acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Ma come fanno a parlare così bene?

Il suggeritore invisibile per fare bella figura

Lun 27 Mag 2013 | di Roberto Lessio | Attualità
Foto di 2

C’è, ma nessuno deve vedere e sapere che c’è: un computer nascosto proietta testi su uno specchio polarizzato che lascia passare solo un determinato fascio di luce, dandogli l’angolatura adatta per essere visto solo da un determinato punto di osservazione e da nessun altro. Si chiama “teleprompter”: è il suggeritore invisibile, che fa dire a politici, conduttori di telegiornali, presentatori televisivi di successo e ai vari conferenzieri sulla cresta dell’onda quel che devono dire. Badate bene: non quello che vogliono dire. Devono solo dare l’impressione di parlare “a braccio” e, guardando direttamente negli occhi l’ascoltatore, risultare molto competenti, bravi e preparati. Mentre in realtà stanno leggendo qualcosa di già scritto o suggerito in quel momento da altri. Ma se per un qualche motivo quell’aggeggio si rompe o non funziona adeguatamente, restano letteralmente senza parole. E la figuraccia è assicurata. Si tratta per l’appunto di due specchi polarizzati, mentre i computer sono a loro volta nascosti e posti alla base dei due arnesi. Spesso, in questo caso se ne aggiunge un terzo molto più grande situato di fronte all’oratore, ma alle spalle dello stesso pubblico. In tal modo quell’oratore può alternare lo sguardo da un lato all’altro, soffermandosi qualche volta al centro, dando l’impressione di rivolgersi con gli occhi direttamente a chi lo sta ascoltando per dirgli quello che sta pensando, determinando un effetto di convincimento. In realtà sta leggendo un testo preparato apposta per completare questo gioco di impressioni. Il primo ad utilizzare questo suggeritore occulto fu il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, uomo di cinema; molti osservatori ritengono che fu proprio grazie a questo sconosciuto trucco che gli elettori americani rimasero colpiti dalle sue capacità oratorie e lo elessero. Tutti i suoi successori ne hanno fatto uso, anche se con esiti diversi. I Bush, padre e figlio, lo usavano solo nelle cerimonie ufficiali, ma risultavano alquanto impacciati. Veri “maniaci” di questo trucco Bill Clinton e, soprattutto, Barack Obama. Quest’ultimo, però, qualche volta incappa nei pericoli che comporta questa tecnologia senza l’ausilio di una copia cartacea: frasi spezzate perché il testo scorre troppo velocemente sul computer, specchi polarizzati che si rompono o malfunzionanti, balbettio se scompare il testo, con conseguente mancanza di comprensione del discorso. Su internet ci sono divertenti video di queste gaffes. Anche i politici italiani usano il “gobbo elettronico”, spesso incappando negli stessi problemi: il primo è stato Valter Veltroni, durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2008. Ci è cascata recentemente anche la simpatica Geppi Cucciari, presentando la diretta tv del concerto per il 1° Maggio da Piazza San Giovanni a Roma: nel bel mezzo della serata, a causa della pioggia, è sparito il messaggio pre-registrato del suggeritore invisibile al pubblico, lasciando la presentatrice senza parole. Scherzi degli eventi e della tecnologia. 


Condividi su: