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Mariella Nava: L’AMORE CI NUTRE

La sensibilitŕ e la schiettezza di un’artista luminosa

Ven 02 Ago 2013 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
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Mariella, hai scritto brani per alcuni dei maggiori cantanti italiani, ma hai anche un pubblico fedele che segue i tuoi concerti. Ora hai pubblicato il cd “Sanremo sì, Sanremo no”: ti senti più autrice o cantante?
«Ho difficoltà a fare questa distinzione, anche se sono più conosciuta come autrice, perché ho avuto la fortuna di scrivere molti testi per grandi cantanti. Durante i miei concerti il pubblico riesce a mettere insieme i due aspetti della mia carriera, soprattutto quando interpreto canzoni mie rese famose da artisti come Andrea Bocelli o Renato Zero. In questo mio nuovo disco, “Sanremo sì, Sanremo no”, canto i miei brani che sono stati presentati al Festival e altri che avrei voluto che partecipassero, ma non sono riusciti».

Con quali colleghi hai stretto rapporti personali più profondi?
«Nel nostro ambito non è facile instaurare rapporti di vera amicizia, soprattutto perché molte volte gli artisti sono delle persone fragili, che al successo reagiscono in vario modo, spesso chiudendosi. Per entrare in relazione con dei musicisti famosi bisogna riuscire ad arrivare all’umanità che hanno dentro, andando oltre la loro corazza. Vivo con molta discrezione la grande amicizia che ho con Renato Zero e sono in stretta relazione anche con la mia concittadina Mietta; ma sono in ottimi rapporti anche con Claudio Baglioni e Gianni Morandi».

Come scopristi il tuo talento?
«Sono nata a Taranto da una famiglia semplice con due genitori in gamba, ultima di tre figli. Avevo sette anni quando nel salone di casa arrivò un pianoforte usato: seguivo con emozione le lezioni che prendeva mia sorella maggiore e presto attirai l’attenzione della maestra di musica. Da quel momento, a differenza di mia sorella, non ho più smesso di suonare. E, finalmente, nel 1985 Gianni Morandi fu il primo a cantare una mia canzone, “Questi figli”, che gli avevo inviato per posta».

Che rinunce hai fatto per seguire la musica?
«Sono felice di aver combattuto per realizzare il mio sogno, ma ho dovuto fare delle scelte non semplici. Da ragazza ho spesso rinunciato ai divertimenti per studiare e in seguito ho rifiutato varie occasioni di facili compensi e visibilità. Ma la rinuncia più difficile è stata quella di non aver avuto figli; amo molto i bambini, ma ho sempre rimandato la maternità, aspettando un ipotetico momento giusto. Purtroppo, molti artisti tendono a mettere le aspettative del pubblico e la carriera prima di tutto, ma poi la natura e la salute ci ricordano che è un inganno porre se stessi in secondo piano rispetto alle persone o agli interessi».

È nota la tua generosità: cosa ti spinge a partecipare a tante iniziative di solidarietà?
«Ognuno di noi dovrebbe esprimere i doni e la luce che riceve continuamente da Dio: ogni volta che li condividiamo, riceviamo energia e diventiamo più forti. In questo momento sento che è necessario aiutarci a uscire da una crisi che è interiore, prima ancora che economica. Siamo stati avvelenati dalla ricerca del facile e dell’immediato, dalla corsa al denaro, falsando la nostra esistenza e le nostre relazioni, anche di coppia. Noi nasciamo per vivere con l’amore, una forza grandiosa che ci nutre anche se manca il cibo; ora abbiamo bisogno di tornare ad un ordine di vita fondato sul valore dell’essere umano». 

Il brano “In nome di ogni donna”, nel tuo ultimo cd, affronta il triste fenomeno della violenza sulle donne. Come valuti la situazione femminile nel nostro Paese?
«Nel mondo purtroppo le donne soffrono moltissimo e spesso non sono rispettate anche nel nostro Occidente. In Italia la violenza dilaga e molte volte non sappiamo quello che succede veramente tra le mura di casa, con grandi sofferenze e rischi anche per i bambini, che da grandi tenderanno a ripetere i medesimi errori. Forse la legge promessa dal Parlamento potrebbe essere utile, ma è un problema soprattutto culturale: dobbiamo ripartire dall’educazione sul rapporto tra i due sessi. Più in generale, soffro nel vedere come i nostri giovani si buttano via così facilmente per il poco amore che sperimentano. Da questo discende anche il dramma dell’aborto, con tante ragazze che vi ricorrono con estrema facilità, perché non riescono a dare valore neanche all’atto sessuale, come se si trattasse di un mero esercizio ginnico. La superficialità con la quale si abortisce è incredibile e non è solo una questione morale, perché l’interruzione volontaria della gravidanza è un dramma anche per la donna che vi ricorre. Non giudico chi sceglie di farlo, ma mi chiedo se una donna che abortisce è consapevole fino in fondo che uccide una vita che viene al mondo attraverso di lei. Io non me la sentirei mai».

