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Grillo, adesso i risultati

La stampa della casta cerca in tutti modi di screditarli. Perciò servono i fatti

Ven 29 Mar 2013 | di Francesco Buda | Attualità
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Hanno portato 54 cittadini in Senato (secondi con il 23,59% dei voti) e 108 alla Camera dei deputati (dove è la lista più votata, con il 25,55% dei consensi). Significa 162 persone con le loro storie da radiografare e analizzare, con le loro facce nuove da scoprire e verificare. Complessivamente nel Parlamento uscito dalle recenti elezioni sono ben 621 su 915 gli eletti per la prima volta. Ma quelli che sono finiti nel vortice mediatico, sotto la lente dei mass media sono loro, i cosiddetti “grillini”. Loro che rifiutano la denominazione di Onorevole e Senatore, non possono evitare di farsi aprire come scatolette, per usare l'immagine (e la foto) con cui hanno inaugurato il loro ingresso tra i banchi di Palazzo Madama. Hanno gli occhi puntati addosso. Ne sentiamo e ne sentiremo delle belle: bugie, manipolazioni o anche verità usate per screditarli. È vero: Grillo e i suoi hanno rivoluzionato la politica e la vera antipolitica è quella di chi ha ridotto il Paese nell'attuale situazione. Molto è cambiato, la casta ha preso schiaffoni alle ultime elezioni, il vecchio modo di spartirsi il potere si è ritrovato fortemente azzoppato. Si è avverato quanto “profetizzato” da Grillo in persona in un'intervista con la rivista “Acqua & Sapone”: «I giornalisti e i politici non sanno cosa gli sta arrivando addosso. Saranno sommersi. È uno tsunami». Oggi, sei anni dopo quell'intervista, il suo movimento (anzi moVimento, con la “V” di “vaffa” maiuscola come amano scrivere loro) è alla ribalta, occupa buona parte della più importante assemblea del Paese, il tempio della massima rappresentanza popolare. «Tanta gente oggi bypassa tv e giornali che sono in mano ai grandi gruppi aziendali», ci spiegava il comico. Ebbene, è ancora così: se molti hanno bypassato la presunta informazione asservita, televisioni e stampa sono tuttora gestite dai soliti gruppi di potere ben legati alla partitocrazia. Perciò non gliene faranno passare neanche mezza a Grillo e ai suoi. Veramente gli faranno vedere le stelle e molte più di cinque! Il Beppe nazionale parla di Pdl e Pdmenoelle (cioè Pd senza la L), per dirci che, secondo lui, il partito di Bersani non è poi così diverso da quello di Berlusconi e che sull'altra sponda, unica alternativa, ci sono loro, i 5 Stelle. Questo è vero di sicuro se guardiamo la comunicazione: il fuoco incrociato della stampa di regime, quella saldamente comandata dalla casta che non ne vuol sapere di mollare il potere e i loro affari, converge contro il MoVimento.
Si è cominciato a parlare di tripolarismo, ossia tre poli nella politica italiana, ma di fatto, al di là degli schieramenti, i poli sono due:  da un lato quelli che gli ingrillati li vogliono mandare a casa e dall'altro Beppe e le sue stelle. C'è da aspettarsi nuovi scandali ogni giorno, alcuni veri, altri inventati probabilmente. Difficile che basterranno i due consulenti ingaggiati da Grillo per la comunicazione dei “suoi” parlamentari.
“Acqua & Sapone” non ha mai voluto prendere soldi o “favori” da lobby e politicanti. Da sempre facciamo certe battaglie: ambiente, raccolta differenziata, efficienza energetica, acqua pubblica, trasparenza amministrativa, economia al servizio della Persona, informazione indipendente, ecc., ecc. Da sempre questa rivista si mantiene sganciata dalla casta, di qualunque colore sia. E continueremo a farlo. Non ci perderemo appresso scandali o scandaletti gossippari a scopo politico, ma senz'altro anche su Beppe Grillo e sul MoVimento stellare saremo attenti e liberi, indipendenti. Ora non possiamo ignorare che hanno tante poltrone in Parlamento e che hanno un grosso peso nel decidere. Ha scritto Grillo nel comunicato politico n. 53: «Sarà un cambiamento epocale, duro, sbaglieremo, sbaglierò, mi accuserete di qualsiasi cosa, non lo so. [...] Quindi dateci una mano piuttosto che martellarci, a me e a Casaleggio, di darci delle martellate in testa, dateci consigli, una mano, abbiamo bisogno tutti uno dell’altro. Grazie». Il martellamento è iniziato subito e potente. “Acqua & Sapone” non si è mai messa a fare la macchina del fango contro qualcuno in particolare, né dato notizie o manipolato i fatti per propri interessi e non faremo scandalismo contro i 5 Stelle. Ci interessa però che decidano, che esercitino prerogative e strumenti per i quali sono stati eletti. Milioni di italiani, compresi quelli che non li hanno votati, si aspettano che si mettano al lavoro per il Paese. Ed è sacrosanto che rispondano alle domande. “Tutti a casa” è il loro slogan. Stiamo attenti però, perché a casa ci vanno tutti, sì, ma soprattutto quelli che ancora lavorano, gli imprenditori che ancora resistono. «Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno!», ha annunciato Beppe Grillo. In quella scatola ora ci stanno pure loro: non facciano i tonni, non sprechino questa occasione, è l'ora dei fatti. Non si tratta di vendersi, ma di trovare un modo per governare il Paese. Altrimenti sarà solo un'occasione (unica) sprecata. E a casa ci andranno pure loro, con le loro belle idee prostellari. La stella da seguire per rispondere agli attacchi a mezzo stampa adesso è una: portare risultati in Parlamento. Al momento in cui scriviamo, una cosa è certa: il Presidente della Repubblica uscente è nel “semestre bianco”: non può sciogliere le Camere e il suo mandato scade il 15 maggio. Quindi fino a quella data deputati e senatori devono stare al proprio posto qualunque cosa succeda. Non c'è da aspettare: i cinquestellati ora sono in pista, che ballino!

