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La crisi del libro...

... al tempo degli ebook e delle librerie on line

Ven 25 Ott 2013 | di Armando Marino | Soldi
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Le lamentele sono già iniziate: il 2013 sarà un anno disastroso per la lettura. Il 2012 ha già registrato cali record di vendite dei libri e nei primi otto mesi del 2013 siamo già a -5,4%, stando ai dati Nielsen. Il canto funebre delle associazioni degli editori già si leva alto. La prima richiesta è parificare l'Iva sui libri a quella sugli ebook: sui primi è agevolata al 4%, in quanto sono prodotti culturali. L'Unione Europea, invece, fa rientare i secondi tra i servizi, con Iva al 21% (a netto di ulteriori aumenti generalizzati dell'imposta). Così il libro tradizionale muore, dicono gli editori, e quello elettronico, che potrebbe rappresentare una risorsa alternativa, viene penalizzato. Nel frattempo, cambia anche la mappa della distribuzione: la libreria tradizionale è sempre più in difficoltà, vincono le librerie online e le catene di supermercati si sono lanciate sull'unico libro che ancora vende, quello scolastico. Sono gli effetti della rivoluzione tecnologica e non sono affatto scontati. Ad esempio, molte piccole librerie hanno chiuso, ma qualcuna resiste, grazie al fatto che un bravo e competente libraio offre un servizio di consulenza che il web non può dare, mentre sono le grandi catene di librerie (che avevano fagocitato quelle piccole indipendenti) a subire di più la concorrenza di Amazon e simili. Sul libro scolastico si combatte un'altra battaglia: gli ultimi Governi hanno promesso di favorire l'ebook, che però verrà in gran parte acquistato attraverso siti web stranieri che non pagano tasse in Italia: un'altra fetta di business che espatria. Tutto vero. Ma c'è anche da dire che gli editori italiani di errori ne hanno fatti una caterva: quanto hanno spinto per vendere alle famiglie a caro prezzo libri di scuola mediocri o con aggiornamenti di facciata? E quanto hanno creduto nell'ebook e nella vendita on line prima che arrivasse in Italia Amazon? La differenza di Iva è difficile da giustificare, ma è anche difficile capire perché certi ebook vengano venduti a prezzi molto simili agli equivalenti di carta, considerando che l'editore risparmia sulla carta stessa, sulla distribuzione, la stampa, il magazzino, le rese. è giusto chiedere al Governo di occuparsi del settore, di eliminare le storture fiscali (e soprattutto di occuparsi del dato che vede gli studenti italiani ultimi tra i Paesi Ocse nella capacità di lettura), ma qualunque intervento dovrà tenere conto anche dell'interesse dei consumatori a spendere il giusto: non si può eliminare la concorrenza sbandierando “l'italianità del libro”. 


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