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Il cinema dopo le fiction da record

Il segreto del successo mondiale della Lux Vide? Storie vere capaci di suscitare riflessioni profonde che rimangono nell’animo

Lun 29 Apr 2013 | di Giuseppe Stabile - zonastabile@ioacquaesapone.it | Zona Stabile
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Abbiamo incontrato Luca Bernabei che, insieme alla sorella Matilde, ha prodotto il film diretto da Giacomo Campiotti.
Cosa vi ha spinto ad esordire nel cinema?
«Soprattutto il nostro interesse per i giovani e il desiderio di entrare in contatto con loro portando un messaggio positivo. Le fasce più deboli e meno protette di pubblico sono proprio i ragazzi e gli adolescenti, che vengono generalmente rappresentati dai media nei comportamenti più estremi e demenziali. Quasi come se i nostri figli fossero soltanto violenti, sessuomani e indifferenti alla vita. Queste componenti sono certamente presenti, ma sappiamo che nella maggior parte dei casi c’è molto di più».  

Perché avete scelto il best seller “Bianca come il latte, rossa come il sangue” per cimentarvi anche nella cinematografia?
«La storia raccontata nel bellissimo romanzo di D’Avenia rispecchia molto le nostre convinzioni culturali e i valori che incarniamo: per noi era importante comunicare che tra i giovani ci sono anche l’amore e la passione, così come la voglia di aiutarsi nelle situazioni difficili, comprese la malattia e la morte. Inoltre, volevamo evidenziare che nel nostro Paese, nonostante tutto, ci sono ancora molti professori che danno la vita per gli studenti. Le vicende narrate ci hanno permesso di rivolgerci a un target di pubblico un po’ diverso rispetto a quello al quale ci rivolgiamo abitualmente con le fiction televisive, che parlano a spettatori di tutte le età, soprattutto donne».

Qual è la missione editoriale della Lux Vide?
«Abbiamo sempre presente il messaggio di nostro padre Ettore, fondatore e attuale Presidente Onorario della nostra società: al primo posto c’è il rispetto dovuto agli spettatori, qualsiasi mezzo di comunicazione si usi. Sentiamo il dovere di raccontare la tensione al bello e la lotta per migliorarsi di ogni essere umano, testimoniando anche i comportamenti più alti e edificanti di tanti uomini e donne del nostro tempo e del passato. Siamo convinti che la tendenza esistente nei media a evidenziare il lato peggiore della realtà sia diseducativo e renda un cattivo servizio all’umanità. Come padre sento una responsabilità importante sulla scelta dei contenuti da trasmettere».

Come mai tanta superficialità e violenza, soprattutto in televisione?

«Per rispondere sarebbe necessaria una lunga analisi, ma vorrei sottolineare che per fare una buona comunicazione occorrono delle persone ben preparate anche culturalmente ed umanamente: essere comunicatori responsabili richiede, oltre che una buona tecnica, anche una maturità interiore».

Che cosa fare per invertire la tendenza?

«È necessario un grande lavoro di formazione, scegliendo dei giovani capaci ai quali, nel corso degli anni, permettere non solo di studiare ma anche di crescere gradualmente sperimentando la professione autoriale. Purtroppo, la Chiesa Cattolica ha un po’ abbandonato il mondo della comunicazione, ma spero che ci sia un suo rinnovato impegno per diventare di nuovo protagonista in quest’ambito fondamentale, come fece ad esempio nel Rinascimento facendo lavorare Giotto ad Assisi e Michelangelo a Roma. Ritengo che quella fosse una vera comunicazione, che aiutava il popolo a fare propri i valori della Bibbia, non solo con le parole, ma anche attraverso le immagini e l’arte. Oltretutto, i mass media sono controllati da personaggi che non amano la Chiesa e la attaccano in modo prevenuto, parlando solo di imbrogli e scandali più o meno reali, senza evidenziare il suo immenso impegno nella carità. Con l’elezione di Papa Francesco c’è stata una rinnovata attenzione a livello comunicativo che speriamo continui nel tempo: la nostra società ha una grande sete di spiritualità!».

Come riesce a coltivare la sua spiritualità tra i numerosi impegni professionali e i sei figli?

«M’impegno per riservarmi momenti d’interiorità e meditazione, cercando uno spazio personale soprattutto la mattina presto, anche per l’ossigeno fondamentale della preghiera. L’importante è non cadere nella trappola di voler organizzare tutto badando solo all’efficienza, cercando di mantenere un rapporto sano con mia moglie, non limitato alle esigenze “tecniche” della famiglia. Questa lotta per la salute della propria anima la devono affrontare non solo i credenti, ma chiunque voglia provare a dare una luce nuova alla propria esistenza».

Che cosa vuol dire avere un padre come il Presidente Ettore, che a novantadue anni continua ad essere testimone coerente di una Fede incarnata per una vera comunicazione?
«La sua figura per me è una grande grazia: avere accanto un maestro di vita è la cosa più bella che possa capitare. Sono grato a Dio che mi ha permesso di averlo prima come padre e poi come compagno di lavoro: da lui ho imparato moltissimo. La sua testimonianza è molto forte e sono consapevole della responsabilità che rappresenta portare avanti la società che lui ha creato: mi impegnerò sempre al massimo per essere all’altezza della sua ispirazione, cercando contemporaneamente di esprimere anche la mia originalità. (per approfondire la figura di Ettore Bernabei leggi l’intervista su ioacquaesapone.it)».                                              



L’ESORDIO NEL CINEMA DELLA LUX VIDE
Nato dalla collaborazione tra Lux Vide e Rai Cinema, il film “Bianca come il latte rossa come il sangue” è la trasposizione cinematografica diretta da Giacomo Campiotti dell’omonimo best seller di Alessandro D’Avenia. Tra gli interpreti spiccano Luca Argentero, Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino e Gaia Weiss. La colonna sonora è firmata dai Modà.



SOLO FICTION CON CONTENUTI DI QUALITÀ
Quando si dice che i programmi della tv italiana sono di basso livello, perché così piace alla gente, sarebbe bene tenere presente il successo ottenuto dalla Lux Vide, tutto incentrato sulla qualità. Nata 21 anni fa, l'italiana Lux Vide, guidata da Ettore Bernabei insieme a Matilde e Luca, è presto divenuta uno dei produttori di fiction più importanti del mondo, grazie alla geniale intuizione di Ettore Bernabei di valorizzare in tv le storie della cristianità. Le 21 fiction del progetto Bibbia hanno il record di essere state vendute addirittura in 140 paesi. La miniserie “Joseph” ha vinto il prestigioso Emmy Award, l’Oscar della tv americana, mentre “Jesus”, co-prodotta con la CBS, ha ottenuto 25 milioni di spettatori negli Stati Uniti e una seconda nomination agli Emmy. Sono nate poi le miniserie “Papa Giovanni” (share record del 52%), “Madre Teresa”,  “Padre Pio”, “Don Bosco”, “Chiara e Francesco”, la miniserie sulla vita di Karol Wojtyla da 13 milioni di spettatori. Nel 2007 arriva “Guerra e Pace”, con 7 Paesi coproduttori, il più grande investimento economico televisivo europeo. Le ultime coproduzioni di successo sono state “Coco Chanel”, “Pinocchio”, "Sotto il cielo di Roma", "Cenerentola" e "Maria di Nazareth". Per “Coco Chanel” la Lux Vide ha ottenuto la nomination come miglior miniserie e miglior attrice (Shirley MacLaine) agli Emmy Awards 2009 ed una nomination ai Golden Globe.


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