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Gioielli da scoprire

Il ministero del turismo promuove 21 borghi d’italia

Ven 01 Mar 2013 | di Stefano Cortelletti | Bella Italia
Foto di 21

Secoli di storia hanno regalato all'Italia migliaia di borghi, per lo più sconosciuti. Piccole realtà fatte di palazzi, chiese, castelli e fortificazioni, luoghi di incantevole bellezza e di misterioso fascino, dove è piacere perdersi tra i vicoli, degustare piatti della tradizione locale, ritrovarsi quasi per caso e rimanerne abbagliati.
A febbraio il Ministero del Turismo ha eletto  21 paesi “Gioielli d'Italia”, premiando non solo il patrimonio architettonico, ma anche la capacità di saper accogliere i turisti e di dare una qualità della vita ottimale ai propri residenti. Realtà che vanno aiutate ad emergere e a farsi conoscere, perché possono rappresentare quel biglietto da visita ideale agli occhi dei visitatori, cercando di risollevare un mercato turistico in forte contrazione non certo perché c'è la crisi, ma perché altri Paesi sono più competitivi di noi, nonostante l'Italia abbia un patrimonio unico al mondo.
I 21 gioielli sono sparsi per tutto lo Stivale. Nel Lazio hanno meritato il prestigioso riconoscimento Campodimele e Sermoneta, entrambe in provincia di Latina. Campodimele, oltre ad essere un borgo medievale che conserva ancora le sue origini preromane – ne parlano addirittura Plinio e Livio – è un paese unico nel suo genere in Europa: i suoi abitanti sono straordinariamente longevi. Tutto merito di un gene mutato: una ricerca pubblicata a gennaio 2013 sul Journal of Clinical endocrinology and metabolism ha evidenziato nella popolazione valori particolarmente bassi di colesterolo “cattivo”, che scongiura diabete ed arteriosclerosi. Sermoneta è il feudo della famiglia Caetani: nel suo imponente Castello, perfettamente conservato, nel corso dei secoli hanno soggiornato Papi ed imperatori. Il cinema ha trovato qui la sua gallina dalle uova d'oro: ben 87 le pellicole che vi sono state girate in cento anni di storia della celluloide. La chiamano la Hollywood del basso Lazio: un set medievale che non ha bisogno di modifiche. Sermoneta è anche conosciuta per aver dato i natali alla polenta, il piatto nazionale invernale per eccellenza, celebrato da secoli la terza domenica di gennaio.
Anche l'Umbria ha eletto il suo Gioiello: è Bevagna, meta ideale per visitatori alla ricerca di un saper vivere sano, autentico e a misura d'uomo. La buona tavola e la qualità e genuinità dei prodotti della terra, unite alla bellezza di un paesaggio pressoché incontaminato, ne fanno una terra salutare famosa anche per la manifestazione storica medievale chiamata “Mercato delle Gaite”.
Pienza, in Toscana, dal 1996 è Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco. Una volta si chiamava Corsignano: nel cinquecento mutò il suo nome in onore dell'illustre concittadino papa Pio II. Un Gioiello d'Italia per la sua accattivante “toscanità” fatta di architettura romanica, ordine e bellezza incontaminata.
Due i gioielli delle Marche. Gradara (Pesaro Urbino) si trova nell’immediato entroterra della riviera Marchigiano-Romagnola, dominata nei secoli da importanti casati quali i Borgia, i Della Rovere e i Medici. Gradara deve la sua fama alla rocca malatestiana, luogo in cui si compì la tragica sorte degli amanti Paolo e Francesca, raccontata appassionatamente da Dante nel V Canto dell’Inferno. Montecosaro, (Macerata) si adagia su una collina dominata dal castello trecentesco, meta importante di percorsi religiosi grazie all’Abbazia Santa Maria a Piè di Chienti, uno degli esempi più tipici dell’architettura cluniacense nelle Marche ed in Italia.
L'Emilia Romagna ha addirittura tre gioielli. San Leo (Rimini), prima dell'anno 1000 si chiamava Montefeltro. Il passaggio di San Francesco, l'8 maggio del 1213 e di Dante nel 1306 contribuiscono ad arricchire la storia e le leggende di questo importante centro, conteso nei secoli dalle famiglie dei Medici, Della Rovere e del Vaticano. Con Cagliostro, che finì qui i suoi giorni, la scoperta di questa città rafforza le sue tinte fantastiche e misteriose. Sala Baganza, sulle colline parmensi, ospita la Rocca Sanvitale, dimora gentilizia costruita nel XV secolo. Oggi è celebre per la produzione del Prosciutto di Parma, del Parmigiano Reggiano e del vino Malvasia di Candia doc.
