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Viaggio nella sorprendente Svizzera

Tra scorci, panorami, vicoli e prelibatezze alla scoperta della Svizzera: da Friburgo a Basilea

Gio 26 Set 2013 | di Testo e foto di Giuseppe Barbieri | Turisti non per caso
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18 luglio 2013 ore 14: arriviamo al Park and fly di Fiumicino dove lasciamo l’auto in orario, grazie allo scarso traffico. Al cheek-in  tutto bene: valigie no problem, volo Swiss, imbarco settore D. Durante l’attesa una piccola colazione/break. Alle 14.15 ci imbarchiamo, ma siamo un po’ in ritardo. All’arrivo abbiamo delle coincidenze abbastanza “strette” e temiamo di dover posticipare le tappe. Scendiamo all’aeroporto Svizzero-Francese di Basilea e ci precipitiamo al bus 50 che porta alla stazione centrale in 20 minuti. Alla Hall della SSB Banhof vediamo il display con Bern bin. 6, il capo stazione ci conferma  che è quello giusto, partirà tra qualche minuto… direzione Interlaken: solo un’ora e arriviamo a a Friburgo. Sta procedendo tutto magnificamente, con la proverbiale precisione Svizzera. Arriviamo in orario e incontriamo Marleen Faessler, la nostra guida in questa regione. La riconosciamo subito: lei è una biondina dolce che parla perfettamente francese. Ci avviamo al bus, quindi a piedi nella deliziosa città vecchia dov’è il caratteristico albergo, Best Western Hotel de la Rose. Lasciati i bagagli continuiamo la passeggiata. Ecco all’ingresso del centro storico l’insegna di un uomo e una donna con la scritta “Prima di sposarsi l’uomo è il signore, ma il giorno dopo il matrimonio la padrona è la signora”. La cattedrale sullo sfondo, in un bel tardo gotico, ma più austero, ci ricorda Salisbury “senza punta”. Proseguiamo il cammino incontrando l’atelier del pittore italiano Antonello Messina, anche ottimo musicista di Jazz, dove ci fermiamo ad ammirare i suoi quadri. Improvvisamente inizia a piovere con vistosi goccioloni: per fortuna siamo vicini all’antico “Auberge de la cicogna”, oggi locanda, condotto dallo chef Christoff e Isabelle e qui ci fermiamo a mangiare. Il luogo è incastonato tra una parete scoscesa, il vecchio ponte e la città medievale, proprio come un prezioso gioiello. La mattina dopo incontriamo Marleen e la guida italiana Vito de Blasi che ci racconta in breve la storia di questa antica città in cui si parla francese e tedesco. 

FRIBURGO: LA CITTA' CATTOLICA
Friburgo, detta la Città Cattolica, è situata su uno sperone roccioso proprio al centro dell’altopiano svizzero ricco di pascoli: una delle poche città europee di cui non si conosce esattamente la data di nascita. Le località a valle del fiume Sarina e sulla riva sinistra portano nomi francesi, mentre sulla riva destra i nomi sono tutti tedeschi. Tra i monumenti più significativi e spettacolari, sicuramente spetta il primo posto alla Cattedrale San Nicola, protettore della città.  L’inizio delle sua costruzione risale al 1283, quando la città ancora non era stata fondata, per terminare verso il 1430. Un monumento unico, che vanta diversi primati, a cominciare dai 50 metri d’altezza della torre gotica, che si raggiunge salendo 368 scalini: una bella faticata ricompensata da un panorama mozzafiato. Ma Friburgo incanta soprattutto coloro che amano i palazzi antichi nei dintorni della Cattedrale, in cui un tempo abitavano le famiglie patrizie. Le stradine tortuose conducono il visitatore alla scoperta di angoli pittoreschi dove zampillano fantasiose fontane: un gran bel camminare quindi, soprattutto nei giorni di mercato, in cui non è raro incontrare contadini che indossano il costume tradizionale costituito da giacca di velluto con maniche corte, camicia bianca e berretto di velluto ricamato. Le donne, invece, hanno vestiti di cotone senza maniche, stretto in vita e con gonna larga che scende fin sotto le caviglie. Un’umanità molto colorata, quindi, che ricorda il passato.
Friburgo è soprattutto un centro agricolo dai pascoli fertili, come quelli di Gruyères, che producono latte, panna e prosciutti affumicati in abbondanza, grazie a piccole mucche pezzate. I prodotti più famosi di questo cantone sono il formaggio Gruyères e altri prodotti tipici: ma la cosa che impressiona  maggiormente è la cittadina medievale di Gruyères, in cima ad un altipiano dove la piazza, con al centro la fontana e tutt’intorno alberghi, pensioni, caffetterie e negozietti tipici  ci accolgono. Sullo sfondo, imponente, il castello dell’antica famiglia che dà il nome a questo pittoresco angolo di storia d’Europa. Quindi una visita da non mancare nella campagna ricca e pittoresca in cui fa piacere immergersi, costellata dalle tipiche fattorie friburghesi in pietra. 

