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Max Giusti: Abbiamo bisogno di italiani medi

Dalle imitazioni alla prima serata, sempre con la voglia di portare il buonumore

Ven 01 Mar 2013 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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E' diventato popolare grazie alle sue imitazioni, ma poi ha dimostrato di saper recitare, condurre programmi in tv e in radio. Leit motiv di tutta la sua carriera la voglia di portare il buonumore e di vedere la gente sorridere: sullo schermo, per strada, a casa, perché “è bello vedere la gente felice!”.

Oggi la tv fa felici i telespettatori?
«Oggi la tv realizza sogni che troppo spesso si trasformano in illusioni. A me piace pensare che con i miei programmi dò qualcosa di concreto: sia che si tratti di premi materiali che di gioie intime!».

Nel tuo ultimo programma “Riusciranno i nostri eroi” avete coinvolto gli italiani medi.
«Tempo fa la parola italiano medio era una delle peggiori offese che potevano essere pronunciate contro una persona. Ora credo che, per uscire da questo momento, dobbiamo sperare di avere tanti italiani medi. Gli italiani medi sono quelli che da 30 anni timbrano il cartellino. L’italiano medio è quello che non se l’è mai fatto timbrare da qualcun altro. L’italiano medio è quello che, se muore la nonna, smette di andare a ritirare la pensione. Io penso che tanti italiani medi possano fare un grande Paese sopra la media».

Cosa ti sta insegnando “Affari tuoi”?
«Che 50mila euro in Basilicata hanno un valore, in Emilia un altro. Che c’è chi sogna dei soldi per estinguere un mutuo e chi per accenderlo. Mi ha fatto vedere chi c’è intorno a noi».

Chi è stato il primo a credere in te?
«Pietro Garinei, che non mi stancherò mai di ringraziare e che vorrei tanto fosse qui ora a vedere dove sono arrivato. è stato lui il primo a scegliermi per le sue commedie musicali, quando nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di me».

Cosa sognavi da bambino?
«Sognavo la scatola magica della tv. Mi avrebbe fatto piacere far parte di quelle splendide sigle delle tramissioni del sabato sera... E poi volevo fare il pilota di motocross!».

In tutto questo le tue parodie che fine fanno?
«Fanno parte di me. Come un mangiafuoco le tiro fuori al momento opportuno!».

Rispetto ai tuoi esordi cosa c’è di diverso nel tuo approccio a questo lavoro?

«Prima di tutto ho cominciato a rischiare: all’inizio della mia carriera mediavo su molte cose, ora non lo faccio più».

In che senso mediavi?
«Tutti noi vorremmo fare delle cose che, però, non sempre facciamo. All’inizio non volevo fare le imitazioni sic et simpliciter, per quello ho trovato la soluzione delle parodie. Grazie alle parodie ho potuto fare ciò che Max non poteva o non era autorizzato a fare e dire!».

Come ti ha cambiato la tua professione?
«La tv mi ha cambiato in meglio. Ero uno che arrossiva, ero molto timido, non avevo il coraggio di dire ciò che pensavo. Oggi, invece, porto avanti le mie battaglie, parlo, mi impongo, a volte mi stupisco di me stesso. E, nonostante gli anni che passano e la crescita, mi trovo a stupirmi della bellezza delle persone… mi piace trovarmi vicino a persone che senti, anche fisicamente, che hanno tanto da dare. Giorni fa ero in compagnia della cantante Elisa e lei è una di queste persone: eccezionale».

Il tuo rapporto con Roma, tua città natale?
«Roma è come una coperta di Linus di cui hai sempre bisogno e che porti sempre con te. L’essere nato a Roma è un qualcosa che ti porti dietro soprattutto quando te ne allontani. Roma è odori, sapori, colori, sensazioni che ti ricaricano. Certo, diciamo che rispetto ai tempi dell’adolescenza, sono migliorato: allora, quando si andava in gita e si superava il Raccordo già se ne sentiva la mancanza e bisognava necessariamente mettere una cassetta di Venditti ed iniziare a cantare “Quanto sei bella Roma…”. Ora riesco a star lontano da Roma anche a lungo, come capita quando sono in tour».
Cosa non vorresti mai diventare?
«La cosa importante è non diventare mai un impiegato di questo lavoro: voglio essere felice, saltare, gioire e trasmetter entusiasmo, far sentire che questo lavoro mi piace! In caso contrario, cambierei subito».

Hai due bambini: che tipo di padre sei?

«Non lo so ancora. Sono talmente piccoli i bambini che devo dire grazie a mia moglie. Sono apprensivo e non tollero che i bambini stiano male. Io chiamerei il dottore per ogni cosa. Ma per fortuna c’è mia moglie».


TEATRO, TV, CINEMA
Ha esordito nel 1991 prendendo parte a ‘Stasera mi butto’ e ‘Ricomincio da 2’. Nel 1993 partecipa a ‘Mi raccomando’ e in seguito prende parte a ‘Mio capitano’ (1996) e a ‘Seven show’ (1998-1999). È nel 2001 con ‘Stracult’ che acquista popolarità. Seguono ‘Quelli che il calcio’ e ‘La grande notte del lunedì sera’. Nel 2005 presenta ‘Gli isolati’. Nell'estate del 2006 conduce con ‘Matinée’, su Rai Due. Sempre nel 2006 è nel cast della fiction RAI, ‘Raccontami’. Nel 2007 conduce ‘Stile Libero Max’ ed entra nel cast di ‘Distretto di Polizia 7’; nel 2008 è nel cast di ‘Raccontami Capitolo II’. Da settembre 2008 conduce ‘Affari tuoi’. Nel 2010 ha presentato ‘Stasera è la tua sera’. A gennaio 2013 ha presentato “Riusciranno i nostri eroi” con la Chiatti e la Finocchiaro. Al cinema ha lavorato in: ‘E adesso sesso’ e ‘Le barzellette’ di Vanzina, ‘La fiamma sul ghiaccio’, con Raoul Bova, ‘Nero bifamiliare’ di Zampaglione.


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