Percorrendo strade rurali che dalla pianura Padana proseguono verso l’Appennino sorprende il profilo medievale del borgo di Castell'Arquato (Piacenza). Le antiche case di cotto e arenaria scendono da un pendio in cui la natura mescola i colori con tufi e laterizi degli stretti vicoli ciottolati. Una vera perla anche per l'enogastronomia.
3 Gioielli li ritroviamo anche in Lombardia. Il centro storico di Peschiera del Garda (Mantova), con i suoi locali tipici, vero paradiso per gli amanti dello shopping e per i buongustai, è completamente racchiuso nelle alte mura veneziane circondate dall'acqua. Peschiera è cantata da Dante nei versi 70-78 del canto XX dell'Inferno: "Siede Peschiera bello e forte arnese / da fronteggiar bresciani e bergamaschi". Romagnese (Pavia) è sconosciuto agli italiani, ma non al mondo: ospita il Giardino Alpino di Pietra Corva, centro botanico internazionale, con circa milleottocento diverse specie, con attività sia turistica, sia di conservazione per quelle minacciate dall’estinzione, sia didattica educativa. San Benedetto Po, a pochi chilometri da Mantova, è invece legato al monastero benedettino fondato nel 1007 sull'isola che sorgeva tra il fiume Po e il Lirone. Duramente colpito dagli eventi sismici del maggio 2012, lentamente si sta risollevando promuovendo e valorizzando l’immenso patrimonio storico, artistico e architettonico che faticosamente negli anni era riuscito a recuperare e conservare.
In Valle d'Aosta Etroubles, 520 abitanti, è a soli 16 chilometri dal confine svizzero, nella Valle del Gran San Bernardo. Di origini romane, vi passò Napoleone Bonaparte il 20 maggio 1800 con 40.000 soldati. Etroubles è sulla via Francigena, la strada che nel medioevo collegava Canterbury a Roma, ed è candidato a rappresentare l'Italia al Concorso Europeo "Entente Florale" del 2013. Ultimo gioiello del nord è Spilimbergo, conosciuta come la “Città del mosaico” e famosa nella storia per aver dato i natali, nel 1540, all'unica pittrice donna della storia dell'arte: Irene, allieva di Tiziano, la cui morte alla vigilia delle nozze, ad appena 21 anni, ispirò poemi e trattati da parte dei più grandi letterati dell'epoca, tra cui Torquato Tasso e Giorgio Vasari.
Il sud Italia è ricco di Gioielli tutti da scoprire. O quasi. Nel caso di Castellabate (Salerno), nel Cilento, il successo del film “Benvenuti al Sud” ha fatto conoscere al Belpaese non solo le sue caratteristiche urbane, ma anche la solarità dei Castellabatesi. Il borgo è, come Pienza, Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco. Bova, in provincia di Reggio Calabria nel Parco Nazionale dell'Aspromonte, è arroccata sulla maestosa rupe costituita dai ruderi di una fortificazione normanna da cui si domina lo Stretto di Messina e l'Etna. È uno dei pochi paesi del sud Italia in cui si parla abitualmente il greco antico.
In Puglia Cisternino è meno conosciuto certamente di Alberobello, ma comunque ricco di trulli, le tipiche abitazioni di quella terra. Il centro storico si presenta con case bianche di calce, vicoli punteggiati di gerani, archi, piccole logge, fregi in pietra e scalette, ma è soprattutto patria delle orecchiette. A San Marco in Lamis (Foggia), terra di brigantaggio, accorrono a migliaia la sera del Venerdì Santo per assistere alla processione delle "fracchie", gigantesche torce accese per accompagnare la Madonna Addolorata. Infine Specchia, borgo tra i più belli del Salento, esattamente a metà tra lo Jonio e l’Adriatico, con un centro storico medievale intatto, regno di quiete e di armonia ma anche capace di animarsi con la Notte Bianca e la Festa del Cinema.
In Basilicata non si può non andare a Montescaglioso, abitato fin dall'età del bronzo, che ospita una delle più antiche e ricche comunità benedettine del Meridione d'Italia: l'Abbazia di Sant'Angelo merita assolutamente una visita.
Infine Gangi, unico Comune siciliano “Gioiello d'Italia” ed essenza stessa della sicilianità. I prodotti tipici locali, già da soli possono essere l’occasione per trascorrere un week end alla riscoperta del buon cibo e degli antichi sapori. L’atmosfera suggestiva è lo scenario naturale di eventi turistico-culturali, che offrono ai visitatori un’ampia possibilità di godere in pieno il “buon vivere gangitano”.


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