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La città verde di Bloomberg

Le battaglie del sindaco di New York: contro le bevande gassate e contro i contenitori di polistirolo

Ven 29 Mar 2013 | di Manuela Senatore | New York
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Il sindaco Bloomberg ha governato New York per undici anni e, alla fine del mandato, lascerà un’eredità importante e una città più forte di come l’aveva trovata. Ma il sindaco ha ancora molto da fare nel suo ultimo anno. Due battaglie importanti sono quella contro le bevande gassate in formato gigante (di recente il suo divieto è stato bloccato da un giudice di New York) e quella contro i contenitori alimentari di polistirolo, che Bloomberg vuole mettere al bando il prima possibile.

Basta polistirolo

«Il polistirolo è un materiale che distrugge l’ambiente e che pesa sui contribuenti; per fortuna ne possiamo fare a meno», ha detto il sindaco nel suo discorso annuale sullo stato della città. Questo materiale aumenta il costo di riciclaggio di 20 dollari per tonnellata di rifiuti, è virtualmente indistruttibile e impossibile da riciclare. Alcuni commercianti temono che il bando possa danneggiare gli affari. Secondo loro, il polistirolo costa meno della plastica ed è più sicuro per la conservazione dei pasti caldi. Dunkin Donuts (la catena che vende le celebri ciambelle) utilizza questo materiale per servire le sue bevande calde e sostiene che un’alternativa praticabile per ora non esiste. 

Iniziative ambientali

Tra gli obiettivi ambientalisti che Bloomberg ha in mente per la città, c’è anche l’idea di aumentare la quota di riciclaggio rifiuti fino al 30% entro il 2017 e di ridurre le emissioni di monossido di carbonio del 30% in dieci anni. Per le auto elettriche è in arrivo un programma pilota per installare lungo i marciapiedi caricatori capaci di riempire le batterie in 30 minuti.

Infrastrutture e istruzione

Altre priorità riguardano il miglioramento delle infrastrutture cittadine e una serie di progetti da completare, come l’estensione della linea 7 della metro e la terza parte del parco soprelevato dell’High Line. Si pianifica anche di aumentare i punti per la connessione Wi-Fi in tutta la città. Poi c’è il turismo: dopo il record di 52 milioni di turisti in visita a New York l’anno scorso, Bloomberg vuole rendere la metropoli ancora più attraente per i giovani, ad esempio legalizzando gli ostelli per la gioventù “for profit”. L’istruzione è un altro imperativo: un risultato già raggiunto è l’aumento del 40% di diplomi rispetto al 2005, ma il sindaco vuole adottare nuove regole per gli esami e aggiungere 100.000 posti nelle scuole pubbliche. 

Imprese digitali

Il sindaco sta pure lavorando per consolidare New York come luogo prediletto per le nuove imprese (start-up) tecnologiche. L’iniziativa si chiama “We are Made in NY” e prevede una campagna mediatica, un sito Internet, con risorse per le aziende informatiche e per chi cerca lavoro nel settore. Nella metropoli esistono oltre 900 nuove imprese, in maggioranza aziende digitali basate su Internet che dovranno riempire 3000 posti di lavoro. Secondo Forbes, otto tra le aziende tecnologiche in maggiore espansione hanno sede a New York; storie di successo sono quelle di LinkedIn, Seamless e BuzzFeed, il sito di notizie virali che è cresciuto da 15 a 215 impiegati in tre anni. 

Nonostante il suo sostegno al progresso tecnologico, Bloomberg non ama il condizionamento che i media sociali esercitano sulle politiche pubbliche ed è convinto che Twitter e Facebook rendano più difficile governare. Secondo lui, i leader devono ascoltare e rispettare la volontà dei cittadini, ma hanno anche bisogno di spazio per mettere alla prova idee nuove, senza per questo esporsi al criticismo e alle votazioni dirette dei non addetti ai lavori. Ciononostante, Bloomberg utilizza il suo iPad a tutti gli eventi pubblici, e ha una presenza forte nei media sociali con continui aggiornamenti su Twitter, Facebook e Flickr.   


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