GRUYER, LA CASA DEL FORMAGGIO
Nel primo pomeriggio quindi raggiungiamo la Maison du Gruyère, con l’auto della Mobility affittata e guidata da Marleen, perché qui, come in tutta la Svizzera, poche persone hanno l’auto propria, che oltre a non essere conveniente è anche poco pratica, visto il funzionamento cronometrico dei mezzi pubblici. Divoriamo la strada  in un battibaleno, circondati da campi arati, mucche, pecore e fattorie: sembra proprio di stare nel Paese delle Meraviglie! Gruyere è la casa del formaggio nota in tutto il mondo: un luogo asettico, in cui assistiamo alla lavorazione di questo gustoso prodotto, attraverso le cristalline vetrate che dividono i visitatori dai maestri formaggiai. Infine, sosta al ristorante de la Fromagerie, in cui si gustano queste “opere d’arte” : pranziamo con una inevitabile fonduta e del buon vino svizzero, sì, perché gli svizzeri, per chi non lo sapesse, sono degli  enologi eccellenti. Dulcis in fundo, proprio lì vicino, per la gioia dei bambini, i golosi e i buon gustai, visitiamo la Maison Cailler, antica fabbrica del cioccolato svizzero dove, un percorso fantasioso come in un luna park alla Disneyland, permette ai visitatori di conoscere alcuni dei golosi segreti che hanno permesso a questa Casa di imporsi nel mercato mondiale del cioccolato. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire, soprattutto per i più piccini, che potranno alla fine abbuffarsi di cioccolatini d’ogni tipo e sapore. Quindi, a 830 metri di altitudine, da non mancare la visita allo splendido Castello de Gruyéres - di cui Gruerius fu il fondatore -  e alla sua cittadina medievale, dell’XI secolo, che domina il paesaggio delle Prealpi friburghesi. Una passeggiata attraverso otto secoli di storia, cultura e architettura che comincia dalla terrazza, proseguendo al cortile interno, alla sala a volta, al vecchio arsenale, alle cucine, alla scala a chiocciola, alla sala Borgogna, alla sala degli stemmi araldici dei Balivi, alla sala della caccia, alla sala barocca, al salone Corot, alla sala dei conti, alla camera della bella Lucia, alla sala d’arte Fantastica, alla sala Furet, alla sala dei cavalieri. In esse sono esposte cappe dei cavalieri del Vello d’Oro, pregiati decori murali composti da foglie d’acanto, preziosi mobili in stile friburghese, la croce che illumina il mondo, dipinti murali del 1500 che rappresentano scene della storia romana secondo Tito Livio, e tanti reperti pregiati che narrano le loro curiose storie. Lasciati i bagagli a L’Hostellerie des  Chevaliers, un alberghetto da fiaba con vista sul Castello e le montagne circostanti, ceniamo al ristorante La fleur de Lys con zuppa, rostì e gustose forelle (trote arrosto). Il mattino dopo, circondati da questo splendido panorama, facciamo colazione, quindi a pochi chilometri visitiamo Molèson-sur-Gruyères, una montagna alta oltre 2000 metri, che è il simbolo di Fribourg Pre-Alps: una “ascensione” in funicolare che permette di effettuare passeggiate uniche tra vette panoramiche mozzafiato. Poi partenza per Basilea! 

BASILEA: CENTRO CULTURALE 
Un’ora e mezza di treno per raggiungere questa città di 180 mila abitanti, terza in ordine di importanza dopo Zurigo e Ginevra. Si estende lungo un’ansa del Reno, al confine con Francia e Germania, costituendo l’ultimo porto fluviale accessibile alle navi di grandi dimensioni. Inoltre è il più importante centro industriale nel settore chimico e farmaceutico, all’angolo di 3 Paesi. Fondata nel 44 a.C. dal generale romano Lucio Munazio lungo il corso del Reno, è stata per secoli l’unico ponte che attraversasse il fiume “tra il lago di Costanza e il mare”. Oggi è una delle più importanti città culturali d’Europa, con numerosissimi musei, come la Fondazione Beyeler. Il centro storico di Basilea conserva innumerevoli boulevard cafè e vicoli caratteristici, ma va scoperto a piedi attraverso cinque itinerari che partono da Marktplatz. L’itinerario Erasmo, quello che porta alla Cattedrale è un invito alla contemplazione, soprattutto dalla terrazza del Pfalz, il Palatinato, da cui si abbraccia tutta la città dall’ansa del Reno fino ai monti della Foresta Nera; quello di Jacob Burckhardt, invece, porta lungo stradine medievali dai  numerosi negozietti e boutique esclusive, fino alla fontana Tinguely: un vero capolavoro di giochi d’acqua che affascina ogni visitatore. Quindi l’itinerario Thomas Platter, lungo l’antico quartiere degli artigiani che, passando per la chiesa di San Pietro, si conclude nella vivace piazza del Mercato. Il penultimo è l’itinerario Paracelso, che si snoda lungo le vie medievali del fiume Birsing, fino al caratteristico e imponente Municipio che testimonia la ricchezza della Basilea antica. Siamo giunti all’itinerario Hans Holbein, che conduce ai quartieri ricchi del centro storico, passando dalla Grande alla Piccola Basilea che costeggia le sponde del Reno che vanta di essere il più pulito della Svizzera. Qui abbiamo la piacevolissima sorpresa di incontrare la maggior parte della gioventù sportiva di Basilea, immersa nelle sue acque, che si lascia trasportare per chilometri dalla corrente. Un defilé interminabile di corpi giovani pieni di vita che, aggrappati a una variopinta e caratteristica borsa da viaggio impermeabile che funge anche da salvagente, ma che conserva oggetti personali, abiti asciutti e asciugamani: molti di loro sono impiegati che, usciti dall’ufficio, tornano a casa via fluviale. Incredibilmente bello e impensabile nel nostro “biondo Tevere”! 


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