acquaesapone Media
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Wi-Fi libero, ora si può

Bar, negozi, alberghi, enti pubblici offrono connessione gratuita, ma i vincoli sono enormi. Oggi però qualcosa cambia

Ven 29 Mar 2013 | di Claudio Cantelmo | Media
Foto di 4

Un recente pronunciamento dell'Autorità garante della Protezione dei dati personali ha liberalizzato la connettività Wi-Fi nei luoghi pubblici. In pratica bar, ristoranti e alberghi potranno offrire il collegamento free alla rete senza quei laccioli burocratici e molto italiani che fino a ieri ne impedivano il decollo. L'Autorità, quindi, conferma l'abrogazione di parte del decreto Pisanu, che nel 2005, quale misura di prevenzione del terrorismo, prevedeva l'obbligo della registrazione dei documenti cartacei dei clienti nel caso di richiesta di utilizzo di connettività internet nei pubblici esercizi.

Wi-fi libero: possibile, ma con qualche cautela
A sollevare la questione, spiega la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), erano stati proprio i provider internet (ISP), cioè coloro che ci permettono l’accesso a internet e alla posta elettronica. In base alla loro interpretazione della legge, i pubblici esercizi avrebbero avuto l’obbligo di registrare i dati e sarebbero stati ritenuti corresponsabili dei siti visitati dai clienti stessi. 
Lasciare aperta una rete è lecito, ma c’è il rischio che, se un utente dovesse utilizzare la connessione per commettere un reato, l'esercente che non possa rintracciare l’identità dell’utente potrebbe doverne rispondere di fronte al giudice.
Ma allora come può un bar, un negozio o un ente pubblico tutelarsi senza dover chiedere l’identificazione all’utente e, a causa delle norme sulla privacy, dovergli quindi far compilare le solite scartoffie?
La Fipe è convinta che le soluzioni esistano: ad esempio esiste la tecnologia che consente di riconoscere chi si connette alla rete Wi-Fi identificando la sua sim card. Ricordiamo che, quando acquistiamo una sim card, ci viene richiesto un documento d’identità. Poiché, inoltre, i service provider per legge conservano per dodici mesi i dati di traffico dei propri clienti (in questo caso sono i gestori dei pubblici esercizi con Wi-Fi), in caso di reato sarebbe facile risalire alla sim card del colpevole e quindi alla sua identità.
Quindi, riassumendo, per le attività che gestiscono un hotspot non è più obbligatorio chiedere l’identificazione del soggetto a cui si fornisce accesso ad internet, ma è consigliabile avere un sistema di registrazione e autenticazione dell’utente, in modo da poter individuare chi commette eventuali attività illecite.

Chi non vuole il wi-fi libero?
L’interpretazione fornita dall’Autorità garante solleva quindi i gestori da qualsiasi responsabilità e inoltre ribadisce come i dati personali dei clienti non possano essere usati senza apposito consenso. 
Ma perché gli internet provider sembrano voler boicottare il Wi-Fi finalmente libero?
è chiaro che, togliendo i mille attuali intralci, farebbero molti più contratti con attività ed esercizi commerciali che forniscano accesso gratuito ai clienti e al pubblico, ma è anche possibile che in una situazione, dove il cittadino trova connessione gratuita ovunque, chi vuole collegarsi ad internet non avrebbe bisogno di pagare un abbonamento per connettersi. 

Salto di qualità, ma con un dubbio
Il presidente della Fipe, Lino Stoppani, ha accolto con soddisfazione la pronuncia del Garante, sottolineando come ora bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari diventeranno sempre più interattivi. Perché si arrivi a una completa liberalizzazione, però, la strada è ancora lunga. 
Si sente innanzitutto l’esigenza di un salto di qualità tecnico e legislativo. Sbloccare l’accesso alla rete nei luoghi pubblici consentirebbe di riportare il paese al passo con quelli più avanzati.
Il presunto paradiso della libera connessione avrebbe però un suo inquietante rovescio: secondo alcuni scienziati lo smog elettromagnetico potrebbe provocare, a lungo termine, danni alla salute. In particolare nel 2009 la BBC mandò in onda un’inchiesta che fece scalpore, ripresa in Italia anche dalla trasmissione Report, che sollevava forti dubbi, specialmente in relazione ai danni che si possono creare a bambini e a persone elettrosensibili, mettendo sotto accusa soprattutto la installazione di reti Wi-Fi nelle scuole o negli asili. L’inchiesta della BBC è stata poi fortemente criticata e  la stessa BBC ha poi effettivamente dichiarato che il trattamento dei dati e degli intervistati non era stato equilibrato.
Sta di fatto che il governo tedesco ha deciso comunque nel 2011 di informare i propri cittadini dei possibili rischi per la salute causati proprio dall’eccessiva esposizione alle radiazioni Wi-Fi. Il portavoce del governo tedesco ha dichiarato: «Non dimentichiamo che il Wi-Fi è una tecnologia relativamente nuova, ancora da sviluppare e sotto certi aspetti ancora da conoscere a fondo». La comunità scientifica e istituzionale nel 2012 ha riconosciuto i rischi, anche gravi, che le installazioni di Wi-Fi possono comportare soprattutto per bambini, ragazzi e giovani in età riproduttiva e raccomanda di limitare l'uso di questa tecnologia nelle scuole, nei luoghi residenziali e nei luoghi pubblici.
Per il momento, in attesa che si accerti cosa fa male e cosa no, basta prendere qualche precauzione, come quella di non lasciare sempre acceso il modem Wi-Fi che abbiamo in casa, spegnendolo la notte o nelle ore in cui non siamo collegati, utilizzandolo solo quando necessario, come del resto il telefonino, perché il problema delle onde elettromagnetiche è lo stesso: dipende dall’uso che ne facciamo. “Una telefonata allunga la vita” diceva una nota pubblicità, ma una telefonata troppo lunga fatta col cellulare o una connessione Wi-Fi accesa anche di notte, magari rischia di accorciarla 

 


 

Vocabolario
Wi-Fi: (Wireless Fidelity= fedeltà senza fili) tecnologia che consente di collegare tra loro diversi terminali (computer, modem, ecc.) attraverso una rete wireless

Wireless: letteralmente "Senza fili", indica una comunicazione tra dispositivi elettronici che non fa uso di cavi

Hotspot: luogo in cui è presente una connessione ad internet (gratuita o a pa-gamento) a cui può accedere il pubblico

Internet service provider: è un’azienda che offre agli utenti accesso ad internet e posta elettronica dietro stipulazione di un contratto

 


 

Dove ci sono più accessi wi-fi PUBBLICI

NEL MONDO

Corea del Sud 186.759
Regno Unito 182.619
Stati Uniti d’America 130.073
Cina 104.106
Francia 35.432
Taiwan 24.148
Russia 16.829
Giappone 15.735
Germania 15.092
Svezia 9.546 
Turchia 7.140
Svizzera 5.908
Italia 5.281
Spagna 5.177

IN ITALIA

Lombardia 1.383
Lazio 707
Emilia-Romagna 531
Toscana 459
Veneto 360
Sicilia 299
Campania 281
Piemonte 252
Trentino Alto Adige 163
Liguria 156
Friuli-Venezia Giulia 133
Puglia 128
Marche 99
Abruzzo 86
Sardegna 82
Calabria 79
Umbria 46
Valle d'Aosta 17
Basilicata 13
Molise 7

 

 

 


Condividi su:
Galleria Immagini