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Bonus del 50% perché li perdete?

Ristrutturare casa o comprare mobili ed elettrodomestici entro il 31 dicembre costa la metà

Gio 26 Set 2013 | di Renato Mastrella | Attualità

Il Governo cerca di stimolare i consumi con gli incentivi sulle ristrutturazioni della casa e sull’acquisto di mobili e di elettrodomestici. Per gli italiani un’occasione che scadrà il 31 dicembre prossimo e che sarà probabilmente irripetibile nei prossimi anni.
Per il bonus ristrutturazioni le regole sono conosciute ormai da anni, ma la detrazione è aumentata, passando dal 36% al 50%. Molta discussione c’è stata intorno al cosidetto “bonus mobili ed elettrodomestici”. Inizialmente cittadini e associazioni hanno criticato la difficoltà burocratica e i mille cavilli della legge che rendevano difficile e non così conveniente usufruirne, ma, proprio sulla spinta delle associazioni dei produttori di mobili ed elettrodomestici, pian piano l'Agenzia delle Entrate ha chiarito molti dubbi, semplificando le procedure: ora accedere ai benefici è davvero facile, ma bisogna affrettarsi, perché è certo che scadranno il 31 dicembre di quest'anno e difficilmente saranno prorogati. Acquistando un divano o una lavatrice oggi, quindi, può costarci la metà, perché non usufruirne?

LA LEGGE IN BREVE
Lo Stato restituisce il 50% della spesa effettuata in forma di detrazione Irpef, cioè per 10 anni il cittadino potrà pagare meno tasse per un importo totale pari al valore del "rimborso" ottenuto.  L’importo massimo a cui è applicabile il bonus è di 96.000 euro per le ristrutturazioni e  10.000 euro per mobili ed elettrodomestici. Per i lavoratori dipendenti con busta paga la somma verrà accreditata direttamente sulla busta di luglio (una specie di quattordicesima), dopo l’annuale dichiarazione dei redditi.

CHI NE BENEFICIA
Tutti coloro che effettuano una ristrutturazione o acquistano un mobile o un elettrodomestico, effettuando il pagamento entro il 31 dicembre 2013. Il bonus mobili/elettrodomestici è applicabile solo abbinato ad una pratica di ristrutturazione, ma questo, vedremo, non è un problema.

BONUS ELETTRODOMESTICI E MOBILI, ORA PIÙ FACILE
Molti hanno rinunciato ad usufruirne, pensando di dover fare chissà quali lavori di ristrutturazione per poter poi associare l'acquisto di un mobile o elettrodomestico su cui avere il bonus. Ma in realtà  basta sostituire ad esempio il tubo del gas o la serratura della porta di casa, o installare un antifurto, una cassaforte a muro, una porta blindata, un corrimano, un vetro antinfortunio o anche solo modificare pochi gradini. Chiedendo il bonus su questo tipo di ristrutturazioni (anche di importi bassissimi) si può poi associare la richiesta di bonus mobili/elettrodomestici fino a 5.000 euro, ovvero il 50% dei 10.000 euro di spesa massima ammissibile agli incentivi.
Nessun problema poi se la ristrutturazione è stata fatta in una stanza o locale differente da quella dove viene messo il mobile o l'elettrodomestico nuovo, basta che sia nella stessa unità immobiliare.

OCCHIO ALLE DATE
Sono validi i lavori o gli acquisti effettuati a partire dal 6 giugno 2013 (vale sempre la data del pagamento).
Il pagamento del mobile o elettrodomestico deve essere successivo (anche di 1 solo giorno) a quello della ristrutturazione a cui è abbinato.
Per avere il bonus bisogna avere la fattura ed effettuare il pagamento dei lavori di ristrutturazione o del bene incentivato  entro il 31 dicembre 2013. 

POCHISSIME CARTE: ECCO COME FARE
Naturalmente, se si sta effettuando una grossa ristrutturazione, il geometra o l'architetto vi curerà tutta la pratica e potrete appoggiarvi a lui per richiedere il bonus. Ma se dovete fare un piccolo intervento di ristrutturazione (cambiare un sanitario, mettere una porta blindata, sostituire un interruttore differenziale) o volete solo approfittare del bonus mobili/elettrodomestici potete anche fare tutto da soli, senza particolari difficoltà. Per chieder il bonus  per la ristrutturazione ci occorre solo la fattura e la ricevuta del pagamento. Poi acquistiamo il nostro mobile o elettrodomestico e facciamo la stessa cosa: chiediamo il bonus solo con fattura e ricevuta del pagamento.

COME BISOGNA PAGARE
Occorre il “bonifico parlante”. Il modo più semplice è andare in banca o alla posta con la fattura del fornitore, lì sono istruiti sul tipo di bonifico da fare. In pratica è importante che sia indicato sul bonifico la causale precisa del pagamento, la partita Iva del fornitore, il codice fiscale di chi acquista. Per l'acquisto di mobili o elettromestici ora l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile pagare anche con carta di credito o bancomat: la carta deve essere obbligatoriamente intestata a chi poi chiede il bonus; bisognerà presentare poi insieme alla fattura la ricevuta del pagamento (il foglietto che ci rilascia il fornitore al momento del pagamento con carta). In ogni caso, ai fini dell’ottenimento del bonus, non valgono i pagamenti con assegni o contanti.

A CHI PORTARE LA DOCUMENTAZIONE
Quando l'anno prossimo fate la dichiarazione dei redditi portate al vostro commercialista o Caf la fattura e la ricevuta del pagamento, nulla di più.

QUALI TIPI DI RISTRUTTURAZIONI SONO AMMESSI
Sono tanissimi e di diversi tipi. Per non sbagliare vi consigliamo di andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate dove c’è un elenco dettagliato dei tipi di interventi ammessi alla detrazione Irpef, ben 78 categorie: dalle tegole alle finestre, dalle caldaie alle piscine, dall’impianto elettrico a quello idraulico, dall’ascensore alla strada asfaltata.

QUALI MOBILI O ELETTRODOMESTICI SONO AMMESSI
L'Agenzia delle Entrate ha specificato un elenco (a titolo esemplificativo) che riportiamo alla lettera.
Mobili: "letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo";
non sono ammessi "gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo".
Elettrodomestici (di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni):
"frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento".
Non sono ammessi piccoli elettrodomestici (frullatori, phon, ferri da stiro,....)            

UNA TELEFONATA SALVA IL BONUS
Se si ha un dubbio si può chiamare direttamente l'Agenzia delle Entrate al numero 848.800.444 o consultare il sito - www.agenziadelleentrate.gov.it. 
Consigliamo di chiamare anche solo per avere una conferma di come s’intende operare; in pratica si potranno avere indicazioni precise dallo stesso ente che poi controllerà la documentazione del nostro bonus. Impossibile così avere in seguito spiacevoli sorprese.  

LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA: BONUS al 65% 
Valgono le stesse regole del bonus per i lavori di ristrutturazione, solo che il bonus riconosciuto sale al 65%.
Quali sono i lavori che rientrano in questa categoria? Riportiamo quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare del 18 settembre scorso:
“Per questa tipologia di interventi non è specificato quali opere o quali impianti occorre realizzare per raggiungere le prestazioni energetiche richieste.
L’intervento, infatti, è definito in funzione del risultato che lo stesso deve conseguire in termini di riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale dell’intero fabbricato. Pertanto, qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla normativa di riferimento, è ammesso al beneficio fiscale”. Anche qui vale il consiglio di telefonare all’Agenzia delle Entrate per vere conferma (vedi box sopra).


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