 


 

5 Stelle: che significa?

• una stella per l'ambiente 

• una per la connettività (internet libero e gratis per i cittadini)

• una per l’acqua pubblica

• una per la mobilità sostenibile 

• una per lo sviluppo

 


 

Indagati e condannati in Parlamento. Ancora
23 al Senato e 26 alla Camera dei deputati: sono i 49 personaggi che hanno avuto o hanno tuttora problemi con la giustizia tra i neoparlamentari elencati da Il Fatto Quotidiano. Tre risultano addirittura condannati in via definitiva: Umberto Bossi e Matteo Bragantini (Lega Nord) e Salvatore Sciascia (Pdl). 

 


 

I potenti apprezzano. Ma i tg non lo dicono

«Risultato abbastanza entusiasmante», «segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo». Così Jim O’Neill, presidente dell’unità di gestione della Goldman Sachs, tra le maggiori banche d'affari del mondo, ha definito il risultato elettorale di Beppe Grillo. Parole positive anche dal mondo agricolo e industriale e persino da potenti americani: «Mi piace molto Grillo quando parla del nostro olio di oliva», ha detto Sergio Marini, presidente della Coldiretti, esprimendo «grande sintonia sulla difesa del Made in Italy». «Mi sono svegliato e mi sono detto che forse va bene per l'Italia. Io sono un ottimista: va bene perché sono giovani, quindi io sono fiducioso», ha detto Lorenzo Del Vecchio, padrone del colosso Luxottica, che non disdegnerebbe un Beppe Grillo capo del governo: "Perché no? Non credo che sia più stupido di quelli che abbiamo avuto fino adesso...». 
A sorpresa l'ambasciatore Usa in Italia, David Thorne, ha esortato i ragazzi del liceo Visconti di Roma: «Voi giovani siete il futuro dell'Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il MoVimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento». 
Ma quale tg lo ha detto? 

 

 Leggi l'intervista a Beppe Grillo di Aprile 2007

 


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