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Caccia al lavoratore

Nonostante la crisi, migliaia di posti restano vuoti perché le aziende non trovano candidati

Mer 26 Giu 2013 | di Claudio Cantelmo | Soldi
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Paradossale, beffardo, incredibile: l’aggettivo mettetelo voi. Perché i risultati forniti dal Sistema informativo Excelsior gestito da Unioncamere e Ministero del Lavoro lasciano davvero basiti.
Su oltre 406mila assunzioni non stagionali previste nell’industria e nei servizi per l’anno in corso, in ben 65.500 casi (pari al 16,1% del totale) le aziende segnalano soverchie difficoltà nel reperire candidati. In altre parole, nonostante crisi e disoccupazione da brivido, molti impieghi restano vacanti perché i lavoratori risultano difficili da reclutare.
Il calo generalizzato della domanda di lavoro da parte del sistema produttivo spiega la loro riduzione rispetto allo scorso anno, quando gli introvabili ammontavano addirittura a 117mila unità, poco meno del 20% delle 600mila assunzioni non stagionali preventivate, ma nonostante la conclamata fame di lavoro alcuni profili restano comunque critici da reperire anche nel 2013.

Progettisti informatici, vuoti 9 posti su 10.
Tra quelli a maggior qualificazione professionale, per cui le imprese cercano prevalentemente laureati, spicca il dato della Lombardia dove le aziende considerano introvabili quasi il 90% dei progettisti di sistemi informatici (oltre mille le assunzioni non stagionali previste a livello nazionale). La richiesta di venditori tecnici, invece, è difficile da soddisfare in Piemonte, dove si segnalano difficoltà per il 78% della domanda. In questo caso 2.200 circa le assunzioni previste in tutta Italia. Rarissimi anche i progettisti meccanici in Emilia Romagna, con circa la metà di domande sul fabbisogno regionale di difficile soddisfazione. 

Profilo più basso? Ricercati termoidraulici e camerieri.
Tra gli skill meno elevati, ai quali hanno accesso con più probabilità diplomati e possessori di qualifica professionale, spiccano i casi dei posti impossibili da coprire nel Lazio per quanto riguarda termoidraulici e installatori d’impianti idraulici (circa il 99% delle corrispondenti assunzioni non stagionali è destinata a rimanere inevasa), nonché quella dei camerieri non stagionali in Trentino Alto Adige, non trovati nel 62% delle circostanze.  E ancora, i diplomati dell’indirizzo legno, mobile e arredamento, 180 le assunzioni difficili su quasi 400; prossima al 40% anche la difficoltà di reperire diplomati nell’indirizzo delle telecomunicazioni (230 gli introvabili su 600). Inoltre, il rapporto Excelsior evidenzia le opportunità offerte ai commessi di negozio, addetti all’amministrazione, assistenti di vendita, addetti alla segreteria e magazzinieri, la cui domanda è compresa tra le 10mila e le 6mila unità. Ma se molte delle attività sopra elencate prevedono percorsi alternativi a quello accademico, Unioncamere mette comunque in guardia dal pensare che una laurea non serva: disporre di un livello d’istruzione universitario permette di accedere non solo a professioni maggiormente qualificate, ma anche a retribuzioni più elevate. Resta paradossale, ad ogni modo, che domanda e offerta, pur in questa drammatica congiuntura, sembrino destinate a non incrociarsi. «Un controsenso – afferma il segretario generale di Unioncamere Claudio Gagliardi – che rende sempre più urgente intervenire con un cambio di passo del mondo della formazione: serve uno sforzo straordinario per offrire a tutti i giovani la possibilità di conoscere dal di dentro il mondo dell’impresa e, nello stesso tempo, far apprezzare alle imprese il proprio talento».


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