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Quanto cibo nel bidone!

In Italia il 25% del cibo comprato dalle famiglie viene buttato. ma grazie alla crisi gli sprechi si stanno riducendo

Mer 26 Giu 2013 | di Natascia Galeno | Attualità
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In Italia, secondo Coldiretti, a causa degli sprechi dal campo alla tavola, viene perso cibo per oltre 10 milioni di tonnellate e si stima che finisca nel bidone della spazzatura circa il 25% di quello acquistato dalle famiglie. Oltre ad una perdita di risorse, si tratta anche di un comportamento che contribuisce ad aggravare il problema dei rifiuti prodotti in Italia, pari a 541 chili a persona all’anno, per un totale di 32,5 milioni di tonnellate, dei quali quasi un terzo è di natura organica.
Se può consolare, non si tratta di un problema solo italiano, infatti, circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano a livello mondiale viene buttato o perso, così come le risorse utilizzate per produrlo.
Secondo la FAO, le perdite e gli sprechi di cibo ammontano a quasi 680 miliardi di dollari nei Paesi industrializzati e a circa 310 miliardi di dollari nei Paesi in via di sviluppo. Nei Paesi industrializzati gli sprechi avvengono nelle fasi della vendita e del consumo, con un valore medio pro capite per un consumatore europeo o del Nord America che si attesta tra i 95 e i 115 kg l'anno, mentre i consumatori nell'Africa Sub-Sahariana e nel Sud Est Asiatico sprecano annualmente fra i 6 e gli 11 kg di cibo pro capite.

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLO SPRECO
Per monitorare la situazione italiana e per trovare delle politiche che limitino gli sprechi, è stato recentemente presentato, nell'ambito dell'Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, l'Osservatorio nazionale sullo spreco che ha promosso, con la Commissione Europea, il primo questionario sullo spreco domestico in Italia. Da questo è emerso che: il 60% degli italiani getta il cibo almeno una volta a settimana. Il 52% dichiara di gettarne meno rispetto a due anni fa. Il 48% lo butta nella spazzatura, invece di donarlo o riutilizzarlo in compost o per nutrire animali.
Traducendo i numeri in soldi, risulta che settimanalmente il 64% degli italiani spreca da 0 a 5 euro; il 22,52% da 6 a 20 euro; il 3% spreca oltre 20 euro.
Ma qual è il motivo degli sprechi?
Secondo i dati emersi dal questionario, nel 40% dei casi si sbaglia il metodo di conservazione. 

LA CRISI RIDUCE LO SPRECO
Ma a fronte di tanti spreconi, due italiani su tre (65%) hanno ridotto o annullato lo spreco di cibo per effetto della crisi, facendo più attenzione agli acquisti nel negozio ed in cucina, dove vengono controllate con maggiore scrupolo le scadenze e più frequentemente si portano in tavola i piatti del giorno dopo. 
A rilevarlo è un’analisi realizzata da Coldiretti/Swg e presentata recentemente in occasione della manifestazione "Eating City, pranzo contro gli sprechi" gratuito per 3mila persone con gli scarti derivanti dal commercio alimentare, realizzato a Torino insieme al mercato degli agricoltori di Campagna Amica. 
Tra gli italiani che hanno ridotto lo spreco, il 59% lo ha fatto utilizzando quello che avanza, il 40% riducendo le dosi acquistate e il 38% guardando con più attenzione alla data di scadenza. Accanto a questi, aumentano quanti vanno ad acquistare direttamente dal produttore nelle botteghe o nei mercati che garantiscono un miglior rapporto prezzo-qualità, ma anche una maggiore freschezza di frutta e verdura che dura anche una settimana in più, non dovendo subire lunghi tempi di trasporto. 

COME RIUTILIZZARE IL CIBO
E a proposito di riutilizzo del cibo, i piatti anti-spreco sono tanti: basta solo un po’ di inventiva e si possono preparare delle ottime polpette, recuperando della carne macinata avanzata e aggiungendo uova, pane duro e formaggio; oppure possiamo cucinare una frittata di pasta, riutilizzando gli spaghetti del giorno prima o ancora possiamo realizzare una pizza rustica consumando le verdure avanzate, avvolgendole in una croccante sfoglia. Se avanza del pane, invece, si può optare per la più classica panzanella, aggiungendo semplici ingredienti, sempre presenti in ogni casa, come pomodoro, olio e sale, per arrivare alla più tradizionale ribollita che utilizza cibi poveri come fagioli, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole, già cotte, da unire al pane raffermo. Sempre il pane, quando raffermo, può diventare pane grattugiato. Ma anche la frutta può essere facilmente recuperata se caramellata, se cotta per diventare marmellata o semplicemente in macedonia.

MILLE SINDACI SPRECO ZERO
Alle iniziative della campagna europea “Un anno contro lo spreco”, per iniziativa di Last Minute Market e di Trieste Next, si è affiancata dal 2012 la Carta Spreco Zero, promossa inizialmente da oltre 100 Sindaci del Nordest ed Euroregione, sostenuti dai Governatori del Veneto, Luca Zaia e del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ora affiancati dalle 64 Amministrazioni dell’Associazione Comuni Virtuosi Italiani, dal Sindaco di Napoli Gianni De Magistris, dal Sindaco di Torino Piero Fassino e da centinaia di altre municipalità italiane. Questi Comuni attiveranno autonomamente, nel territorio di propria competenza, il decalogo di buone pratiche contro lo spreco che riprende le indicazioni della Risoluzione del Parlamento Europeo “Come evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l’efficienza della catena alimentare nell’UE”. La Carta Spreco Zero impegna le amministrazioni che l’hanno siglata a rendere subito operative le indicazioni della Risoluzione del Parlamento europeo, sostenendo tutte le iniziative che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo la filiera agroalimentare per redistribuirli gratuitamente a categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo; e ad istituire programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia. 
La campagna nazionale di adesioni alla Carta Spreco Zero prosegue per tutte le amministrazioni interessate, che potranno comunicare il loro impegno scrivendo a unannocontrolospreco@gmail.com      


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