Che cosa pensi della fase politica che sta attraversando l’Italia?
«Ormai c’è una confusione incredibile, anche all’interno dei singoli partiti. Ci rendiamo conto come stiamo riducendo la nostra bellissima Nazione e cosa stiamo insegnando ai nostri ragazzi? Anche il sistema dell’informazione sta dando un pessimo contributo: ad esempio, abbiamo visto e capito che al vertice del nostro Paese c’è stato un uomo sbagliato, ma ritengo assurdo che certi processi giudiziari trovino continuamente posto in prima pagina e in tv. Inoltre, è scandaloso come i mass media stiano tentando di dividere in ogni modo il MoVimento 5 Stelle e continuino a colpire Beppe Grillo. Da lui arriva l’unica voce fuori dal coro che dice le cose come stanno, incarnando la protesta che c’è in tutti gli italiani: quasi tutto quello che aveva detto si sta rivelando esatto ed è da ammirare per il coraggio che ha dimostrato non sporcandosi le mani in un’alleanza con Bersani. Però manderei tutti i politici a scuola da Papa Francesco: loro si perdono in parole, mentre lui fa cose concrete e profonde ogni giorno. Il nuovo Pontefice è fortissimo e ha una grande capacità comunicativa: è l’uomo giusto per arginare la negatività di questo momento».

Nel 2007 hai dedicato il brano “La strada” a Papa Wojtyla, che verrà presto proclamato Santo. Com’è nata quest’idea?
«Avevo da poco incontrato Giovanni Paolo II in un’udienza: erano stati solo alcuni istanti, lui era sofferente e tremante, ma quando mi ha guardato negli occhi ho sentito qualcosa che mi è rimasto dentro. Non gli ho raccontato nulla di me, ma con il suo sguardo è come se avesse letto tutto: in quell’uomo ho visto una luce vera! Dopo qualche giorno, un mio amico sacerdote mi chiese di aiutarlo ad organizzare un evento sulla vocazione, un tema che mi sta molto a cuore, dato che tutti ne abbiamo una da esprimere. Mi sedetti al pianoforte e lo sguardo si soffermò sulla foto dell’incontro con Papa Wojtyla: ritrovai quella sua luce e scrissi di getto la canzone  (il video è on line www.youtube.com/watch?v=QXIpWnMfGdA - ndr)».

La fede si riflette nella tua vita quotidiana?
«Sono sempre stata cristiana, ma è bello accorgermi che le esperienze di ogni giorno rafforzano in me la fede, che è una cosa molto concreta. Se nutriamo l’anima, stiamo bene anche fisicamente, ritrovando quell’energia e quella luce di cui la scienza ci dice che siamo composti; ma questo significa anche che abbiamo bisogno di essere illuminati dallo spirito. Tutti, credenti e non, viaggiamo verso la stessa meta: alla fine ci troveremo di fronte all’Infinito, guardando ogni cosa con occhi diversi. Relazionarsi con un sorriso, aiutare chi è nel bisogno ed esprimere i propri talenti sono elementi necessari per ritrovare la gioia di vivere. Ma è indispensabile anche la preghiera, per la quale ritaglio sempre un momento: così mi metto in contatto con la parte migliore di me stessa, rivolgendomi a Dio che si prende cura di me. Credo che Gesù sia un grande amico, onnipresente e sul quale fare affidamento: con Lui mi sento sempre al sicuro».    


AUTRICE E CANTANTE
Mariella Nava nasce il 3 febbraio 1960 a Taranto, da un maresciallo dell’Aereonautica militare e da una maestra elementare; a 7 anni intraprende lo studio del pianoforte che continua ad essere la passione profonda che guida la sua lunga carriera. Nel 1985 Gianni Morandi incide per primo una sua canzone, seguito poi da molti altri noti artisti, tra i quali Renato Zero, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni e Tosca. Due anni dopo partecipa con successo al suo primo Festival di Sanremo e pubblica l’album di esordio, al quale seguiranno altri 14, con i suoi testi sempre profondi che affrontano spesso temi scomodi. Nel 2005 partecipa alla seconda edizione del reality show musicale “Music Farm” di Rai 2, condotto da Simona Ventura. È da poco uscito il suo ultimo cd “Sanremo sì, Sanremo no” prodotto dalla nuova etichetta “Suoni dall’Italia”, società discografica nella quale Mariella è impegnata in prima persona. Vive in provincia di Roma con il marito Massimo Germani, con il quale condivide le varie iniziative di solidarietà che sostiene.


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