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L’Italia non è un Paese per automobilisti

il caos della mobilità in Italia dove, forse, è meglio non avere la macchina

Lun 29 Apr 2013 | di Armando Marino | Soldi
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L'ultima goccia è stato il furto. Sì, era assicurata e c'è il rimborso, ma quando ti portano via la macchina ci sono comunque da affrontare un sacco di grane. Senza contare: autovelox in agguato per fare cassa, difficoltà di parcheggio, parcheggi a pagamento, multe per il parcheggio, aumenti della benzina che cadono invariabilmente poco prima di ogni partenza di massa, costi allucinanti delle riparazioni, ticket per entrare in centro, costo galoppante delle tariffe autostradali, incessante aumento del premio assicurativo pur non avendo fatto incidenti, ingorghi del traffico, blocchi del traffico, costante aggiornamento della normativa ecologica (filtri antiparticolato, euro 3, euro 4, euro 5 e chi più ne ha più ne conti), revisioni sempre più ravvicinate, tasse e bolli. Quasi quasi penso al cattivo affare che ha fatto il malcapitato ladro della mia auto, ma lo sa che si è messo al volante di un guaio ambulante? Ma no, per lui è diverso: o l'ha rivenduta in Paesi meno nemici dell'auto o l'ha usata per un breve spostamento, tanto per lui anche se non paga il ticket per il centro, il parcheggio a pagamento, il premio della polizza, non è un problema. Sarebbe ora di dircelo chiaro: l'Italia non è un Paese per automobilisti. L'importante poi, naturalmente, è non frignare se la Fiat chiude qualche stabilimento. E a fine 2013, dice Confesercenti, avremo ridotto del 28% in tre anni il consumo di benzina e del 14% di gasolio. Abbiamo eletto l'auto a nostro nemico sociale e ci sono anche valide ragioni per farlo. L'assurdo è che per anni abbiamo incentivato con soldi pubblici l'acquisto dell'auto, riempiendo le strade delle nostre città di veicoli che spesso restano parcheggiati inutilizzati. Parallelamente costruivamo un sistema di regole e paletti che rendevano infernale la vita dell'automobilista. Io non sono affatto un maniaco del volante, anzi. Ma mi chiedo perché la nostra società si sia infilata in questa incresciosa contraddizione. Allo stesso tempo abbiamo la più scarsa rete di metropolitane d'Occidente e un sistema di taxi che costa di più della maggior parte delle altre grandi città del mondo. Sarebbe molto più razionale scegliere una strada e andare fino in fondo: auto libera da vincoli o al contrario vietata, a favore di mezzi pubblici che, senza traffico privato, sarebbero automaticamente migliori. Il caos della mobilità è la fotografia dell'inefficienza della nostra società. E io ho deciso di smetterla di prendermela con la politica (che pure lo merita ampiamente) e di agire: da oggi non sono più possessore di un'auto. Per la mia mobilità usufruirò di ogni tipo di alternativa praticabile: moto, bici, mezzi pubblici, taxi, car sharing, car pooling, noleggio. Se non funziona, posso sempre tornare indietro. In ogni caso, appuntamento tra qualche mese su queste pagine, se volete sapere come è andato l'esperimento. 


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