acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Renzo Arbore: nessuno come me

“Non mi piace la tv dei... no talent!”

Lun 29 Apr 2013 | di Boris Sollazzo | Interviste Esclusive
Foto di 6

Un signore sorridente. Ma anche malinconico da quando una malattia infame gli ha portato via l'amore di sempre, Mariangela Melato. Sorride al suo ricordo, tenero, ma ancora non ne vuole parlare. E allora guarda al passato e alla “sua” città. Alla tv che lui ha inondato di ben 14 format originali (e che possiamo rivedere, dal 30 marzo scorso, nella seconda serata di RaiUno, di sabato), a Napoli, che porta in giro per il mondo e che ha visto, ferita, dall'attentato alla Città della Scienza. Un signore, dentro e fuori il mondo dello spettacolo, un uomo generoso e un talento straordinario. Ecco chi è Renzo Arbore.

La Rai si ricorda di lei e rimette in palinsesto i suoi programmi geniali. Contento?
«Senza dubbio è un bel riconoscimento. Soprattutto per una tv come la mia, orgogliosamente artigianale e d'improvvisazione, che privilegiava l'invenzione all'ossessione della scaletta di questi anni. Boncompagni ed io – soprattutto lui, va detto -, ci fissammo che in America si faceva così e che dovevamo provare a rifarlo. Lui di Arezzo, io di Foggia, eravamo abbastanza provinciali per farlo!».

Un modo di stare sul piccolo schermo che forse nessun altro sa replicare?
«Oggi ci sono ottimi professionisti, bravissimi attori comici, che fanno satira, che scrivono, però la genia degli improvvisatori, quella di Alto Gradimento, per esempio, non c'è. Lo dico senza falsa modestia, ma in questo campo professionisti come me non ce ne sono, o meglio uomini di spettacolo che mettono in piedi certe imprese non ne vedo, almeno. E neanche artisti all'altezza di quel modo di raccontare la televisione. Sono sincero: alcuni ne conosco, ma non sono colleghi, sono degli amici. Dopo Arbore – ride, invitandomi a prenderlo poco sul serio -, quel modo di fare programmi televisivi è un po' sparito. Noi rispettavamo il nostro pubblico, lo coinvolgevamo, non l'abbiamo mai considerato un elemento passivo, una massa di persone poco intelligenti. Ora fanno una tv ben confezionata, ma ti manca quella che ti entra dentro, che magari ti fa ridere di pancia».

Qual è il format a cui è più affezionato?
«“Cari amici vicini e lontani”, perché mi trovai a intervistare Walter Chiari, il Quartetto Cetra, Corrado, Nunzio Filogamo: ero timidissimo».

Lei manca in tv: quando torna?
«Per ora osservo e mi diverto con il mio Renzo Arbore Channel, su internet. La Rete è un dono della Provvidenza che ci ha cambiato la vita, come l'invenzione della stampa. E che ti permette di scrutare il passato. E il passato altro non è che una delle fondamenta del futuro. C'è buona parte dell'archivio di ciò che ho fatto in tutta la carriera sul mio canale web, interviste che non ricordavo d'aver fatto, trasmissioni speciali, insieme a miei ricordi e montaggi. Mi piace sperimentare, divertendomi. E poi per un nuovo format mancano anche i compagni di viaggio, di cordata, che sono l'elemento più importante».

Per ora meglio la sua Orchestra Italiana?

«Sì, è la mia vita, e poi siamo tanti e abbiamo molte date internazionali, non potrei neanche volendo interrompere quest'esperienza! Portare ovunque la cultura partenopea mi rende felice, anche se Napoli, come amministrazione, non mi e ci ha mai dimostrato molta gratitudine. Dal Comune, per dire, non abbiamo mai avuto alcun aiuto, eppure dall'America al Giappone abbiamo tenuto alto il nome di Napoli. Mi sembra che la politica continui a dare poca importanza alla cultura. E non mi riferisco solo a me».

Serve una rivoluzione civile e culturale?
«Sì, che parta dalla giustizia. L'inciviltà dei colpevoli deve essere nota a tutti: siano presi, puniti ed esposti. A giudicare dagli ultimi eventi politici forse qualcosa sta cambiando: c'è un vento nuovo in Parlamento. Magari nel futuro avremo finalmente qualcosa di diverso».

La rivoluzione di cui parla viaggia proprio su internet.
«Già, anche io andrò in streaming su renzoarborechannel.tv! Ma non come Bersani che, poverino, l'ha fatto inutilmente. E io, poi vado su internet per ritrovare cose passate, un po' per lo stesso motivo per cui suono, per rimanere lontano proprio dal piccolo schermo. Ed è meglio per tutti, no? Guardate Beppe Grillo per non saper star lontano dalla tv cos'ha combinato! (Ride di gusto - ndr)».

Cosa pensa dei talent show?
«Non voglio fare il moralista: certo è che preferisco la tv del cazzeggio, ormai estinta. E anche la satira mi manca, ma non quella sull'attualità, quella che esce fuori dal contingente, un po' come facevamo noi a “Indietro tutta”. Ma non ho nulla contro quei format: sai che ti dico? Molto meglio i talent che… i no talent! Mi dà più fastidio la tv che guarda solo i numeri».                                      



MULTIFORME INGEGNO
Si farebbe prima a dire cosa non è Renzo Arbore, tanti sono i suoi talenti. Conduttore radiofonico (“Alto Gradimento” su tutti) e showman televisivo; talent scout comico (senza di lui ora forse non sapremmo chi è Benigni) e canoro; capitano coraggioso de L'Orchestra italiana, che ha riportato, da sola, la musica napoletana nel mondo; inventore di format per il piccolo schermo rimasti nella storia (da “Quelli della notte” a “Indietro tutta”, da “Speciale per voi” a “L'altra domenica”). Clarinettista – e con una canzone deliziosamente maliziosa chiamata proprio “Il clarinetto” quasi vinse il Festival di Sanremo – attore e regista geniale (pensate a “Il Pap'occhio” e a “FF.SS”: «Cioè... :che mi hai portato sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?»). Ama dire che ha ispirato lui, con il suo abbigliamento giovanile, Renato Carosone per “Tu vuò fa l'americano”.  Da sempre è uno scapolo romantico: ha incrociato i suoi sentimenti con Vanna Brosio, Gabriella Ferri, Mariangela Melato e Mara Venier. Per poi tornare, dal 2007 fino all'ultimo giorno della grande attrice, con l'amore della vita: la Melato, appunto. L'ha pianta con amore e dignità, pochi mesi fa, ricordandola con parole meravigliose il giorno del funerale.


Condividi su:
Galleria Immagini