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Bastano tre giorni: parola di tata

Nanna, pappa, cacca e capricci risolti da un libro: sarà vero?

Lun 29 Apr 2013 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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Mi è capitato di sentirne parlare al lavoro, ma non ci avevo prestato grande attenzione. Poi di nuovo a scuola del più piccolo dei miei due pargoli. Prima ne discutevano due mamme, poi anche le maestre. E allora mi sono incuriosita: il nuovo libro di culto su come allevare i propri bambini è “Bastano 3 giorni: con il metodo della tata più famosa del mondo”. Suddetta tata risponde al nome di Kathryn Mewes, autrice del volume che sta spopolando tra le mamme nelle ultime settimane. La signora, dicono le note caratteristiche, è una tra le “più note diplomate” del Norland college di Bath, “l'istituto che da oltre un secolo sforna le migliori puericultrici del mondo”. Insomma una donna con tanti “più” sul curriculum che, sulla scorta della sua preparazione ed esperienza professionale con l'educazione di tanti bambini di famiglie di tutto il mondo, ha messo a punto il “programma dei tre giorni“, che dovrebbe consentire a noi mamme di affrontare o prevenire i principali problemi educativi dei nostri cuccioli: “Le famiglie che lo leggeranno e ne metteranno in pratica le preziose indicazioni potranno risolvere i problemi di nanna, pappa, cacca e capricci in soli 3 giorni”. Urca! Leggendo queste righe, ammetto di aver immaginato il libro come un cofanetto al cui interno c'è una bacchetta magica: ci sono genitori che sulla sacra triade nanna, pappa, cacca ci perdono la salute per anni! Non voglio affatto criticare questo saggio, anche perché non ho ancora avuto l'opportunità di leggerlo, sebbene va detto che una presentazione così iperbolica forse non rende giustizia alla signora Mewes. La quale appartiene a una categoria professionale, quella delle super-tate, che negli ultimi anni sta vivendo un momento di grande fortuna. Date un'occhiata sugli scaffali specializzati delle librerie e vedrete quanti saggi di tate in giro. E poi ci sono i programmi tv che vedono protagonisti team di educatrici che intervengono come super eroine sul luogo del misfatto genitoriale per combattere ogni deviazione dall'ortodossia educativa e rimettere in carreggiata disperati genitori. Le tate, insomma, sono le nuove guru. E non è un fatto solo mediatico: professioniste come la signora Mewes arrivano a guadagnare centinaia di euro al giorno per i loro interventi, soprattutto quando si tratta di sbloccare situazioni di particolare criticità. Si tratta non di semplici baby sitter, ma di “crisis manager” pronte a risolvere complesse situazioni di degrado della vita familiare, legate alla difficoltà di gestire il rapporto tra figli e coniugi. Esistono agenzie che reclutano le più in gamba e trovano loro contratti anche su scala internazionale. Un esempio è la Nanny & Butler, un'agenzia internazionale fondata da una signora padovana, che offre anche impieghi in Medio Oriente: pare che tra i ricchi arabi i servizi educativi avanzati siano piuttosto richiesti. Personalmente non dubito dell'importanza di un approccio corretto nell'educazione dei bambini e certamente i consigli derivati dalla pedagogia, che si basa sull'esperienza e sugli studi, possono essere preziosi. Ma il boom di queste figure mi fa pensare al rischio di complicare e strutturare fin troppo il rapporto tra genitori e figli. Possibile che per diventare padri e madri sia necessario “un metodo”? A rafforzare l'impressione è anche il risultato di un veloce screening dei libri più venduti sul tema della vita familiare. Scorrendo la classifica settoriale di Ibs.it, un sito che vende libri via web, si vede che la classifica è composta praticamente di due sole tipologie di titoli: quelli relativi alle diete e quelli sull'educazione dei figli. Ed è esattamente questa la mia sensazione: che si stia applicando all'educazione ai figli lo stesso approccio delle diete. Applichi il metodo e tutto andrà a posto. Quante di voi sono riuscite a dimagrire così? 


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