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Il presunto volto della Madonna

L’incredibile storia delle due immagini che ritrarrebbero la Madonna alle nozze di Caana donate da lei stessa ad una veggente

Ven 29 Mar 2013 | di Alberico Cecchini | Attualità
Foto di 2

Quasi nessuno ha mai visto queste due immagini ed è difficile imbattersi in esse, pur navigando sui siti web cattolici. Si tratta di immagini che - incredibilmente - ritrarrebbero la Madonna alle nozze di Caana, con tanto di orecchini donati dal suo sposo San Giuseppe. Per sovrabbondanza d’amore, la Madonna avrebbe donato queste due immagini a una donna di Roma, sconosciuta ai più, ma di grandissima importanza per la storia della Chiesa: Luigina Sinapi. Veggente molto ascoltata da Papa Pio XII, morì 35 anni fa, il 17 aprile 1978.
Le immagini della Vergine rimasero impresse in una sua diapositiva della Terra Santa, che stava guardando a casa sua, in zona Piazza Re di Roma, dopo una visione della Vergine con Gesù alle Nozze di Caana.
Luigina Sinapi nacque a Itri in provincia di Latina, dove già da bambina diceva spesso di giocare con Gesù Bambino a nascondino e a rincorrersi. La sua mamma, preoccupata da questi fatti, la portò da Padre Pio che le disse: «Dio si manifesta in lei con la sua volontà». Luigina nella sua vita avrebbe poi incontrato Padre Pio più volte, anche in bilocazione. Addirittura mentre era a colloquio con Papa Pio XII, San Pio sarebbe comparso per dialogare con loro. Anche la Madonna le appariva ogni primo sabato del mese.
Una mattina d’aprile del 1937, Luigina si trovava nei pressi dell’Abbazia delle Tre Fontane, proprio dove si dice che San Paolo fu decapitato e la sua testa, rotolando per tre volte, fece sgorgare tre fontane dalla terra. Luigina si inoltrò fra gli eucaliptus inconsapevolmente fino a una grotta malfamata: qui si trovò davanti alla Madonna che le fece notare in un angolo lo scheletro di un bimbo abortito e insepolto. Luigina seppellì i piccoli resti. La Madonna, poi, le confidò un’incredibile profezia che poi puntualmente si avverò: «Esattamente fra dieci anni, tornerò in questo luogo. Mi servirò di un uomo che oggi perseguita Me e la Chiesa Cattolica e vuole uccidere il Papa. Ora tu va’ in piazza San Pietro, troverai una signora vestita così… e le chiederai di condurti da suo fratello Cardinale: porterai a lui il mio messaggio. Da questo luogo, stabilirò a Roma il trono della mia gloria. Inoltre dirai al Cardinale che presto sarà lui il nuovo Papa».
Luigina corse a San Pietro, dove incontrò quella donna vestita come le era stato descritto. Era la marchesa Pacelli, che subito la condusse dal fratello, l’allora Cardinale Eugenio Pacelli, Segretario di Stato. Il quale credette a quella ragazza di 21 anni come a un’inviata da Dio. Dieci anni dopo, il 12 aprile 1947, la Madonna apparve in quella stessa grotta al protestante Bruno Cornacchiola e ai suoi tre figlioletti, lo convertì dai suoi tristi intenti. Quando poi Bruno raccontò tutto al Papa, Pio XII, già al corrente di tutto, ebbe l’ennesima conferma del carattere divino delle rivelazioni ricevute dalla veggente.
Cornacchiola apparteneva alla setta protestante degli Avventisti, dai quali sviluppò una forma di odio verso la Chiesa e i suoi dogmi. Voleva uccidere il Papa per liberare il popolo da una schiavitù e da un’ignoranza nella quale, come gli insegnavano, lo teneva la Chiesa.
Tra gli Avventisti era diventato direttore della gioventù missionaria. In questa veste educava la gioventù a rifiutare l'Eucaristia, perché non la riteneva presenza reale di Cristo; a rifiutare la Vergine, che non era Immacolata, a rifiutare il Papa che non era infallibile. Doveva parlare di questi argomenti il 13 aprile 1947, che era di domenica. Il giorno prima, sabato, portò i bambini in campagna per stendere appunti su quello che doveva dire il giorno seguente.
Mentre i bambini giocavano, il bambino più piccolo di 4 anni rimase solo, seduto ai piedi di un albero di eucalyptus, di fronte a una grotta naturale. A un certo punto lo vide inginocchiato davanti alla grotta che mormorava: «Bella signora!». Arrivò la sorella e si inginocchiò pure lei esclamando: «Bella signora!».
Poi anche Gianfranco il più grande s'inginocchiò ed esclamò: «Bella signora!». Cercò di farli alzare, ma sembravano pesanti quintali. Spaventato invocò l’aiuto di Dio e ad un tratto vide due mani bianchissime uscire dalla grotta che gli toccarono gli occhi. Poi vide una luce magnifica, splendente, come se il sole fosse entrato dentro la grotta e vide quella che i suoi bambini chiamano la “Bella Signora”. Gli disse: «Io sono quella che sono nella Trinità divina: sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti. Ora basta. Rientra nell'ovile e obbedisci».
Poi aggiunse tante altre cose per il Papa, per la Chiesa. Cornacchiola La descrisse come una donna orientale, snella, bruna, occhi bellissimi ma non neri, carnagione scura, capelli lunghi e neri. Una donna bellissima, dai 18 ai 22 anni. Giovane nello spirito e nel fisico.
La Vergine gli sarebbe apparsa altre volte per dare messaggi per la Chiesa e per l’umanità. Fra cui l’invito alla Confessione per nove primi venerdì del mese, la grande promessa del Sacro Cuore di Gesù per ricevere grandi benedizioni.         

 


 

Il bambino disse: «Era de ciccia!»
Esposizione di mons. Cecchi: «Io facevo il cancelliere, quindi dovevo scrivere tutto quello che veniva detto dalle persone che venivano interrogate. Il presidente del tribunale Mattioli dettava e io quindi scrivevo soltanto tutto quello che veniva appunto detto nell'interrogazione. E fu interrogato Bruno Cornacchiola, nessuno ricorda quante volte, ma certamente più di una volta, perché si volevano tutti i particolari del caso e poi si era giunti a interrogare i bambini. Alla domanda: “Di’ un po’: ma com’era quella statua là?”. Il bambino Gianfranco rispose: “Ma no, macché! Era de ciccia!”».

 


 

IL DOGMA DELL’ASSUNZIONE
«Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. In questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli. Le Ave Maria che voi dite con fede e con amore sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù». è una parte di un messaggio a Luigina Sinapi destinato al Papa per confermargli il dogma della Assunzione in cielo con tutto il suo corpo, dogma che poi proprio Pio XII proclamò, superando così ogni suo dubbio.

 

 


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