorno in seconda serata su TV 2000 (orario da verificare sul sito www.TV2000.it).
Produzione CRISTIANA Video per acquistarla: www.romacaputfidei.it


Condividi su:
Galleria Immagini