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Nostalgia di mosca cieca!

Una guida ai giochi (intramontabili) di ieri, in alternativa a computer e tv

Ven 02 Ago 2013 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
Foto di 3

E no, la nostalgia no. Ma che ci posso fare, è proprio quel che ho provato parlando con l'educatore di un oratorio, il quale mi raccontava come la maggior parte dei bambini che lo frequentano non abbiano idea di cosa siano “mosca cieca” e “ruba-bandiera”. Che ci posso fare, sono tornata ai pomeriggi che trascorrevo con amici e cugini, una masnada urlante di bambini che ruotava in tondo come un tornado nello spiazzo davanti casa. Maledetta nostalgia, che sentimento sciocco. Io cerco di combatterlo, mentre invece cedo volentieri alla voglia di provocare un po', di dire quel che non si dovrebbe dire. A proposito: mi hanno scritto un paio di maestre dopo l'articolo del mese scorso in cui maledicevo la recita di fine anno, perché troppo noiosa. Care maestre, non è una critica al lavoro di tutte le scuole d'Italia, peraltro non è che tutte facciano le stesse cose. Non pretendo certo che bambini delle elementari recitino “Aspettando Godot”. Loro, credo, si divertono con le canzoncine. Volevo solo venire allo scoperto e confessare che, anche se amo i miei figli, certi eventi disegnati per i bambini, sono noiosi per gli adulti. E tutto sommato è bello vincere la noia per amor loro. Ma fare finta che sia divertente no, vi prego, non chiedetemelo. A proposito di divertimento invece, quei giochi che ci facevano correre nel piazzale sì che erano divertenti (ma non per le povere orecchie degli adulti che ci stavano intorno). Ma non voglio dire che era meglio prima, basta con le lagne sui bei tempi andati. Del resto ora giocare in strada sembra impossibile. C'è addirittura qualche sindaco che, in preda alla moda delle ordinanze, ne ha fatta una per vietare di giocare a pallone in strada...
Il mio amico educatore però mi diceva che quando lui insegna ai suoi ragazzi quei vecchi giochi di gruppo, loro sono piacevolmente stupiti: ci si può divertire anche senza schermo e joystick! E allora, se avete voglia di provare a ricordare con loro qualcuno di quei passatempi energetici, ecco una mini guida.
Il più classico dei classici è il girotondo, ci si prende per mano formando un cerchio e si gira in tondo cantando “Giro, girotondo, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra”. Al “terra” ci si butta giù poi ci si rialza e si riparte...
“Mosca cieca” è uno dei giochi che portano a qualche sano livido: il gruppo sceglie una persona che viene bendata e cerca di toccare gli altri che gli stanno intorno e cercano di sfuggirgli, chi viene toccato prende il posto del bambino bendato e si ricomincia.
Con “nascondino” siamo sempre agli intramontabili: il prescelto si mette faccia contro il muro coprendosi gli occhi con un braccio e conta fino a dieci, poi va a cercare gli altri che si sono nascosti. Se li vede, indica in che posizione sono e li “cattura” dicendo “tana per xxx dietro la yyy”. Ma se si allontana dalla “base”, il punto del muro in cui aveva contato fino a dieci, i nascosti possono uscire allo scoperto e cercare di arrivare prima di lui alla base, se toccano il muro sono salvi e perde il bimbo che ha contato.
“Un, due, tre stella” era tra i miei preferiti. C'è sempre una persona faccia al muro che si mette una mano davanti agli occhi e conta, “Un, due tre, stella!”. Poi si volta, alle sue spalle i bambini partono da una linea e devono cercare di arrivare alla “base”, immobilizzandosi di colpo quando il bimbo che conta si gira. Se quando si gira vede qualcuno che ancora si sta muovendo, lo rimanda all'inizio del percorso, sennò conta di nuovo fino a tre, i bimbi si muovono e lui si gira ancora e così via.
Infine “rubabandiera” o “bandierina”: divisi in due squadre ci si schiera su due linee, una squadra di fronte all'altra, alla stessa distanza dall'arbitro che tiene nella mano tesa un fazzoletto. L'arbitro chiama un numero che corrisponde alla posizione nella fila di un giocatore per ogni squadra. I due devono correre fino a fronteggiarsi, col fazzoletto in mezzo, ma non si possono toccare l'un l'altro fin che uno dei due non prende il fazzoletto. A quel punto, chi ha preso il fazzoletto corre fino alla propria linea di partenza e se ci arriva senza farsi prendere è un punto per la propria squadra. Si possono anche fare delle finte di acchiappare il fazzoletto, perché se si viene afferrati quando non si ha il fazzoletto in mano, si guadagna un punto.
è più educativo, più sano, più sicuro della playstation. Sta a voi decidere. E soprattutto non farvi prendere dal panico quando due contendenti si daranno una testata o si sbucceranno un ginocchio. Non si cresce anche così? 


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